Eterno e indivisibile. Sono alcune caratteristiche dell’essere secondo il pensiero eleatico, la scuola filosofica nata cinquecento anni prima di Cristo nell’antica Velia, pensiero formulato da Parmenide e poi proseguito dal suo allievo Zenone. L’antica Velia oggi si rinviene negli scavi a un tiro di schioppo da Marina di Ascea, frazione cilentana rinomata per la bellezza del suo mare, meta ambita del turismo anche in periodi non propriamente estivi grazie al clima favorevole, e grazie anche a una serie di strutture a cinque stelle. Da qualche anno uno di questi resort ospita l’assemblea organizzativa e tecnica dell’Aia, l’associazione italiana arbitri che dà così ciclicamente appuntamento a tutti i presidenti di sezione e Comitati regionali: il gran cerimoniere è il presidente dell’Aia che spedisce l’invito a nome del Comitato Nazionale. L’annuale assemblea si svolgerà proprio in questo fine settimana: da oggi pomeriggio a sabato tutti dunque converranno nella località in provincia di Salerno. Ospiti nel resort a cinque stelle, in trecento si ritroveranno tra riunioni tecniche, discorsi e cerimonie di premiazione. Di sorrisi se ne prevedono pochi, di volti tirati invece parecchi.
Eterna e indivisibile: chissà se l’attuale presidente Antonio Zappi proverà a trasporre il pensiero sull’essere, formulato ai tempi della Magna Grecia, ai giorni attuali applicandolo all’associazione che presiede da appena dieci mesi, un brevissimo periodo nel quale è però successo un po’ di tutto, specie negli ultimi mesi, specie da quest’estate (per le precedenti puntate, leggi qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui e qui), trascinandolo (e trascinato) in un tunnel claustrofobico.
Mai come in questi giorni, l’ultracentenaria storia (la fondazione risale al 1911) dell‘Aia rischia di finire gambe all’aria, altro che eterna e indivisibile. Basti pensare ad esempio alla riforma che il presidente federale Gravina ha avviato abbandonando ogni tentennamento e superando mille resistenze (se ne parlerà anche nel consiglio federale di oggi?): il professionismo arbitrale, la costola della Can A-B che si stacca dall’Aia confluendo in un board professionistico (molti tratti ricavati dalla Pgmol britannica), un organismo che avrà come soci Federcalcio, Lega serie A e Lega serie B e che entrerà in funzione dall’1 luglio 2026. Un distacco totale, obbligato e necessario per il presidente federale, per il suo consigliere giuridico Giancarlo Viglione, persino per l’attuale responsabile della Can A-B (Rocchi) e molti dei big arbitrali, oltre a molti dei club di A; un distacco che alla resa dei conti segnerà il totale svuotamento del peso politico, istituzionale ed economico dell’associazione italiana arbitri alla quale è già stato tolto lo status (e il voto) di componente federale dopo la già sanguinosa perdita della “giustizia domestica” come effetto dello “scandalo D’Onofrio” e sulla quale continua a volteggiare con forza la scure del commissariamento (il salernitano Pisacreta è il più gettonato tra i papabili come commissario).
Spalle al muro, in evidente difficoltà con i piani alti (Gravina in primis), con gli intermedi (Rocchi e gran parte della squadra Can A-B) e con la base (basti pensare a quel -13% nelle risorse annuali destinate alle sezioni, senza contare i ritardi nei pagamenti dei rimborsi a migliaia di arbitri e assistenti delle serie inferiori), e persino nel mirino del procuratore federale Chinè (indagine ancora in corso su presunte pressioni esercitate dal Comitato per alcune nomine), Zappi sta provando a restare in sella a qualunque costo, magari aggrappandosi anche a qualche nume tutelare e… ministeriale.
Potrebbe spiegarsi così l’insolita (mai era accaduto prima nell’Aia) convocazione recapitata al ministro dello Sport Andrea Abodi invitato a partecipare all’assemblea – organizzativa e tecnica – degli arbitri? Che senso dare altrimenti alla presenza del ministro dello Sport (che avrebbe assicurato la propria presenza) a una tre giorni che nulla dovrebbe avere di politico e che invece proprio per la sua presenza è destinata ad assumere inevitabilmente significativi segnali politici e istituzionali, con riflessi che pare siano già diventati velenosi. L’iniziativa infatti pare non sia stata proprio graditissima dal presidente federale Gravina (e anche dal responsabile dell’ufficio giuridico Figc, Viglione) invitati anche loro a partecipare ad Ascea.
Nel programma off-limits e blindatissimo, c’è forse scritto che Abodi e Gravina parteciperanno nella stessa giornata? O forse il presidente Gravina si limiterà a un intervento in video, evitando così una situazione che potrebbe diventare imbarazzante? Cosa dirà Zappi nel suo discorso (previsto venerdì mattina) e cosa chiederà al ministro Abodi al quale, mesi fa, aveva fatto visita (gli fu donata una maglia da arbitro insieme ai cartellini giallo e rosso) in occasione delle azioni legislative intraprese dalla maggioranza di Governo per meglio tutelare e difendere gli arbitri dalle aggressioni violente equiparandoli agli agenti di pubblica sicurezza. Inciso: Abodi è pur sempre il ministro che diede parere favorevole in Senato all’ordine del giorno presentato dalla maggioranza di Governo e chiaramente ispirato dal Coordinamento Nazionale arbitri del sindacato SLC-CGIL sul riconoscimento agli arbitri dello status di lavoratori sportivi con una serie di tutele e garanzie da riconoscere compreso il contratto collettivo nazionale di lavoro e l’invito alla Federcalcio a collaborare in tal senso.
Visti i tumultuosi eventi delle ultime settimane, l’organizzazione della tre giorni non è stata semplicissima. Ad esempio, i titoli di viaggio sono stati emessi solo alla vigilia, con un aumento così considerevole delle tariffe. Molto attento alla forma, Zappi si è raccomandato sino all’ultimo, inviando il dress-code dell’evento: tutti i presidenti di sezione dovranno indossare nella tre giorni la tuta e il materiale d’abbigliamento sportivo forniti dallo sponsor tecnico dell’Aia, tuta che sarà consegnata al loro arrivo, mentre i presidenti dei comitati regionali indosseranno il materiale d’abbigliamento ricevuto al raduno di Tirrenia. Su questo aspetto, sorge una ingenua domanda: il costo delle tute per i 206 presidenti di sezione è a carico dello sponsor, oppure si tratta di un acquisto Aia? Perché, in questo secondo caso, magari i 20.600 euro forse potevano essere destinati ad altro, magari anche come semplice segnale, viste le perduranti attese della gran parte di arbitri delle serie inferiori che attendono da tempo almeno il rimborso delle spese.
Nel programma della tre giorni (in agenda anche la consegna dei premi nazionali di questa stagione, previsti gli interventi anche di Rocchi, Orsato, Braschi e pare Rizzoli, mentre Collina e Rosetti dovrebbero partecipare in video), oltre all’intervento del presidente Zappi e quello dei componenti del Comitato Nazionale, pare non ci sia assolutamente spazio per l’intervento dei presidenti. Molti andranno ad Ascea carichi di malcontento. Qualcuno aveva anche avuto l’idea di disertare ma pare che Zappi abbia imposto la presenza agitando eventuali sanzioni, visto che la riunione è tecnico-organizzativa e dunque è obbligatoria la presenza. Non è però escluso che qualche presidente di sezione chieda di poter intervenire, pare però difficile ipotizzare che gli verrà data la facoltà. Meglio non correre rischi: sarebbe un paradosso se nell’antica culla del pensiero eleatico (l’essere è eterno e indivisibile) qualcuno segnalasse a Zappi che l’Aia non è più eterna, e nemmeno più indivisibile.






