Serie C e pasticci, Trapani di nuovo verso l’esclusione. Caso recidiva: precedente che scotta. Marani respira: arrivano i milioni della “Zola”

Il ricorso della Procura federale di Chinè e l'incredibile valutazione del collegio del tribunale federale presieduto da Citarella su una vicenda che lo scorso anno terremotò la classifica di serie B. Gravina sorpreso, sollievo del presidente di Lega Pro. Nuova puntata giovedì prossimo. E la zona retrocessione diventa un quiz
Valerio Antonini con Matteo Marani e il segretario della Lega Pro, Paolucci

Sì, la vita è tutta un quiz. E noi giochiamo. E rigiochiamo. Perché noi non ci arrendiamo. Fino a quando non vinciamo”. Il celebre motivetto di Renzo Arbore ai tempi di “Indietro Tutta” potrebbe diventare, d’imperio, anche l’inno del campionato italiano di terza serie, accompagnando così le squadre quando scendono in campo, prima del fischio d’inizio.

Sì, la serie C è tutta un quiz. Succede da anni, e succede ancora. È successo anche questa stagione (le più recenti puntate qui, qui, qui, qui). E così, mentre la stagione regolare si avvia all’epilogo con i suoi primi verdetti sul campo (l’inarrestabile promozione del Vicenza, la scontata retrocessione della Triestina penalizzata con 23 punti dalla giustizia sportiva nel girone A mentre nel girone B aveva salutato la compagnia già in autunno il Rimini, escluso per inadempienze amministrative), resta solo e soltanto un assordante e disperante interrogativo: il Trapani di Valerio Antonini riuscirà (almeno) a chiudere la stagione regolare oppure terminerà la propria corsa – sarebbe più appropriato scrivere retromarcia visto il conto delle penalizzazioni fin qui accumulate, sono 20 punti al momento – prima del gong fissato al 26 aprile con l’ultima giornata del girone C di serie C? La risposta all’interrogativo potrebbe arrivare giovedì prossimo (26 marzo) e cioè quando per il termine della stagione regolare resteranno cinque giornate, quando davanti al collegio del tribunale federale nazionale il Trapani dovrà difendersi – sarebbe più calzante scrivere: dovrà provare a contenere le perdite – dall’ennesimo deferimento (per gli inadempienti alla “finestra” del 16 febbraio) comminatogli nel corso di questa stagione dalla Procura federale capitanata da Giuseppe Chinè.

Procura federale che la settimana scorsa ha presentato ricorso contro la sentenza del tribunale federale nazionale, sezione disciplinare (presidente Amedeo Citarella) che il 9 marzo ha comminato quattro punti di penalizzazione al club siciliano, senza dar peso della sospensiva (cautelare) della corte di giustizia tributaria di primo grado di Trapani intervenuta ben dopo le “finestre” previste per gli adempimenti, e l’ha per giunta sanzionato con un ulteriore punto di penalizzazione “in ragione della contestata recidiva ex art. 18”. Una riconosciuta (e acclarata) recidiva per tabulas che però non ha prodotto, come invece pareva inevitabile, carte federali e Noif alla mano, l’esclusione del Trapani dal campionato: a dar fiato alle trombe dallo scampato pericolo il ringalluzzito patron siciliano Antonini, e a tirare il sospiro di sollievo (e di scampato pericolo da danno d’immagine) il presidente della Lega serie C Matteo Marani mentre intanto disappunto e incredulità travolgevano giuristi, avvocati, esperti di carte federali, vertici Figc e alcuni (non tutti) club del girone C di terza serie.

Possibile? Ma come è stato possibile?”: le domande potrebbero galleggiare nel mare magnum della giustizia sportiva ancora per un altro po’, allungando così il brodo (forse solo per un’altra giornata di campionato…). Perché chissà, il Trapani potrebbe scavallare anche il nuovo giogo fissato per giovedì prossimo perché il pool di legali (guidati dall’avvocato Paolo Rodella) presumibilmente chiederà la sospensione del giudizio (il deferimento si riferisce agli inadempimenti al 16 febbraio) in attesa del giudizio di secondo grado, cioè quello davanti alla Corte federale d’Appello, chiamata a valutare i capi d’accusa del deferimento (relativo alla finestra del 16 dicembre) che per la sezione disciplinare del tribunale federale il 9 marzo scorso sono stati “racchiusi” in un -5 in classifica. La data di questo giudizio è stata calendarizzata per il 30 marzo (lunedì prossimo): se la Corte federale accogliesse il ricorso della Procura che chiede l’esclusione del Trapani (anche il club ha presentato ricorso), l’estromissione dei siciliani (sui fondali della classifica) arriverebbe sotto Pasqua, a giochi ormai chiusi, o quasi. E così, nessuno potrebbe gridare all’ennesimo, imbarazzante, caso in serie C: non è vero?

Ad aggiungere sale sulla sanguinosa vicenda, c’è un altro dato di fatto: l’ultimo deferimento del Trapani (quello che dovrebbe essere discusso giovedì 26 marzo, ma…) contiene l’identico capo d’accusa del precedente deferimento, quello cioè che ha prodotto 4 punti di penalizzazione più un altro punto per recidiva. Si legge: “per non aver provveduto, entro il termine del 16 febbraio 2026, al versamento della IV e V tranche delle ritenute IRPEF e dei contributi INPS in scadenza rispettivamente entro la mensilità di agosto e settembre 2025, oggetto del processo verbale di contraddittorio del 29 maggio 2025 stipulato con Agenzia delle Entrate-Direzione Provinciale di Trapani”. Spostato, quindi, solo il limite temporale: il deferimento discusso il 9 marzo verteva sugli inadempimenti al 16 dicembre, questo del 26 per gli stessi identici inadempimenti ma al 16 febbraio.

Ma se il primo giudizio di primo grado ha riconosciuto la recidiva (solo in punti), il giudizio del 26 marzo di primo grado (se mai ci sarà, visto che dovrebbe seguire quello del 30 marzo davanti alla Corte federale) cosa produrrà? Riconoscerà la recidiva della recidiva? E quindi…? Le paradossali domande calzano a pennello, per questa Lega Pro e questa giustizia sportiva. E, nel caso, la recidiva della recidiva cosa (eventualmente) comporterà? Solo una nuova penalizzazione, o anche l’esclusione dal campionato? Il passaparola riporta, inesorabilmente: il Trapani verrà escluso. Chissà, tutto può accadere in questa sarabanda giudiziaria.

Intanto con il fiato sospeso stanno i vertici del pallone tricolore, non solo i tifosi siciliani (ormai rassegnati) e un combattivo (ma solo pro-forma?) Antonini. All’inspiegabile, inatteso e sorprendente (viste le normative e vista la riconosciuta colpevolezza fissata dal collegio giudicante) esito del giudizio del 9 marzo scorso, sono infatti seguite reazioni di segno diverso e contrario. L’ha accolto logicamente con un sospiro di sollievo il presidente della Lega serie C Matteo Marani: niente classifiche riscritte, niente dejà vu (lo scorso anno furono escluse a metà marzo Turris e Taranto), niente polemiche e veleni, niente rimostranze di qualche club (chi sarebbe stato maggiormente penalizzato in classifica dall’esclusione del Trapani) e la possibilità di rivendicare ai quattro venti che “la serie C è un campionato regolare”. Raccontano invece che di (ben) diverso tenore sia stata la reazione del presidente federale Gabriele Gravina: il giudizio accolto con freddezza, sorpresa (viste le Noif e il codice di giustizia sportiva) e preoccupazione. E sì, perché la sentenza del collegio della sezione disciplinare del tribunale federale nazionale (presidente Amedeo Citarella) rischia(va) di trasformarsi in un clamoroso e pericoloso precedente giurisprudenziale, in un “libera tutti” per tutte quelle società che, non onorando i rateizzi (fiscali, previdenziali) concordati con l‘Agenzia delle Entrate e validati dalla Federcalcio, non rischierebbero più l’esclusione in corsa dal campionato di competenza.

Una situazione pericolosa e paradossale, tanto più che i debiti in questione del Trapani fanno riferimento alla vicenda che lo scorso anno, per le stesse motivazioni (il pagamento di Irpef e Inps attraverso la compensazione di crediti d’imposta rivelatisi poi fasulli) in serie B aveva provocato il terremoto, a stagione regolare appena finita: il Brescia, salvo sul campo, sarebbe stato retrocesso al terz’ultimo posto e dunque spedito in C; la Sampdoria, retrocessa sul campo, si sarebbe guadagnata invece i playout; playout disputati (e poi vinti) contro la Salernitana che non avrebbe così più incrociato il Frosinone, club ciociaro salvo dopo la riscrittura della classifica. Due pesi e due misure? Solo il tentativo di salvare la faccia concedendo al Trapani un “fine vita” di due mesi pur di salvare l’apparente regolarità del campionato e che invece, con questa sentenza, ha dimostrato sul campo di non esistere?

A rendere tutta la situazione surreale, c’è il giudizio del collegio del tribunale federale del 9 marzo che, in sintesi, riconosce come il Trapani sia colpevole (e recidivo) perché non ha onorato (al 16 ottobre prima, al 16 dicembre poi, e adesso al 16 febbraio) il rateizzo della quarta e poi quinta tranche dell’accordo stipulato il 25 maggio 2025. “Per non avere provveduto alla scadenza del 16 dicembre 2025 al versamento di quota parte (IV tranche), delle ritenute IRPEF e dei contributi INPS in scadenza entro la mensilità di agosto 2025 per un importo pari a circa Euro 135.450,00, e al versamento di quota parte (V tranche) in scadenza entro la mensilità di settembre 2025 per un importo pari a circa Euro 135.450,00, entrambe oggetto del processo verbale di contraddittorio del 29.5.2025 stipulato con Agenzia delle Entrate – Direzione Provinciale di Trapani – a seguito della notifica dello schema d’atto n. TY9CR3S00073/2025, successivamente divenuto atto di recupero n.TY9CR3S00176/2025, notificato alla società F.C. Trapani 1905 s.r.l. in data 20.11.2025 in virtù del mancato integrale pagamento delle somme dovute all’Agenzia delle Entrate”, così si legge(va) nel deferimento.

Nelle motivazioni della sentenza del 9 marzo (4 punti di penalizzazione più un altro punto per recidiva), si legge: “Ritenuto che l’omesso versamento delle ritenute Irpef e dei contributi Inps costituiscono violazioni distinte e autonome e tenuto conto del minimo edittale previsto dall’art. 33, comma 4, lett. f), per ognuna di esse devono irrogarsi 2 punti di penalizzazioni in classifica da scontarsi nella corrente stagione sportiva e, per un totale di 4 (quattro) punti). Considerato che in questa sede è stato contestato il permanere del mancato pagamento della IV tranche già scaduta ad agosto 2025, il cui adempimento andava documentato entro il 16 ottobre 2025, nonché il mancato pagamento della V tranche scaduta a settembre 2025, il cui adempimento andava documentato entro il 16 dicembre 2025, alla medesima sanzione di punti 4 (quattro) di penalizzazione si perverrebbe anche a volere applicare il criterio fatto proprio dalla decisione n.135/TFNSD/2025-2026, che ha sanzionato con 2 punti di penalizzazione il mancato pagamento della sola IV tranche. La penalizzazione di punti 4 (quattro) va inoltre incrementata di un ulteriore punto, per un totale complessivo di punti 5 (cinque), in ragione della contestata recidiva ex art. 18, comma 2, CGS, di cui ricorrono i presupposti a seguito delle precedenti sanzioni per fatti della stessa natura (dec. n. 209/TFNSD/2024-2025, confermata con dec. n. 120/CFA/2024-2025 del 30.6.2025)”.

In sintesi: il tribunale riconosce come il Trapani sia colpevole, inadempiente e per giunta recidivo, ma non applica, in base alla recidività dell’inadempimento, l’esclusione, solo perché i mancati versamenti fanno riferimento a una stagione sportiva diversa (la precedente)….Che dire? Nulla, se non che il mancato adempimento di questi versamenti comporta la non iscrizione al campionato…

Campionato che intanto, contento Marani e contenti (quasi) tutti, va avanti. Che accadrà il 26 marzo (o il 30), quando il Trapani sarà chiamato in giudizio, e in giudizio (il 26, di qui non si scampa) ci sarà anche il Siracusa che, dopo aver già “raccolto” una robusta penalizzazione (6 punti) e che in trasferta ci sta andando grazie a delle collette, si avvia a prendere un’altra penalizzazione (dai 5 ai 6 punti). Le due siciliane resteranno inevitabilmente inchiodate al fondo della classifica (al momento, penultime): se il Trapani dovesse tenere fino al 26 aprile, andrebbe incontro alla retrocessione diretta giocandosi l’ultimo posto proprio col Siracusa (i due club hanno 27 punti, il Foggia 23). Effetti diretti sulla promozione (grazie allo straordinario rendimento del Benevento) per fortuna non ce ne sono stati: l’eventuale esclusione del Trapani potrebbe “modificare” la griglia dei playoff mentre in coda ci sarebbe da andare con la calcolatrice. Perché col Trapani eventualmente escluso, non ci sarebbe più la retrocessione diretta ma anche i playout sarebbero a rischio: la parziale penultima piazza, dopo la penalizzazione del 26 marzo, andrebbe al Siracusa (che diventerebbe figurativamente ultimo) mentre il Foggia, ora ultimo a 23 ma che con la penalizzazione del Siracusa e l’eventuale esclusione del Trapani “salirebbe” di posizione, rischierebbe ugualmente la retrocessione diretta (con un distacco superiore agli 8 punti niente playout: al momento la quart’ultima – il Giugliano – ha 31 punti). Un bel guazzabuglio, no?

Allegria, direbbe invece il compianto Mike Buongiorno. Più sereno, di sicuro, è l’animo del presidente Matteo Marani. Il presidente della Lega serie C ha almeno di che gioire: finalmente Gravina e il consiglio federale hanno firmato il tanto atteso via libera, dopo un lungo congelamento. Dopo tanto penare, arrivano così i milioni della tanto decantata “Riforma Zola” (ce ne eravamo occupati qui). Sono quasi 6 milioni di euro che la Lega potrà distribuire alle società che ne hanno maturato diritto. In più, c’è un (corposo) bonus. Quattro milioni in più se la Nazionale riuscirà a centrare la qualificazione al Mondiale. Un motivo in più per allontanare i gufi (quelli che sperano nella debacle per far fuori Gravina) e per tifare l’Italia di Gattuso. “Sì, la vita è tutta un quiz. E noi giochiamo. E rigiochiamo. Perché noi non ci arrendiamo. Fino a quando non vinciamo. Sì, la vita è tutta un quiz. E se indovini, quante emozioni. Perché è col quiz che ci danno i milioni”…

 

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