Basket, Petrucci e la scelta “politica” di Mazzoleni: i canestri e il Var del pallone. Defenestrato Cerebuch, ora rischia Lamonica

Gianni Petrucci, presidente della Federbasket

Silvio Mazzoleni, un arbitro di calcio a capo dei fischietti del basket. La storia è singolare ma è vera ed è persino non inedita, perchè il nuovo capo del Comitato italiano arbitri è il secondo fischietto che il calcio presta alla pallacanestro. Entrambi, ovviamente, per scelta del presidentissimo federale ed eterno Gianni Petrucci che, dicono, guarda il calcio più del basket. Il primo della lista fu infatti Stefano Tedeschi, che nel 2006, nel campionato post Calciopoli, guidò per qualche mese gli arbitri della serie A, scelto dall’allora commissario dell’Aia Luigi Agnolin. Poi l’ingresso nel basket, l’elezione a capo del comitato regionale Emilia Romagna e la nomina a commissario prima e presidente poi del CIA, che Tedeschi ha guidato sino all’arrivo nel 2022 del commissioner Luigi Lamonica.

Nella primavera del 2026, dopo avere silurato Guerrino Cerebuch dalla guida del CIA, accusato di non avere saputo gestire la tante, troppe polemiche dovute soprattutto al pessimo clima di coabitazione con Lamonica, Gianni Petrucci avrebbe chiesto a Stefano Tedeschi di tornare alla guida del CIA. Richiesta cordialmente respinta al mittente dall’ex numero uno della Fortitudo Bologna, squadra ironia della sorte della quale è tifosissimo proprio Silvio Mazzoleni, scelto così per dare una guida agli arbitri del basket, ruolo che svolgerà insieme a quello di varista a Lissone per la A del calcio.

Il nuovo commissario CIA scelto da Petrucci soddisfa almeno due requisiti: proviene, per storia personale, da un mondo estraneo al basket e non è sospettabile di appartenere a questa o a quella corrente dei fischietti in grigio, ma è anche un personaggio che mette d’accordo le componenti politiche (più esplicitamente, i comitati regionali) che fanno riferimento a Petrucci: quelle cioè che in questi anni hanno sostenuto la scelta di Luigi Lamonica in ultimo come direttore tecnico e quelle che invece avrebbero voluto un suo allontanamento al termine della stagione appena trascorsa.

La nuova composizione degli organi tecnici del resto dimostra che la battaglia dei mesi scorsi ha provocato diverse spaccature, per nulla sanate. Da un lato Petrucci ha confermato il suo sostegno alla guida tecnica di Luigi Lamonica, imputando a Guerrino Cerebuch problemi ed errori soprattutto nella gestione degli arbitri di massima serie, nonostante il regolamento avesse attribuito tutti i poteri di gestione in via esclusiva al direttore tecnico, relegando il presidente del CIA al ruolo di semplice osservatore/collaboratore proprio di Lamonica.

Situazione paradossale che ha prodotto diversi corti circuiti: dalle polemiche per la direzioni nei playoff, soprattutto nella serie di semifinale tra Venezia e Bologna, alla esclusione per l’ennesima stagione dalla lista play off della romana Silvia Marziali, che invece, a dispetto di tutto e tutti, pochi giorni fa è invece entrata nel ristretto gruppo degli arbitri di Eurolega. Ecco spiegato forse perchè il capo della Fip ha dato il via libera al nuovo commissario Mazzoleni di modificare in maniera sostanziale le squadre degli organi tecnici, non confermando diversi uomini che erano stati scelti proprio da Lamonica. Su tutti spicca il siluramento del designatore di Legadue Nicola Longo, sostituito da Sergio Borroni (che due anni fa proprio Lamonica aveva pensionato) e da Carmelo Lo Guzzo, che ha concluso la sua lunga carriera arbitrale a giugno scorso, non senza qualche attrito con l’ex commissioner. In serie B via l’altro fedelissimo di Lamonica, ovvero Luciano Tola, insieme con i due designatori. La categoria è stata affidata a Roberto Chiari, istruttore Fiba, che avrà dunque il duplice compito di responsabile e di designatore: è stato scelto direttamente da Mazzoleni e, sul modello Orsato nel calcio (prima nomina per la serie C e poi l’anno dopo il grande salto alla Can A-B) si gioca la possibilità nella prossima stagione di sostituire Marco Giansanti alla guida della Legadue, o anche chissà, proprio Luigi Lamonica che è in scadenza di contratto. A casa, infine, anche quasi tutti gli osservatori arbitrali della terza serie italiana.

Nelle prossime settimane il quasi nuovo governo dei CIA (insieme con la novità Mazzoleni spicca la conferma nel ruolo di vice commissario di Gabriele Grandini, consigliere federale toscano, già componente della gestione Cerebuch insieme con l’abruzzese Di Girolamo) dovrà affrontare un’altra prova del nove, con la stesura dei criteri di valutazione degli arbitri: prevarrà ancora la volontà dell’ex commissioner ora direttore tecnico, di non comunicare le valutazioni degli osservatori agli arbitri a fine gara (incluse le modifiche ai voti degli osservatori decise dal responsabile di categoria), oppure Mazzoleni vorrà riportare nel mondo dei fischietti della pallacanestro una regola aurea del calcio, ovvero la trasparenza (nel senso di non segretezza) del voto?

 

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