Arbitri professionisti, ecco la Pgmol targata Figc: budget da 18 milioni. Aia, Gravina non ha fretta: a fine stagione il commissario sarà Viglione

Ecco come sarà il nuovo board dei fischietti: unico socio la Federcalcio, ma Lega A e Lega B contribuiranno alle spese. È già corsa per il ruolo di direttore tecnico. Ieri rinunione velenosa tra Comitato Nazionale e Can. Zappi e un destino già scritto...

I resti dell’attuale governance Aia, decapitata della presidenza Zappi (condannato anche in secondo grado a tredici mesi di inibizione), continuano a galleggiare in un mondo parallelo, anzi virtuale: perorano (chissà se più per forma o per sostanza) la causa del loro presidente (vittima, secondo loro, di una grave ingiustizia), deciso ad andare anche oltre il Collegio di Garanzia del Coni trovando, parole sue, “un giudice a Berlino” che riconosca la sua innocenza; si muovono per tenere in piedi una baracca che non c’è più eppure continuano a invocare interventi esterni; convocano i quadri della Can A-B chiedendo loro di affiancarli nella battaglia contro l’istituzione della Pgmol, l’organismo professionistico arbitrale deciso dal presidente federale Gravina; o meglio ancora, si dicono persino favorevoli, ma a patto che dentro il nuovo organismo ci sia anche l’Aia e dunque qualcuno dell’attuale governance; provano a tessere tele, inglobando nella residua pletora alcuni irriducibili eppure la risposta generale è stata inequivocabile: teneteci fuori da questa strumentale lotta, teneteci lontani dalle vostre beghe personali e politiche, che ben venga l’istituzione di un organismo professionistico che non solo ci assicuri maggiori introiti e finalmente tutele ma che anche sia finalmente un organismo prettamente tecnico.

L’organismo tecnico, la ribattezzata Pgmol all’italiana, in fondo è già realtà. Dopo aver anticipato la sua istituzione per la prossima stagione agonistica (era settembre, leggi qui), eccola finalmente materializzarsi. La prima bozza ufficiale (alla quale ha lavorato ventre a terra la Federazione con in testa l’avvocato Giancarlo Viglione insieme al segretario federale Marco Brunelli) sarà illustrata da Gabriele Gravina all’attuale designatore della Can Gianluca Rocchi (in realtà il toscano la conosce già) e anche al vice-presidente Aia Massini che regge le sorti del Comitato Nazionale dopo la doppia condanna (primo e secondo grado) inflitta a Zappi e invitato per evitare che nascessero nuove (inutili, infantili) incomprensioni. Poi ci sarà un incontro allargato al quale parteciperanno anche i rappresentanti della Lega A e della Lega B. Modalità scelte e volute dalla Federcalcio per condividere la proposta che, attenzione, diventerà presto realtà. Indietro non si torna, il dado è tratto, niente meline e niente baruffe. Come sempre scritto, già dall’1 luglio 2026 sarà operativa. Ecco, di seguito, tutti i dettagli.

Come forma giuridica, sarà una srl: “Federcalcio servizi arbitrali srl”, socio unico sarà la Figc. Il budget annuo è stato fissato tra i 17 e i 18 milioni di euro. I destinatari dei servizi saranno: Figc, Lega Calcio Serie A; Lega Nazionale Professionisti Serie B mentre le quote di contribuzione a carico dei tre soggetti sono ancora da stabilire. Nell’oggetto sociale ci sarà scritto: “Fornitura dei servizi di arbitraggio nelle competizioni di Serie A, Serie B e Coppa Italia, nonché l’organizzazione di corsi, conferenze ed ogni attività di formazione o programma di sviluppo per gli arbitri o qualsiasi altra attività ritenuta idonea a promuovere gli interessi della categoria arbitrale nell’ambito delle gare professionistiche di serie A e B”.

Cosa farà la Pgmol, nel dettaglio? “Selezione e designazione degli arbitri, degli assistenti arbitrali, dei quarti ufficiali, dei Var e degli Avar per tutte le partite di competenza; valutazione delle prestazioni arbitrali, anche ai fini degli avvicendamenti di fine stagione; definizione e applicazione degli standard arbitrali di riferimento per garantire elevati livelli di competenza, omogeneità e integrità in tutte le competizioni di competenza; attività di formazione e sviluppo degli arbitri, inclusi il tutoraggio e l’offerta di supporto continuo (raduni, poli di allenamento, assistenza per il miglioramento delle performance…); supervisione e gestione dell’uso della tecnologia Var, inclusa la formazione degli arbitri e la definizione di linee guida per la sua applicazione; gestione della comunicazione verso tutti gli stakeholder interni ed esterni (individuazione e gestione delle più opportune modalità di comunicazione dell’operato arbitrale, con l’obiettivo di aumentarne la trasparenza); reperimento di risorse attraverso autonome attività di marketing”.

Il consiglio di amministrazione sarà composto da tre consiglieri indipendenti con diritto di voto (nomi che sappiano di novità, questo è l’intento), di cui uno con funzioni di presidente: verranno nominati a maggioranza qualificata dal consiglio federale. L’organico sarà composto da 40 arbitri, 66 assistenti e 24 vmo. Definito (o quasi) il numero, sono invece ancora in corso approfondimenti sullo status con il quale inquadrare questi lavoratori: lavoratori subordinati a tempo determinato o lavoratori autonomi (fisso più gettone)? La struttura sarà composta da un segretario generale e da un direttore tecnico dell’arbitraggio che saranno nominati dal consiglio di amministrazione; il segretario sarà responsabile della nomina e del coordinamento delle figure della struttura amministrativa (segreteria, amministrazione, viaggi e logistica, comunicazione, marketing); il direttore tecnico (al momento circolano i nomi dei soliti big, e dunque la partita sarebbe tra Rocchi, Rosetti e Collina, ma c’è anche ci tiene in lizza Trefoloni: attenzione alle sorprese) invece si occuperà della nomina e del coordinamento delle figure apicali della struttura tecnica (5 designatori rispettivamente per arbitri di serie A, arbitri di serie B, assistenti, Vmo, osservatori; responsabile area atletica; responsabile area fisioterapica; responsabile area match analysis; responsabile area medica; responsabile area psicologica; responsabile rapporti con i club). Saranno coinvolti fisioterapisti e preparatori atletici, nutrizionisti, medici, psicologi, match analyst. Quale sarà il nuovo modello di visionature? Un sistema combinato di visionature allo stadio da parte di osservatori arbitrali individuati dal direttore tecnico dell’arbitraggio (organico formato in tutto da 15/20 ex arbitri che coprono singolarmente le partite) e di visionature al video da parte di esperti individuati dal consiglio di amministrazione (organico formato in tutto da 15 persone, ad esempio ex calciatori e allenatori, che visioneranno le immagini televisive singolarmente o a piccoli gruppi). Ci sarà poi una ponderazione tra le due differenti visionature, e ci saranno dismissioni e promozioni(con un minimo garantito) dalla Can C.

Il nuovo organismo professionistico piace, ovviamente, agli attuali arbitri della Can A-B: le residue resistenze arrivano dai resti dell’attuale governance guidata dal duo Massini-Affinito che (ancora) sperano (sperare non costa nulla…): dopo aver capito che Gravina non tornerà indietro, puntano all’inserimento dell’Aia nel nuovo organismo. Tentativi vani. Una riprova la si è avuta ieri, nel corso di una call tra i quadri Can A-B e i rappresentanti del Comitato Nazionale. Il rappresentante degli arbitri in attività, Marco Guida, tirato per la giacca, si è tenuto diplomaticamente sul filo: nella trama del discorso, si è intesa la traccia di un riconoscimento che forse andrebbe dato all’Aia (ha assicurato che andranno all’incontro con un avvocato e che al “tavolo” dovrà esserci un loro rappresentante legale) e però… Un equilibrismo che però non nasconde la realtà. Guida, che ha un filo diretto con Gravina, è consapevole che la stragrande maggioranza degli arbitri è favorevole al nuovo organismo (a patto che le promesse siano mantenute: aumento degli stipendi, stabilizzazione contrattuale, tfr, tutele) e che non si può proprio più tornare indietro e che, alla fine, se l’Aia non sarà dentro questa struttura, ce ne si farà una ragione. Anche Rocchi, interpellato, ha cercato di dare un colpo al cerchio e uno alla botte: però, la strada è tracciata… Sempre nel corso della call, ha preso la parola Mazzoleni che – qualcuno sussurra istruito da Massini e Orsato – ha provato ad infiammare la discussione chiedendo di non accettare la proposta senza la presenza di Aia nel board; sullo stesso tenore, l’intervento del rappresentante degli assistenti arbitrali, Meli. Forme di protesta clamorose? Si resterà nell’alveo degli annunci, nulla di più. Stasera, intanto, riunione on-line tra il Comitato Nazionale, i 206 presidenti di sezione e i venti dei comitati regionali.

Restando in tema di annunci. L’annuncio del commissariamento dell’Aia non arriverà a stretto giro di posta. Nessuno in Federcalcio insiste, adesso, per la decadenza (e commissariamento): si lascia fare, con la scusa del ricorso al Collegio di Garanzia dello sport presso il Coni. La realtà è che Gravina, e Viglione, non hanno fretta perché vogliono una conclusione serena, si fa per dire, dei campionati (il clima è già incandescente, inutile gettare altra benzina sul fuoco). Ma la decisione sul commissariamento arriverà, a stagione finita. E il commissario sarà Giancarlo Viglione, che si metterà subito al lavoro. L’attuale impianto regolamentare Aia non esisterà più. Peraltro, usciti gli arbitri Can, separata definitivamente la parte tecnica da quella associativa, poco interesse residuerà per un’associazione costituzionalmente litigiosa. Si procederà alla riscrittura di norme e regolamento. Il Consiglio federale approverà nuovi principi ispiratori per il regolamento Aia che determinerà il nuovo assetto organizzativo e dirigenziale (così come il varo della Pgmol). Si potrebbe tornare alla nomina della governance da parte del consiglio federale: ipotesi assolutamente possibile visto che l’Aia non esiste come entità esterna alla Figc e considerato che la legge di riforma chiarisce per sempre (articolo 18 del D.Lgs. n. 36/2021) che il reclutamento, la formazione e la designazione dei direttori di gara spetta ad articolazioni interne delle federazioni sportive nazionali, dotate di autonomia operativa. Questo è.

Per dovere di cronaca, c’è da aggiungere che il provvedimento di decadenza (automatica) deve essere adottato dal Comitato Nazionale su proposta di uno o più componenti e deve essere ratificato dal consiglio federale (art. 11 lettera n– art.15 comma 1 lett. b, art.15 comma 5, art. 15 comma 6 del regolamento Aia). Il presupposto è quello di “essere stati destinatari di sanzioni disciplinari definitive di durata complessivamente superiori ad un anno”. E sul “definitive” c’è chi fatica ancora a non voler rendersi conto che l’Aia, come ad oggi è conosciuta, non esiste più; c’è chi vuole provare a allungare il brodo, magari sperando nella mancata qualificazione della Nazionale ai mondiali e in una rivoluzione federale. Eppure la sanzione (confermata in secondo grado) nei confronti di Zappi è stata irrogata da due corti di giustizia della cui indipendenza e terzietà gli ultimi a dover dubitare dovrebbero essere proprio gli arbitri.

Una riflessione, carte alla mano. Il regolamento Aia affida al Comitato nazionale la dichiarazione di decadenza (art.15 comma 5. “La decadenza del Presidente nazionale dell’AIA è dichiarata con provvedimento motivato dal Comitato Nazionale, su proposta di uno o più componenti, e avrà efficacia soltanto dopo la ratifica da parte del Consiglio Federale”). L’art 13 al comma 2 prevede tra i requisiti per l’elezione …c) non siano stati raggiunti nel corso degli ultimi dieci anni, salva riabilitazione, da provvedimenti disciplinari sportivi definitivi di inibizione o squalifica, superiori complessivamente ad un anno da parte dell’Aia, della Figc e del Coni e di organismi sportivi internazionali riconosciuti. L’art. 15 prevede la decadenza sia in caso di b) la perdita sopravvenuta anche di uno solo dei requisiti soggettivi per l’elezione; che in caso di d) la sopravvenienza di una o più sanzioni disciplinari, passate in giudicato, la cui durata sia superiore complessivamente ad un anno. Sul concetto di “definitivi” occorre rifarsi alle norme che regolano il ricorso al Collegio di garanzia dello Sport presso il Coni. Qui è previsto che il ricorso è ammissibile…. Avverso tutte le decisioni non altrimenti impugnabili nell’ambito dell’ordinamento federale. E qui viene il punto: le decisioni altrimenti non impugnabili nell’ambito federale sono provvedimenti disciplinari definitivi o no? Per alcuni sì, per altri (ad esempio Comitato nazionale), no. Chiusura, con una curiosità. La Corte federale d’appello ha commesso un errore di calcolo, nell’irrogazione della sanzione nei confronti Zappi (13 mesi, come da richiesta del procuratore Chinè, come da sentenza del tribunale federale nazionale: la pena avrebbe dovuto essere di mesi 13 e giorni 10. Come si arriva al calcolo? Pena per la violazione 10 mesi, aumento di un terzo per la continuazione (10 diviso 3 uguale 3,33; in mesi e giorni 10 mesi diviso 3 fanno 3 mesi e 10 giorni).

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