Serie C tra caos e vergogna. Il caso Trapani tra silenzi, rinvii e recidive, e la variabile Siracusa: la Lega Pro è tutta un quiz

Le responsabilità di Gravina e Figc, e quelle della Lega di Firenze guidata da Marani. I 40 giorni concessi a Antonini, il "legittimo" impedimento del patron del Siracusa. Scappatoie che non eviteranno la farsa di un campionato "falsato"
Marani e Gravina col ministro Tajani

Mentre il pallone arancione, sepolto da polemiche e proteste, scomparirà (da questa settimana) dai prati della serie A, nella serie C italiana il pallone continua (e continuerà) inesorabilmente a rotolare tra il rosso della vergogna e il nero del funerale “sportivo”. In attesa che la proposta, soffiata dal presidente federale Gabriele Gravina alle orecchie del presidente della Lega Pro Matteo Marani, diventi tema sul tavolo (uno dei soliti e inutili “tavoli istituzionali”) – cioè riforma dello status della serie C che da lega professionistica dovrebbe passare a lega dilettantistica (indiscrezione, poi ripresa dai principali organi di stampa, di cui ci siamo occupati qui) – un insano, indecente, indescrivibile dilettantismo continua ad accompagnare le azioni e le decisioni di Figc (e dei suoi organi: Procura e tribunali) e Lega Pro, campionato che, da anni, presenta più asterischi che numeri. Asterischi legati a penalizzazioni, rinvii, esclusioni in corso d’opera, classifiche riscritte, risultati cancellati, gironi decurtati, sospensioni, palinsesti televisivi orfani e stravolti: e poiché al peggio non v’è mai fine, continue diaspore di calciatori e tecnici e risultati (sul campo) sorprendenti.

Già prima dell’avvio di questa stagione si era partiti con i segni meno in classifica accanto ad alcuni club (Triestina, Trapani e Foggia, ai rossoneri poi i punti sono stati restituiti) e con un punto interrogativo colossale accanto ad esempio al Rimini che, come prevedibile già a luglio, ha “salutato” la compagnia a novembre, dopo aver giocato per tre mesi in campionato mentre intanto nuove penalità venivano comminate a diversi club (ad esempio Ternana più di nuovo Trapani e Triestina, gravata da un -23…). Conseguenze? Annullati tutti i risultati conseguiti, riscrittura della classifica con inevitabili ripercussioni in testa e in coda, cambio delle regole in corsa: nel girone B, ad esempio, non ci sarà più la retrocessione diretta.

Epilogo che, quattro mesi dopo, cioè a un mese esatto dal termine della stagione regolare, a sole sette giornate dalla fine (la fase “regolare” termina il 26 aprile), potrebbe riguardare anche il girone C, con (di nuovo) tanti saluti alla regolarità del campionato, penalizzando così di fatto tutte le società che non hanno alcuna responsabilità se non quella di essere affiliate a una federazione, e di appartenere a una lega, incapaci entrambe da vent’anni di fissare controlli e regole serie (e concrete) e di farle poi rispettare. Capaci soltanto nell’ardua impresa di replicare un abominevole e assurdo deja vù: un anno fa nel girone C in rapida sequenza, venivano escluse Turris e Taranto (una il 7 marzo, l’altra il 12 marzo) con inevitabili ripercussioni sulla regolarità del campionato. E poiché al peggio non c’è mai fine, stavolta si è superato l’impossibile. Dite: possibile? Ma certo.

Il quadro. Il Trapani, già gravato da 15 punti di penalità (8 in avvio, 7 in corso d’opera) è stato nuovamente deferito dalla Procura federale guidata da Giuseppe Chinè su segnalazione del nuovo organismo (la Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico-finanziario delle società sportive voluta dal ministro Abodi e contestata da Gravina) che da pochi mesi ha sostituito la Covisoc. Il deferimento è arrivato il 3 gennaio, il 22 gennaio avrebbe dovuto esserci il processo di primo grado davanti al tribunale federale nazionale: viste le contestazioni e considerate le precedenti sanzioni irrogate al club di Valerio Antonini, il verdetto, in caso di condanna, avrebbe comportato da codice di giustizia sportiva l’esclusione dal campionato. Il 22 gennaio però il collegio giudicante (presidente Amedeo Citarella) ha disposto il rinvio della trattazione (seppur cristallizzandola al 22 gennaio) al 9 di marzo, accogliendo la richiesta dei legali del club siciliano. E così, mentre intanto la squadra continua a perdere giocatori (sono già andati via 9 titolari) e mentre i resti si allenano in uno scenario surreale (basta ascoltare le dichiarazioni del tecnico Aronica che, a commento delle ultime due vittorie, ha fatto i complimenti al gruppo che, in sintesi, “pensava come ormai fosse tutto finito”), la vita sportiva del Trapani nel girone C di Lega Pro si è allungata almeno di altre nove giornate.

Altre nove partite, e altri due mesi di campionato, che potrebbero però essere cancellati se il Tribunale federale comminerà una nuova penalizzazione al club (già da aprile dello scorso anno si aprì la tragica finestra: ricordate il caso Brescia e il caso Trapani?) che verrebbe escluso per “recidività”.

Come se non bastasse, oltre alla delicatissima situazione del Trapani, nel girone C c’è anche la situazione (delicata) del Siracusa. Il club aretuseo è stato deferito insieme al presidente Alessandro Ricci, per la prima volta, il 30 dicembre sempre dalla Procura federale e sempre su segnalazione della Commissione indipendente: in base alle violazioni contestate, rischia fino a sei punti di penalizzazione (stipendi, Irpef e Inps del bimestre settembre-ottobre 2025). Anche per il Siracusa il processo di primo grado sportivo era stato fissato per il 22 gennaio e però, anche in questo caso, il tribunale federale nazionale ha rinviato l’udienza al 26 febbraio. Il motivo? Il legittimo impedimento manifestato dal presidente siciliano a potersi difendere in udienza (pare per un viaggio negli Stati Uniti). E così il contestatissimo “legittimo impedimento” che anni fa rubò la scena politica italiana (ricorderete le udienze nei processi che vedevano protagonista il premier Silvio Berlusconi) è entrato, non si sa come né perché, anche nei procedimenti di giustizia sportiva. Una domanda: ma non tocca ai legali difendere in aula i presidenti di calcio? Alla domanda (magari banale) segue però una considerazione sostanziale e cruciale: il Siracusa è stato deferito per i mancati adempimenti previsti per la finestra del 16 dicembre (adempimenti di settembre-ottobre) ma se al 16 febbraio non dovesse dimostrare di aver ottemperato agli adempimenti del bimestre novembre-dicembre e nel contempo non dimostrerà di aver anche assolto agli adempimenti del bimestre precedente (cioè quelli del primo deferimento) incorrerebbe in un nuovo (ulteriore) deferimento (i termini sono di dieci giorni).

Dunque, il 26 febbraio potrebbe anche capitare che il Siracusa venga penalizzato di 6 punti (bimestre settembre-ottobre, da qui come sanzioni non si dovrebbe scappare) ma che al processo si presenti anche con la nuova scure di un nuovo (per ora ipotetico) deferimento relativo al bimestre novembre-dicembre: in questo caso, andrebbe incontro, per recidività, anch’esso verso l’esclusione del campionato. È un claustrofobico labirinto che rischia di far diventare questa stagione di Lega Pro come la più assurda e irreale degli ultimi vent’anni… A metà marzo, a un mese e mezzo dal termine della stagione “regolare” a sette partite dalla fine, le esclusioni potrebbero (è un’ipotesi ma non campata per aria) addirittura due e non “soltanto” una. Bisognerebbe poi considerare i ricorsi in secondo grado e tutto il successivo incedere proprio nella fase clou… Che si arrivi al congelamento di playout e playoff? Domande: ma perché rinviare di ben 40 giorni la trattazione del deferimento Trapani? Quaranta giorni in termini sportivi equivalgono a 40 anni di giustizia ordinaria.. E perché arrivare sino al 26 di febbraio per discutere di (evidenti) inadempimenti anche del Siracusa… ? Bah.. Un vero e proprio teatro dell’assurdo, degno del miglior Pirandello. A proposito.

Il rinvio. Su richiesta del Prefetto di Catania, la partita Catania-Trapani prevista per il 6 febbraio potrebbe essere rinviata per motivi di ordine pubblico (la decisione è attesa a momenti). A Catania, la prossima settimana, si festeggia infatti la veneratissima patrona Sant’Agata: il clou delle feste è tra il 3 e il 5 del mese (anche se le “agatine” si protraggono fino al 12) e per le strade del capoluogo siciliano sono previste oltre 500mila persone; per questo è previsto un ingente dispiego di forze dell’ordine, motivo per il quale l’evento calcistico sarebbe a rischio sicurezza. Incredibile ma vero: la Lega Pro a inizio gennaio ha previsto per il derby l’anticipo al 6 febbraio. Nessuno a Firenze aveva dato (almeno) un’occhiata al calendario dei santi? Non solo: il derby siciliano Catania-Trapani era stato inserito anche nel palinsesto di Raisport come partita in diretta tv della giornata di campionato…Tutto saltato…eppure tutto si eclissa nel silenzio. Quando dovrebbe essere recuperata la sfida? Filtra il 18 febbraio…E così il Benevento, che col Catania si contende la promozione in serie B, giocherebbe contro il Trapani (la gara prevista come settima di ritorno) prima della sfida tra Catania e Trapani originariamente prevista per la sesta giornata. Eppure, i risultati dell’una e dell’altra, potrebbero essere cancellati appena venti giorni dopo…

I deferimenti. Per mettere un po’ d’ordine, veniamo al rosario spiccio di deferimenti. Partiamo dal Trapani. Il club di Antonini (la squadra di basket è stata esclusa dal campionato un mese fa, rigettato anche l’ultimo ricorso) ha iniziato la stagione in Lega Pro con 8 punti di penalizzazione per gli inadempimenti relativi alla precedente stagione. Il 6 novembre la società e i suoi legali rappresentanti ricevono il deferimento perché alla prima scadenza stagionale (il 16 ottobre) risultano inadempienti agli obblighi previsti (pagamento di emolumenti, versamento ritenute Irpef e contributi Inps relativi al bimestre luglio-agosto 2025). Agli inizi di questo mese il Trapani viene sanzionato con 7 punti di penalizzazione (2 per ogni inadempimento più un punto che vale come recidiva “inter-stagionale”) e un’ammenda di 6.500 euro. Prima ancora del processo e della condanna, il 3 gennaio il Trapani viene nuovamente deferito perché, secondo la segnalazione della Commissione, risulta inadempiente anche nella seconda finestra stagionale (16 dicembre).

Scrive la Procura federale nell’atto di deferimento: “Per non aver provveduto, entro il termine del 16 dicembre 2025, al pagamento degli emolumenti dovuti per le mensilità di luglio e agosto 2025 in favore dei tesserati, dei lavoratori dipendenti e dei collaboratori addetti al settore sportivo con contratti ratificati e degli incentivi all’esodo dovuti per le citate mensilità ai tesserati in forza di accordi depositati nonché per non aver provveduto al versamento della quarta e quinta tranche delle ritenute Irpef e dei contributi Inps in scadenza rispettivamente entro le mensilità di agosto e settembre 2025, oggetto del processo verbale di contraddittorio del 29 maggio 2025 stipulato con Agenzia delle Entrate-Direzione Provinciale di Trapani. I tesserati sopra indicati, inoltre, sono stati deferiti per aver effettuato i pagamenti degli emolumenti dovuti ai tesserati, delle ritenute Irpef e dei contributi Inps relativi alle mensilità di settembre e ottobre 2025, attraverso bonifici bancari e addebiti su conti correnti diversi dal conto corrente intestato alla società F.C. Trapani 1905 s.r.le dedicato al pagamento di emolumenti, ritenute fiscali e contributi previdenziali. La società è stata deferita a titolo di responsabilità diretta per le violazioni disciplinari ascritte ai propri tesserati nonché a titolo di responsabilità propria. Alla società, inoltre, è stata contestata la recidiva, ex art.18, comma 2, codice giustizia sportiva”.

Passaggi da decifrare bene, con attenzione. La Procura di Chinè, su segnalazione della Commissione, scrive tra le altre cose che il Trapani non ha “onorato” l’accordo di rateizzazione sottoscritto relativo a una quota di versamenti dei contributi Inps relativi ai mesi di febbraio e marzo 2025, versamento che doveva essere fatto ad agosto 2025. E qui si aprirebbe il motivo del contendere. In una nota ufficiale, il Trapani Calcio contesta l’atto di deferimento perchè, “consiste in una mera riproposizione, tramite copia integrale, di quello relativo al mese di ottobre 2025, già oggetto di difesa innanzi al Tribunale Federale Nazionale, con l’unica esclusione della posizione INPS riferita al mese di agosto 2025, che nel presente procedimento non risulta contestata”. Cioè, sostiene il Trapani: mi viene contestato un inadempimento in questo deferimento che non mi è stato contestato nel precedente deferimento e che si riferiva ad un adempimento di agosto che, come periodo, rientrava nei controlli della precedente finestra…

La questione, al di là se ci sia stato un difetto nel procedimento aperto dalla procura o dagli accertamenti della Commissione – però pare di lana caprina: per accertare se un club è inadempiente basta poco. Hai pagato, sì o no? E hai pagato nei tempi, sì o no? Con questo gravame, il Trapani (entro il 16 febbraio dovrà dimostrare di aver sanato le precedenti inadempienze e di aver onorato quelle del bimestre novembre-dicembre) rischia (eufemismo) nel processo del 9 marzo di incorrere nella recidiva che comporterebbe l’automatica esclusione dal girone C del campionato di serie C e la cancellazione dei risultati ottenuti sul campo. Se fosse così, l’attuale classifica di testa (Catania e Benevento 51, Salernitana 45) verrebbe così riscritta (nota bene: Catania e Benevento affronteranno il Trapani prima del 9 marzo, la Salernitana invece a metà aprile) a sette giornate dalla fine: Catania 50, Benevento 48, Salernitana 44 (dopo il 9 marzo solo la Salernitana sarebbe costretta a riposare un turno).

Detto del Siracusa (dal processo del 26 febbraio dovrebbe uscirne con 6 punti di penalizzazione) che, ove non risultasse in regola al 16 febbraio con gli adempimenti del bimestre novembre-dicembre e non avesse sanato il pregresso, andrebbe incontro a nuovo deferimento, nuovo processo, nuova sanzione fino all’esclusione del campionato. In questo (più ipotetico caso rispetto a quello del Trapani), l’attuale classifica in testa muterebbe così: Catania 47, Benevento 42, Salernitana 41 (qui bisogna far conto dei riposi forzati delle società, Benevento e Salernitana hanno già incontrato il Siracusa in gare d’andata e ritorno, il Catania no). Ovviamente, sia nel caso del Trapani che del Siracusa, bisognerebbe far di conto dei turni di riposo delle tre squadre. Senza contare che, con l’esclusione del Trapani, non ci sarebbe più la retrocessione diretta e, con l’eventuale esclusione del Siracusa, alla fine della giostra dai playout retrocederebbe solo una squadra…

Altro giro, nuova giostra: le eventuali inadempienze dei club di Lega Pro per la finestra del 16 aprile verrebbero sanzionate con penalità da scontarsi nella prossima stagione. Ma, se non sanate entro i termini previsti per l’iscrizione, comporterebbero l’esclusione dal campionato. Un film dell’horror già visto: Gravina e Marani saranno capaci di cambiare il finale?

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