Arbitri: voto e vuoti, processo Zappi al Coni ma è già battaglia per il post. Rocchi-Can: addio. Congelato il varo del professionismo. Esposto su Orsato

Le dimissioni di Gravina e le elezioni federali "congelano" la nuova fase. Il presidente Aia aspetta il verdetto del Collegio di Garanzia ma dietro le quinte è già duello. in pista Affinito e Pisacreta, il gruppo Trentalange si muove. Nuovo designatore in A: in corsa anche Rosetti. Rinviato il distacco degli arbitri di serie A. Sezione Roma 2: condannato l'ex presidente
Gravina, Zappi, Brunelli, Rocchi e Viglione

Scalzate dal triste epilogo della Nazionale e superate dalla quotidiana cronaca sul duello per la presidenza federale dopo le dimissioni di Gabriele Gravina (in carica fino al 22 giugno quando, a meno d’improbabili imprevisti, dalle urne dovrebbe saltare il nome del successore) sono finite in retroguardia le vituperate e desolanti vicende del settore arbitrale tricolore che, mai come quest’anno, hanno tenuto la ribalta con notizie degne di titoli da nove colonne. Dal campo alla scrivania, dalla governance alle commissioni, dalle sezioni alla giustizia sportiva, dal Var all’Open Var, nulla è davvero mancato. Eppure l’attualità galoppa, fornendo nuovi e sorprendenti elementi, dentro un vuoto sconcertante.

Un vuoto tra rumori e veleni. E già, bisogna partire dal vuoto, dalla voragine apertasi nel corso di questa stagione, che ha fatto crollare la tenuta (e la credibilità non tanto e non solo delle capacità arbitrali quanto dell’intero sistema arbitrale, tanto da far prendere decisioni drastiche al presidente federale (stanco di continui veleni e disastri) deciso, prima delle dimissioni, a commissariare l’Aia in modo da rivoluzionare norme e regolamenti prima di ridarle voce col voto, e sfilandole dal controllo gli arbitri di serie A destinati a entrare in regime di professionismo con la creazione della (sbrigativamente) ribattezzata Pgmol italiana: da mesi l’Aia non ha un presidente perché l’inibizione di 13 mesi ricevuta (in primo e secondo grado) dal presidente Antonio Zappi ha tecnicamente causato la sua decadenza, congelata (diciamo…) visto l’intermezzo della Nazionale e in vista del responso del Collegio di Garanzia del Coni che il 28 aprile emetterà il giudizio finale (non deciderà sul merito).

Zappi all’ultimo appello. Il 30 marzo è stato rigettato il ricorso del pool legale di Zappi che, in via cautelare, chiedeva la sospensione dell’efficacia esecutiva della decisione presa dal doppio grado della giustizia sportiva (Tribunale federale e Corte federale). Il ricorso firmato dal professore Sergio Santoro (già presidente della Corte federale) e dagli avvocati Daniele Sterratino e Matteo Sperduti chiede “l’integrale riforma e il conseguente annullamento” della doppia sentenza avanzando profili quali ad esempio “l’illegittimità della decisione, lacunosa, generica, contraddittoria”, la “violazione del principio del contraddittorio”, la “violazione e la falsa applicazione dell’art. 2.2 del codice di giustizia sportiva”, la “violazione art. 118 codice giustizia sportiva Figc, denuncia anonima o comunque derivante da soggetto non identificato o identificabile”, la “illegittima richiesta e concessione della proroga alle indagini”, alla “erronea interpretazione di precedenti giurisprudenziali”.

Le grandi manovre. Il countdown è iniziato da tempo, come da tempo sono già cominciate le grandi manovre per la successione, sempre sotto la scure del minacciato (ma congelato, viste le dimissioni di Gravina) commissariamento. Dentro il vuoto che perdura da mesi, è logicamente aumentato il “tutti-contro tutti”. Si è già in pieno fermento di campagna elettorale, pur se non si sa ancora quando e come si andrà alle urne. Al momento a guidare l’Aia è il vice-presidente vicario Francesco Massini che fa da reggente in questa fase di transizione (ma durante questa transizione si definiranno le nomine biennali per le commissioni…). L’altro vice, Michele Affinito, punta deciso alla futura candidatura: il gruppo che face(va) capo a Zappi conta di andare alle urne dopo l’estate, e comunque dopo l’1 luglio: così toccherebbe al “gruppo uscente” definire le nomine, i promossi e i bocciati delle varie commissioni e soprattutto i designatori. Nel corso degli ultimi giorni, però, pare che Affinito abbia cambiato orizzonte temporale e dunque potrebbe pure lui virare (e premere) per un’accelerazione. Dall’altra parte, la parte storica che potrebbe essere ricondotta al perimetro nel quale figurano (anche) Collina, Rizzoli e Rosetti, pare abbia chiesto la disponibilità al salernitano Narciso Pisacreta; ci sarà poi sicuramente in lizza un esponente del “gruppo Trentalange”. Discorsi però tutti rinviati, perché innanzitutto c’è da aspettare il responso del Collegio di Garanzia presso il Coni e poi perché bisognerà per forza di cose attendere il nuovo presidente federale. Un eventuale, e ipotetico, commissariamento della Figc invece porterebbe, quasi in automatico e di riflesso, al commissariamento anche dell’Aia.

Professionismo congelato. In stand-by è finito anche il varo dell’organismo professionistico (progetto a cui aveva lavorato l’avvocato Giancarlo Viglione) che sarebbe dovuto partire dall’1 luglio sotto l’egida della Figc e per il quale negli ultimi tempi s’erano registrati “mal di pancia” in serie A perché la Lega serie A vorrebbe avere voce in capitolo, almeno nelle nomine del board. Tutto congelato però, tutto rinviato, perché senza un presidente federale in carica un progetto non può certo partire: per quest’anno non ci sono i tempi, visto anche che il 22 giugno si andrà alle urne e l’1 luglio ci sarà il varo delle nuove commissioni.

Il nuovo designatore della serie A. Grande attesa, ovviamente, per la scelta del (nuovo) designatore in serie A. I rapporti tra Gravina e Gianluca Rocchi negli ultimi tempi pare si fossero decisamente raffreddati, il toscano ha poi il corposo contratto (250mila euro) in scadenza: probabile che si avvii verso l’epilogo la sua gestione triennale. Per il suo posto circolano le ipotesi Massimiliano Irrati, Daniele Doveri (che dovrebbe terminare a maggio la carriera ma che avrebbe chiesto di continuare ancora un anno) e, secondo qualche bene informato, uno tra Roberto Rosetti e Nicola Rizzoli pur se in lizza potrebbe esserci anche Trefoloni.

Esposto su Orsato. Mentre impazzano le voci e le ipotesi, un’altra vicenda potrebbe riservare sorprese. Alla Procura federale guidata da Giuseppe Chinè, al reggente Massini (affinché la inoltrasse alla Procura Figc) e al Comitato di Vigilanza Figc (presidente Roberto Serrentino, componenti Cristiano Fava e Giovanni Zoppi) è stata inviata il 7 aprile una nota-esposto su presunti comportamenti di rilevanza disciplinare avuti dal designatore di Serie C Daniele Orsato al termine di una partita del girone B di Lega Pro (segnatamente Ascoli-Vis Pesaro).

La nota, firmata e inviata via pec, è stata inviata da un tesserato Aia del Nord. Nel testo si legge come l’esposto faccia seguito a una segnalazione pubblicata sul sito “arbitri.com” secondo cui “Orsato avrebbe contattato telefonicamente l’arbitro immediatamente dopo il termine dell’incontro, mentre questi si trovava in presenza dell’osservatore arbitrale designato. La telefonata, avvenuta in viva voce, avrebbe contenuto valutazioni sull’operato dell’arbitro, dinamica che risulterebbe confermata da tutti gli ufficiali di gara presenti nonché dall’osservatore arbitrale e che tale telefonata sarebbe stata confermata dallo stesso osservatore attraverso una comunicazione formale indirizzata al proprio Organo tecnico. Qualora i fatti fossero accertati, risulterebbe evidente che l’osservatore arbitrale potrebbe essere stato inevitabilmente influenzato nel suo giudizio”. Per completezza di informazione, sullo stesso sito dove era comparsa qusta “segnalazione” poi tradotta nell’esposto, è comparsa anche una ricostruzione diversa, e cioè che “in realtà, subito dopo la gara, Orsato ha semplicemente chiamato l’arbitro al cellulare per fare i complimenti a tutta la squadra. Durante la chiamata l’arbitro ha messo il telefono in vivavoce per far sì che i complimenti andassero a tutta la squadra, assistenti e quarto soprattutto incluso, e l’osservatore arbitrale, presente, ha ovviamente sentito”. Sono in corso valutazioni e verifiche: Orsato la scorsa stagione è stato nominato designatore al posto di Maurizio Ciampi, e la vicenda (i lettori affezionati del sito ricorderanno) rientra tra gli atti che hanno poi portato all’inibizione di Zappi.

Gli ammanchi alla sezione Roma 2. Un’altra spinosa vicenda ha trovato la parola fine. Almeno nel primo grado di giudizio. L’ex presidente della sezione Roma 2 Domenico Trombetta ha ricevuto una sospensione di dodici mesi dal collegio del Tribunale federale (presidente Carlo Sica): pur riconoscendo l’assenza di elementi di dolo fraudolento, è stato sanzionato per “aver omesso di rappresentare passività rilevanti già esistenti, tra cui debiti nei confronti del Comune di Roma e debiti nei confronti di AMA relativi a tributi locali, determinando una rappresentazione non veritiera della situazione finanziaria della sezione; perché non è stata portata a conoscenza del Consiglio Direttivo Sezionale la reale esposizione debitoria, con conseguente compromissione del principio di collegialità e della possibilità di adottare tempestive misure correttive; perché sono emerse significative carenze nella tenuta e conservazione della documentazione contabile, tali da rendere difficoltosa la ricostruzione di talune operazioni e non verificabile in modo puntuale la natura di alcune spese; perché sono state riscontrate irregolarità nella registrazione e nel pagamento di fatture, con conseguente contabilità non aggiornata e aggravio della posizione finanziaria”.
La vicenda era partita da una nostra inchiesta (leggi qui) dopo la quale l’Aia di Zappi aveva commissariato la sezione Roma 2 per accertate irregolarità amministrative. Incredibile ma vero, come commissario straordinario era stato successivamente nominato Massimo Ubertini, che in passato aveva avuto 13 mesi di sospensione per irregolarità amministrative. Era il presidente della sezione di Roma e fu squalificato (sentenza della Commissione Disciplina di Appello del 19 luglio 2018) per aver commesso diverse irregolarità amministrative nell’atto delle sue funzioni come presidente di sezione. Nel 2023 aveva presentato istanza di riabilitazione, concessagli dalla Corte federale d’Appello (presidente Luigi Torsello, tra i componenti l’ex arbitro Salvatore Lombardo). L’Aia di Zappi avva dunque potuto nominarlo commissario straordinario della sezione Roma 2 (commissariata per accertate irregolarità amministrative, l’ammanco notevole) solo grazie a questa riabilitazione: con 13 mesi di sospensione non sarebbe stato possibile. In tutto questo bailamme, il precedente presidente di sezione (Domenico Trombetta, che ha appunto appena ricevuto una sospensione di dodici mesi), a luglio 2025 era stato promosso come componente della ConDil ma, dopo la pubblicazione dell’inchiesta, si era dimesso dalla carica per asseriti motivi familiari.

È invece rimasto in carica Francesco Massini che, dopo le elezioni del dicembre scorso, era diventato vice presidente vicario dell’Aia e che, all’epoca dei fatti (cioè le violazioni commesse dal presidente della sezione Roma 2), era il presidente del Cra Lazio e per questo tenuto a vigilare e controllare la gestione delle sezioni arbitrali laziali. Un possibile esempio di culpa in vigilando che, a parte qualche mormorio, non ha provocato altri scossoni. Anzi. Francesco Massini attualmente regge la governance dell’Aia dopo la squalifica di Zappi.

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