Revisori, Vigilanza e corvi: la B scivola tra le teste di Balata

Il presidente di Lega continua nel repulisti: in due anni è cambiato tre volte l’organo di controllo. Incarichi, consulenze e conti: veleni, sospetti e lettere
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Una cartolina. Prima di email, web, post e cinguettii: comunicazioni frettolose, tanto per tener viva l’immagine. Parole a volte scritte senza meditare un po’, tanto che l’immagine poi precipita. Una cartolina, invece. La spedivano milioni d’italiani, arrivava nella cassetta della posta di amici e familiari: un saluto, un augurio, una dedica. A volte un semplice pensiero. Niente, non s’usa più. “Cartolina” era pure il titolo di una pungente e ironica trasmissione tv: dall’89 al ’94 la spediva Andrea Barbato da Raitre. Graffiava con puntualità e ironia, raccontava l’attualità senza sconti inviando poche righe – 5’ in tutto – a politici, imprenditori, personaggi pubblici, starlette: destinatari senza fiato. Quando poi s’aggiunse “Il Portalettere” di Piero Chiambretti, la consegna brevi manu toccò punte esilaranti. Peccato che nella tomba Barbato si sia portato pure la cartolina, di questi tempi un pensiero l’avrebbe dedicato ai padroni del nostro calcio: Gravina, Lotito, Galliani, Del Pino, Agnelli, Tavecchio, Cairo, De Laurentiis senza dimenticare i sempiterni Malagò e Carraro. Chissà quante puntate.

Una cartolina forse l’avrebbe spedita – noblesse oblige – anche all’indirizzo di Mauro Balata, presidente sub-iudice, direttore generale facente funzioni e consigliere della Lega Servizi SpA di serie B: già, ma la cartolina avrebbe dovuto spedirla a Milano o a Roma? Ecco, sarebbe partito da un banale dettaglio: lei, caro dottor Balata, dove è rintracciabile? A Roma dove ha lo studio di cassazionista e dove ha sede la Figc – è pur sempre consigliere federale seppur fuori dal Comitato di Presidenza (vedi qui) – o a Milano dove ci sono gli uffici della Lega? Magari così si capirebbero pure i motivi di tanta fretta, tra canzoni rock, citazioni latine e visite al comandante della Finanza (vedi qui). Corse e rincorse, dichiarazioni roboanti e criptiche, messaggi in codice e ai naviganti. Scelte, impegni e risultati di cui però resta poco. Var, fondi, diritti tv, format, marketing, entrate, ricavi, riforme (vedi qui). Belle parole, ma poi? Ma poi la B che razza di serie e “di acceleratore delle riforme” è? Cancellare non sempre è possibile: ecco, magari si potrebbe cominciare riflettendo almeno un po’, prima di cinguettare. Troppa smania di dimostrare come la B italiana sia Lega di livello internazionale. Guarda un po’ che succede.

Succede che Castagnetti segni da 70 metri, che il gol capolavoro faccia il giro del mondo e che Balata lo cinguetti sul suo profilo: “Spettacolo della #SerieBKT approda anche in UK grazie allo straordinario gol di Castagnetti”. In allegato il video del gol, peccato però non sia visibile agli utenti perchè compare sempre questo avviso: “Questo video non è disponibile nella tua zona”. Deve esser questione di accessi, privilegi: il video è dalla sezione sportiva del sito inglese “Guardian”. Impossibile renderlo visibile senza aver sottoscritto l’abbonamento. Magari il presidente avrebbe potuto informarsi, chiedere a qualche esperto: sul sito della Lega B l’effetto razzo sul gol di Castagnetti è simpatico, rende. Troppa fretta deve avere Balata, tanto il legittimo desiderio: visibilità al ruolo di presidente tecnico-politico-calcistico, magari togliendosi pure qualche sassolino dalle scarpe. Come tre mesi fa quando causa Brexit sul sito della federcalcio inglese comparvero i nuovi criteri di tesseramento per gli stranieri: il secondo torneo italiano in quinta e ultima fascia, accanto a quello delle isole Comore o di Andorra. Un’onta, una macchia, un marchio: chissà se cancellati dalle ultime righe del comunicato 41 del 7 gennaio 2021. “Il presidente Balata ha riferito all’Assemblea che la notizia sul posizionamento della B in ultima fascia dalla Football Association è frutto di un errore e quindi destituita di ogni fondamento”.

Parole dettate alla fine d’una giornata campale: la sua rielezione con voto on-line, modalità contestate dalla Salernitana e oggetto adesso di ricorso dinanzi al Collegio di Garanzia del Coni, elezione assembleare deliberata, convocata e consumata in tutta fretta a ridosso dell’Epifania pur con quasi un mese ancora di tempo. Chissà se al “frutto di un errore” ci hanno poi badato i presidenti, coinvolti nel circuito televisivo tra prima e seconda votazione, chissà se poi hanno chiesto spiegazioni. Almeno su questo punto. Perché pure loro vanno sempre di fretta, a loro interessa ben altro. Cosa vuoi gli importi dei comunicati, di Brexit e Comore. Sempre nel numero 41 c’è anche l’elenco degli eletti al Collegio dei Revisori dei Conti. Marco Mugnai presidente, Alessandro Grassetto e Francesco Perrotta revisori effettivi, supplenti Salvatore Ferri e Andrea Lionzo. Collegio semi-nuovo (Mugnai e Grassetto c’eran già), a partire dalla carica di presidente: l’uscente Ezio Maria Simonelli era il candidato alla presidenza. Per anni nel collegio sindacale di Mediaset, Mondadori e Mediolanum, insomma un professionista legato agli affari della famiglia Berlusconi eppure ripudiato da Adriano Galliani, sacrificato sull’altare del nuovo ticket federal-graviniano dall’amministratore delegato del Monza adesso anche vice-presidente della Lega B. Motivi di opportunità non potevano certo portarlo anche alla ricandidatura tra i revisori ma certo motivi di opportunità vorrebbero che le candidature e l’elezione dei commercialisti e tributaristi destinati a controllare i conti della Lega siano frutto di una procedura chiara, almeno accompagnate dal dettagliato curriculum di una fila, pur ristretta, di candidati. Cosa accadrebbe se chi deve controllare è nominato, caldeggiato o proposto da chi deve essere controllato? E se poi si scoprisse che quasi contigue tra i palazzi della capitale – curiosamente la via è la stessa – ci sono le targhe della residenza di uno e del domicilio lavorativo (?) di un altro? Troppi interrogativi.

Le domande sarebbero forse comparse nella Cartolina di Barbato, accompagnate da una constatazione: i revisori di Lega B da qualche anno cambiano quasi a ogni stagione. I presidenti dei club, i veri padroni dell’associazione, lo sanno? Ma poi, perché? Durano poco i revisori, durano poco pure i componenti dell’Odv, l’Organismo di Vigilanza della Lega deputato al controllo delle procedure, dei contratti, degli appalti, dei patrocini. Una vera girandola. Vortice che inghiotte. Via prima il presidente Giorgio Fraccastoro congedato a marzo 2019, poi via pure chi l’aveva sostituito: anche Dario Tozzi congedato. Due mesi fa. Tre, in nemmeno due anni: deve esserci qualcosa che non va. Nell’organismo di vigilanza o nella presidenza? Non c’è più nemmeno il direttore generale della Lega B, Stefano Pedrelli. Anche su questo divorzio c’è attesa di capire. Questione di statuto? Di governance? Questione anche di conti, pare: perché in tempo di crisi post Covid la Lega B pare abbia dovuto tirare la cinghia. Uno stipendio in meno aiuta nei tagli al budget approvato, aiuta anche il rinvio Var (vedi qui): il contratto da 1,5 milioni di euro stipulato con Hawk Eye – la società tecnology per la Var in B – parte con l’inizio del servizio e quindi per ora 1,5 milioni di euro da non mettere a bilancio. A cascata cassato pure il contratto del “Project Leader Var”, cioè quello dell’ex arbitro Fabio Merchiori. Anche a lui saluti e forse grazie. Dopo i centomila euro spesi dalle venti associate per la formazione di arbitri e implementamento tecnologico di un prodotto mai partito, ai presidenti di B non è parso vero sapere di poter risparmiare qualcosa. Però almeno a loro risulterà se lo stipendio di Balata sia o no aumentato, come i compensi dei revisori e anche quelli dei consiglieri esterni e indipendenti, Andrea Messuti e il riconfermato Mauro Pizzigati.

Competenze e incarichi. Di lavoro ce n’è da fare. Esempio, aumentare le entrate che il Covid ha desertificato. Incrementare anche i ricavi marketing. Però anche il responsabile della Lega B pare sull’orlo dell’allontanamento, pur se il contratto a tempo pare sia quasi scaduto. Un esperto, eppure un altro ancora da congedare: pre-Covid aveva raddoppiato le entrate. Ora invece ruolo compresso da Salvatore Gualtieri (Frosinone), nominato capo della “Commissione Marketing” e compresso dagli altri componenti, come da comunicato 45 del 21 gennaio 2021. Curiosamente quando era vice-presidente, la Lega B prendeva da Panini 200mila euro, 10mila a squadra. Poi due anni fa l’ufficio marketing aveva strappato 400mila più 100mila girati dalla A. Lo scorso anno, in pieno Covid, 400mila. Quest’anno – stadi chiusi, impossibilità nella distribuzione degli album – offerta a 400mila, sempre il doppio di tre anni fa. E invece sbuffi e dolenze. Galliani si sarebbe offerto. “Conosco l’amministratore delegato di Panini, ci parlo io”. Risultato? Niente, 400mila o nulla, prendere o lasciare. La Lega di Balata e Galliani? Ha accettato e preso. Così come pare abbia preso a cuore un’altra questione.

Ultime righe di un’altra cartolina, il comunicato è il 66 del 10 marzo 2021, consuntivo dell’ennesimo consiglio direttivo su ricavi, sgravi, aiuti, richieste, diritti tv. Niente, niente ancora. Però, coda alla vaccinara come direbbero a Roma. “Infine è stato affrontato il tema delle seconde squadre e della multiproprietà: le commissioni competenti sono state incaricate di esaminare in modo esaustivo le relative fattispecie”. Qui Barbato non avrebbe sprecato troppo fiato e inchiostro. Competenti di che? La Lega non ha alcuna competenza, quella è materia di consiglio e poi assemblea federale. Troppa fretta e qualche sassolino: così s’inciampa, caro dottor Balata.

Con un invito, così avrebbe chiuso la Cartolina. Vista bravura e classe, il compianto non si sarebbe sprecato troppo nemmeno nel dar conto di un’altra cartolina. O meglio, di una lettera inviata a società di B. Oggetto? I movimenti di Balata: Var, il cambio del broker assicurativo della Lega, spese, conti, viaggi e presenze, le fatture sartoriali, i consigli di bilancio a un club per evitare fideiussione supplementare. Voci incontrollate, non verificate. Il presunto corvo l’avrebbe inviata anche ai presidenti di Coni e Figc e chissà se come minacciato nel testo, pure alla Procura della Repubblica di Milano. Però resta un fatto: è una lettera anonima, così è solo carta straccia. Una colossale porcheria. Roba volgare, non da Cartolina. Magari il portalettere all’indirizzo – romano o milanese? – di Balata potrebbe recapitare un’altra cartolina. Asciutta. Firmata. “Un saluto”. Andrea Barbato chiudeva sempre così.

Castelli di sabbia, 34

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