Var, fondi e voto. La serie B di Balata? Un’autostrada sull’inferno

La Salernitana presenta ricorso al Collegio di Garanzia del Coni sul voto che l’ha rieletto presidente. Dubbi e alleanze, mentre sulla Var arriva il soccorso
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Su e giù per lo Stivale, avanti e indietro per dare respiro alle affannate istanze del “meraviglioso campionato degli italiani”, così come ama definire il torneo della sua Lega, la Lega serie B. La Var, i diritti tv, il sostegno economico, gli sgravi fiscali, il brand, il marketing, il format, i fondi, la media-company. Niente, niente ancora. Solo fumo che si leva dal fuoco. Le accelerate affrettate si trasformano in mortificanti, ingenerose e indotte retromarce. Che figura, che disdetta: come di un pilota da Formula Uno costretto a tirare la carretta. Accende il motore, si piazza in prima fila, dà di gas e poi tac, qualche candela si spegne all’improvviso. Si ritrova indietro. In ultima fila, altro che pole-position. Il motore non riparte e allora tocca chiedere aiuto, anche solo una spinta per ripartire su e giù, lungo l’autostrada di questo maledetto, lungo e stretto Stivale che pur sempre si chiama Italia, il Paese delle meraviglie.

Presidente rieletto seppur ancora sub-judice, componente del cda di Lega Calcio Service SpA, da mesi persino direttore generale facente funzioni dopo l’ovattato defenestramento di Stefano Pedrelli: il pilota viene dalla Sardegna, e sul Continente si sta davvero facendo in quattro, anzi in venti. Quanti sforzi, gli tocca persino mantenere il sorriso sotto la mascherina. Mentre tutto intorno va a rotoli, mentre tutte e venti le associate si lamentano, mentre tanti chiedono il conto e qualcuno pure la testa. Ingrati, questi presidenti di serie B. Non si rendono conto dei tempi, del lavorìo, del logorìo. Più che un amaro Cynar all’avvocato Mauro Balata servirebbe un aiuto da amico, magari anche solo un consiglio disinteressato di qualche navigato pilota.

Tempo fa Gabriele Gravina ad esempio si prestò come modello: dietro la vetrina di un caffè, il presidente Figc sorseggiava pensieroso, indossando l’abito di una marca sartoriale che aveva vestito pure Tom Cruise e Morgan Freeman. Molti anni prima fu invece solo l’intuito dell’antennista Adriano Galliani a far drizzare le antenne (anche) calcistiche a Silvio Berlusconi. Copiare non si addice, no. Magari al presidente della Lega B calzerebbero meglio un paio di scarpe. Magari un paio da lavoro, le definiscono infortunistiche. Sul mercato di marche se ne trovano tante, una è persino diventata sponsor di uno stadio cadetto: ecco, servirebbe un paio di scarpe anti-infortunio per rientrare nell’abitacolo, per riaccendere il motore. Per poter ripartire su e giù, lungo lo Stivale. Da Roma a Pisa, da Pordenone a Monza, da Reggio nell’Emilia fino a Reggio Calabria deviando pure su Pescara.

Un’autostrada sull’inferno. Come il titolo di una canzone degli AC/DC, “Highway to hell”, proprio come testo, video e titolo della canzone che il 29 novembre del 2020 Balata postò sul proprio profilo twitter. Magari serviva come memorandum, magari toccherà pur capire in quale tratto autostradale s’era surriscaldata la macchina di serie B, quel giorno.

Certo, in quei giorni teneva già da tempo banco la questione Var. Una questione ogni giorno all’ordine del giorno. Annunci, rinvii, ostacoli, nemici, virus, congiure. Giorni, mesi, anni. Una vicenda lunga e logora, che sta creando «un vulnus, motivo di gravi problemi e imbarazzo». Parole ripetute spesso, l’ultima volta nel corso dell’assemblea elettiva Figc a Roma rivolto anche al neo presidente degli arbitri dettosi a disposizione di tutti, «perché l’Aia vive in maniera trasparente al servizio delle istituzioni del calcio».

Al grido disperato di Balata finalmente sono arrivate le prime risposte. Prima via radio. «Faremo di tutto per sostenere e accelerare i tempi della Var anche in B, dove mi sembra sia una necessità – così il nuovo presidente dell’Aia Alfredo Trentalange ai microfoni di “Radio Anch’Io Sport” su Radio 1 Rai – è una richiesta della Lega e credo sia un bisogno, noi siamo al servizio della federazione». Poi su carta, con le designazioni di Rizzoli per il turno infrasettimanale di oggi. Anche la ventiseiesima giornata in B si disputerà senza l’assistenza della Var intanto però su un campo di cadetto stasera fischierà Stefano Irrati, il numero uno della “Sala Var”, considerato il migliore nel campo, a livello europeo. Gli ultimi Mondiali vissuti da recluso, 17 partite da responsabile in sala video, finanche la finale: in B quest’anno aveva diretto appena due partite, stasera gli tocca invece un bel Salernitana-Spal. Sul campo, da arbitro.

Un segnale, come le designazioni di Valeri, Di Martino, Manganiello: fischietti di fascia alta spediti tra i cadetti nella speranza che vergognose isterie, ripetute illazioni e qualche svista clamorosa (per dire, più da bandierine) abbiano fine. La terza risposta giunta in via istituzionale, in risposta alla ricostruzione “Var sì, Var no” dell’altro giorno. “Ricostruzione per la quale la Lega B tiene a ricordare quanti sforzi siano stati fatti: l’implementazione delle telecamere negli stadi, gli accordi con l’azienda francese Vokkero, il lavoro con Hawk Eye, technology provider per la Lega B del Var, il lavoro con il Project leader Filippo Merchiori, la formazione dei quadri arbitrali. Tutti atti concreti per i quali Balata e la Lega B si sono spese. A luglio c’erano state date assicurazioni, qualcun altro è venuto meno alla parola e poi gli ostacoli creati dalla pandemia hanno fatto il resto. Hanno portato alla sospensione. Contro la nostra volontà”. Chiuse le virgolette alte magari poi arriveranno pure quelle che in gergo si definiscono caporali mentre qualcuna tra le venti associate fa malignamente notare “di aver speso, e tanto, senza aver certezza”. Se ne prenda comunque atto, il dado (forse) è tratto: playoff e playout si giocheranno con la Var, dal prossimo torneo – assicurano – sarà in funzione anche nel corso della stagione regolare.

Toccherà aspettare solo un altro po’: sarà ancora Balata capo della Lega B a riscuotere il meritato successo? O dopo una battaglia combattuta a fondo il soldato sarà andato a… fondo?

Alle domande non ci sono ancora risposte certe. La rielezione celebratasi il 7 gennaio a Milano in video-conferenza (16 sì, 2 voti allo sfidante, assente la Salernitana) è infatti ancora sub-judice. Le contestazioni e i ricorsi dallo sfidante Ezio Maria Simonelli erano stati spazzati presto, prima dell’Epifania. Leggendo tra le carte, l’ex revisore dei conti della Lega e candidato al soglio contestava le modalità di votazione “modalità che non paiono idonee a garantire il corretto svolgimento delle operazioni di verifica dei poteri… né tantomeno a garantire l’idoneità del soggetto che esprimerà il voto e che sia solo al momento del voto, con conseguente alterazione della libera volontà del votante”. Ricordava poi alcuni precedenti, come “i microfoni inabilitati ai partecipanti nell’assemblea del 23 dicembre” oppure la scoperta di come il presidente Balata e un altro patron “all’insaputa di altri e senza averne dato evidenza” si fossero “trovati nello stesso luogo per esprimere il voto”. Accuse liquidate con una lettera di Balata su carta intestata della Lega B, tredici righe in tutto. Sempre tra le carte. “Sorprende la sua pretesa di modificare a suo esclusivo piacimento quanto già deciso nelle competenti sedi degli organi a ciò istituzionalmente deputati”. E senza ringraziamenti, ecco la chiusura. Modi bruschi, per uno abituato a citare Cicerone dal palco. “Questo per pura cortesia e senza che da ciò le derivi qualsivoglia legittimazione ad interloquire in merito”.

Resistono ancora i ricorsi presentati da una delle venti associate. Quelli della Salernitana dell’ex vice-presidente di Lega B Marco Mezzaroma e del co-proprietario granata Claudio Lotito, ad esempio. Finora però tutti respinti al mittente, il più recente no motivato nella pubblicazione del dispositivo al reclamo numero RG 096/CFA emesso dalla Corte Federale di Appello, presieduta dal giudice Mario Luigi Torsello. Le contestazioni della ricorrente? Tante, tra cui le modalità di voto per le elezioni e le modalità del voto che avevano portato alla decisione, presa nell’assemblea del 23 dicembre. Quel giorno, in video-conferenza, la Lega B approvò anche il bilancio della stagione precedente, deliberò l’appoggio al candidato Figc Gravina, decise a maggioranza di votare – tra le voci dissenzienti pare registrate anche quelle del Brescia di Cellino e del Pisa di Corrado – e appunto la modalità del voto on-line per l’elezione del presidente della Lega B.

Perché votare on-line? Paura di uno scontro verbale, di un’accesa discussione, di un fisiologico dibattito democratico? No, niente paura aveva risposto Balata che appena rieletto commentò così il quasi plebiscito, avvenuto “nel massimo dell’unità e della concordia che ci ha permesso in questi anni di ottenere grandi risultati e una riconosciuta reputazione nel panorama calcistico. Un onore per me aver ricevuto un consenso così ampio nella legalità e nella sicurezza della salute di tutti”. Già, la sicurezza di tutti perché, in preda alla pandemia, l’assemblea elettiva di Lega B s’era riunita senza assembramenti. Da casa o chissà da dove ma non a Milano, non nel palazzo di via Rosellini numero 4. No, a differenza però di quanto avvenuto anche solo pochi giorni prima, di quanto sarebbe avvenuto poi: Federazioni e Leghe, persino l’Aia e i Dilettanti, tutti a votare in presenza anche in Lega Pro, con tanto di Gravina a complimentarsi con Ghirelli. Solo la Lega B no, nonostante fossero solo venti i votanti. Nonostante la lettera datata 4 novembre 2020 da Giovanni Malagò inviata a tutti i presidenti di Federazioni, Leghe e Comitati nella quale il presidente del Coni, con “un saluto sportivo” ribadiva “quanto già rappresentato e condiviso con il Dipartimento per lo Sport presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri” e cioè che “la legislazione di urgenza emessa dal Governo in materia di contenimento del contagio consente lo svolgimento delle assemblee federali che possono essere considerate al pari di quelle delle Pubbliche amministrazioni così da potergli applicare la deroga per motivate ragioni”. Alle ragioni della ricorrente Salernitana – istanze di sospensione, cautelari e nel merito – gli organi della Giustizia Sportiva hanno risposto sempre di no. E in fretta. Perché tutta questa fretta nel votare il 7 gennaio se c’erano ancora venti giorni di tempo? Perché votare in video-conferenza se è consentito votare in presenza? Perché venti presidenti sono considerati un assembramento e duecento, cinquecento, persino mille no?

Insolitamente veloce, la Giustizia sportiva prima dell’Epifania avrebbe chiuso l’argomento. Il 7 bisognava votare. Punto. Per difendere quel voto il 3 gennaio sarebbe arrivato da Roma finanche un parere giuridico: “Votare in presenza riveste i caratteri dell’eccezionalità”. Il 4 gennaio il Tribunale Federale respinge il ricorso sulla delibera di votazione. Il 6 gennaio, giorno della Befana, la Corte Federale respinge ancora il ricorso, silenziando gli interrogativi. Il 7 gennaio Balata (ri)diventa presidente della Lega B in una votazione con plebiscito quasi bulgaro e con una votazione che pare registri “buchi” nel sistema on-line. La settimana dopo a Milano non c’è più traccia nemmeno del dg Pedrelli. Adesso è arrivata la pubblicazione del dispositivo della Corte Federale d’Appello. Niente da fare, tutto regolare. La Salernitana però non si ferma, è decisa ad andare a fondo (la questione fondo merita una puntata a parte) e magari nel tragitto che porta a Palazzo H a Roma si accoderà qualche altra associata. E’ pronto il ricorso al Collegio di Garanzia del Coni, poi eventualmente si andrà al Tar. La corsa continua. Sull’autostrada della serie B. Sull’autostrada dell’inferno. Meglio ricordarselo. Magari è per questo che il rockettaro Balata aveva cinguettato “Highway to Hell” quel giorno. Il 29 di novembre del 2020. Chissà poi su quale autostrada era, il presidente.

Castelli di sabbia, 29

 

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