INDISCRETO

Le fatture di Giuffredi, un’altra inchiesta scuote il mondo del calcio

L’indagine della Procura di Napoli: nel mirino la società di uno degli agenti più influenti di A. Giro di operazioni sospette che aprono a insospettati scenari
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Un vademecum? Chissà. Intanto dichiarazioni fraudolente, emissioni di fatture per prestazioni inesistenti accompagnate da versamenti di bonifici bancari i cui importi venivano però poi restituiti grazie a successivi prelievi. E’ la scoperta di un sistema. Un altro vaso di Pandora, l’ennesimo di un sistema allo sbando. Anche questo scuote il mondo del calcio, sempre più legato alle influenti società di procuratori, mediatori e agenti. Però stavolta c’è di più. Molto di più. Scoperchia un meccanismo complesso, alquanto particolare. Un intreccio di strade e interessi. Un circuito nel quale viaggiano incrociandosi pericolosamente una serie di società dilettantistiche e una srl che invece cura gli interessi sportivi e l’immagine di calciatori professionistici. Porte distinte e separate si dirà, eppure stamattina la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Napoli ha bussato alla porta della “M. A. R. A. T. football management srl”, società che ha sede legale sui Colli Aminei a Napoli. Il rappresentante legale è Mario Giuffredi, nella sua scuderia figurano i calciatori Hysai, Mario Rui e Di Lorenzo del Napoli, ma anche Biraghi, Veretout, Faraoni, una mezza colonia a Parma e un’altra a Pescara (anche a Empoli e Brescia v’è una solida rappresentanza) in serie B dove la “Marat” segue, tra i tanti anche due giocatori della Salernitana, Di Tacchio e Gennaro Tutino, fresco d’acquisto. A Mario Giuffredi e altri cinque indagati la Procura della Repubblica di Napoli contesta una serie di reati e intanto su disposizione del Gip del Tribunale di Napoli ha sequestrato disponibilità finanziarie su conti correnti bancari per oltre 1,6 milioni di euro.

Secondo quanto diffuso da una nota della Procura, si apprende come l’ipotizzato sistema fraudolento venisse “perpetrato attraverso l’emissione di fatture da parte di compiacenti associazioni sportive dilettantistiche per fittizie prestazioni fornite alla società indagata e, al fine di dare parvenza di effettività all’operazione, la società utilizzatrice avrebbe effettuato i pagamenti attraverso bonifici sui conti correnti delle emittenti. Subito dopo, le somme sarebbero state prelevate, quasi sempre in modo frazionato, e restituite – tramite una serie di complici – al rappresentante legale della società utilizzatrice”. Il Nucleo di polizia economico finanziaria di Napoli ha raccolto elementi tali da far ritenere che la Marat di Giuffredi avrebbe utilizzato fatture false per gli anni 2018 e 2019, per un importo complessivo di oltre 3 milioni di euro, con un conseguente illecito risparmio di imposta di circa 1,6 milioni di euro.

L’indagine è condotta dal pm Cristina Ribera e dall’aggiunto Vincenzo Piscitelli, già titolare di un’altra inchiesta che scoperchiò un sistema diffuso e fraudolento con il quale società professionistiche e società di mediazioni calcistiche facevano affari, eludendo il Fisco. Cinque anni fa l’operazione fu denominata “Fuorigioco” e visti i risultati in fuorigioco non c’è andato nessuno: il titolo della nuova è in attesa d’intestazione e magari anche di un altro finale.

Intanto l’inchiesta farebbe bene a intestarsela anche la rinnovata Figc di Gabriele Gravina che nel battage elettorale ha così tanto battuto il tasto per l’introduzione della cosiddetta “black list”. Fuori i mercanti dal tempio, fuori personaggi e attività sospette dal mondo del pallone che intanto rotola tra bestemmie, fondi e dispetti: magari il presidente federale potrebbe passare la notizia a Chinè, il capo della Procura federale e da giorni capo di gabinetto al Mef. Magari riscontri e controlli potrebbero trovare una più efficace risposta. Magari potrebbe essere attivato l’Ufficio Indagini della federazione. Anche perché l’inchiesta che coinvolge il rampante Giuffredi e la sua società – sei anni fa partito dai campi polverosi di Volla, l’ex portiere dilettante è diventato tra i più influenti agenti calcistici professionistici e come tale tratta con presidenti e dirigenti di livello assoluto – accende una luce diversa sul mondo che lega il già chiacchierato mondo delle agenzie di calciatori a società calcistiche.

“Che questo Vademecum sia il patrimonio e le fondamenta di ogni calciatore da me assistito, per un futuro roseo all’insegna della legalità”. C’è scritto proprio così sul sito internet della “M. A. R. A. T. football management srl” , sul vademecum c’è la firma di Mario Giuffredi. Ecco, magari il vademecum da scoprire è un altro, altrettanto interessante. Sarebbe bello capire come e perché società dilettantistiche chiedano le prestazioni di una società che nella sua mission aziendale scrive di curare “gli interessi sportivi e di gestire l’immagine dei calciatori che operano nel mondo del calcio professionistico”.

Calcio che appena due giorni fa aveva incamerato un’altra inchiesta, stavolta partita dalla Toscana, inchiesta nella quale figurano coinvolti anche il presidente del Potenza Salvatore Caiata (ex Cinquestelle e ora deputato di Fratelli d’Italia), già coinvolto da un’altra inchiesta simile tre anni fa (accuse dalle quali è uscito pulito) e il vice-presidente del Siena Massimo Guasconi: qui sono 14 i milioni di euro sequestrati e 12 gli indagati. L’operazione si chiama “Hidden Partner” e ha stroncato una trama di intrecci mirata al riciclaggio internazionale. Al centro una società attiva nel campo dei bar e della ristorazione tra Siena, Firenze e Milano che a Siena gestisce lo storico bar Nannini e che da poco ha aperto un altro locale in piazza del Campo, e che a Firenze ha tra gli altri anche le “Giubbe Rosse”. Il pallone è tra le ramificazioni di quest’intreccio che intanto rischia di annodarsi ancora. Perchè l’operazione partita dalla Procura di Napoli avrebbe nel mirino altre società e altre operazioni: tra la tracce seguite ce ne sarebbe una che parte da un assegno trovato nel corso di una perquisizione ad un presidente di una società professionistica, assegno a “copertura” di una intermediazione di mercato. Perché lei ha in mano questo assegno? Questa sarebbe stata la domanda. Sarebbe almeno divertente conoscere la risposta. Tanto per aggiornare il vademecum e non finire fuorigioco.

Castelli di sabbia, 33

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