Balata visita la Finanza e poi scorta Gravina. Galliani fa i conti

Il presidente di Lega B dal generale Zafarana, cresce il malcontento dei club. Il progetto fondi rischia di farlo naufragare: come è nato il ticket elettorale
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Lotito-Galliani
Aurelio De Laurentiis, Adriano Galliani, Claudio Lotito

Forza Paris. Era il famoso grido di battaglia della Brigata Sassari: lo lanciava due secoli fa il comandante appellandosi all’orgoglio etnico, sostituendolo allo “Avanti Savoia” del Regio Esercito. Nei momenti terribili dell’assalto serviva più che mai stare uniti, per garantirsi protezione reciproca, per fronteggiare insieme e compatti il pericolo da superare: “Forza Paris” sull’Isola è un motto sempre attuale, sta per forza insieme. “Forza Paris” diede pure il titolo a un’operazione del Ministero della Difesa: era il ‘92 e in quei giorni in Sardegna si trepidava per le sorti del piccolo Farouk Kassam, poi liberato e felicemente ritornato agli affetti.

“Forza Paris”. Finanche la rinnovata Figc l’ha fatto suo, il motto. Comincia proprio così il testo della nota stampa diramata ieri l’altro per dar conto della prima visita istituzionale del rieletto presidente federale Gabriele Gravina. Passi il motto, ma perché proprio dalla Sardegna? Bah, è pur sempre l’unica regione italiana in “zona bianca”, quella che concede più margini di sicurezza per un viaggio, per affrontare incontri, per riavviare relazioni sociali. Che poi il presidente Figc riparta dai Dilettanti è un altro segnale. Nei segnali ognuno ci vede quel che vede o che magari vuole. I dilettanti sono la base del calcio: sarà, anche se pare sempre più motto per idealisti. I maligni invece forse ripenseranno: nella recente campagna elettiva ci sono state troppe discussioni e qualche macchia resta ancora sul terreno. Ricorsi e rigetti alla Giustizia sportiva federale, istanze e ricorsi al Collegio di Garanzia del Coni. Il Comitato Lombardia, Comitato Lazio, Comitato Emilia Romagna, tra questi c’è pure qualcuno sfilato al presidente dei Dilettanti, lo sconfitto Cosimo Sibilia. La conta dei fedeli, delle migrazioni e dei ricorsi è in continuo aggiornamento però nell’attesa gli impegni elettorali vanno sempre mantenuti.

“È partito dalla Sardegna il tour presso le sedi dei Comitati Regionali annunciato in sede di Assemblea federale. Ascoltare le esigenze per elaborare al meglio una strategia condivisa contro la crisi”: così la nota Figc che poi ha dato conto dei ringraziamenti di Gravina, accompagnato nel viaggio in Sardegna da Mauro Balata. Qualcuno dirà: ma come, Balata lo cercano disperati da mesi tutti o quasi i presidenti di B e lui che fa, si preoccupa della crisi Dilettanti? Mal fidati e male informati: è nato nella terra dei Quattro Mori, sventola orgoglioso da trapiantato romano e milanese solo d’inciampo la bandiera sarda, e poi resta pur sempre un consigliere federale. Certo, è l’unico grande elettore rimasto fuori dal Comitato di Presidenza, colpa però solo di una poltrona ancora con le rotelle. Chissà magari in aereo Gravina – mantenendo la mascherina, osservando la prescritta distanza di sicurezza – avrà trovato in alta quota, lì dove suono e aria sono più ovattati e meno rarefatti, le parole giuste per spiegare. Magari alla fine del viaggio l’avrà salutato pure con una pacca sulla spalla, chissà forse accompagnata da una robusta e sonora esortazione. Del tipo, “Forza, Mauro”. Di questi tempi poi “un forza” non si butta e non si rifiuta mai. Anzi, quasi mai.

Balata e Gravina

“Forza Luigi”. Non c’era scritto proprio così però sul profilo Facebook di Balata intorno alle ore 22 di un venerdì di novembre del 2020 comparì così la presentazione di Luigi Lardone, presidente dell’Ostiamare e all’epoca sfidante dell’uscente e poi rieletto Melchiorre Zarelli nella contesa del Comitato Dilettanti del Lazio. “Luigi Lardone è persona che conosco da tanti anni, imprenditore dell’innovazione e grande conoscitore di calcio. Tutte qualità che lo rendono un profilo perfetto per ricoprire il ruolo di presidente comitato regionale Lazio della LND”. Quando si dice, la sintesi. Lardone forse strabuzzò, magari finanche sorpreso da tanta grazia: ringraziò comunque con un like d’ordinanza, poi condivise il post sulla propria pagina elettorale. Quasi da non crederci. Durò poco, troppo poco. Lo spazio forse nemmeno di una notte, in fondo lo dice pure un antico proverbio: la notte porta sempre consiglio. Certo è che il giorno dopo sul profilo personale del presidente della Lega B il post non c’era più e a cascata cascò pure quello sulla pagina elettorale di Lardone. Cascato infine, a gambe all’aria e per le terre: candidatura non ammessa per vizi e difetti, ricorso rigettato dalla giustizia federale, istanza al Collegio del Coni solo qualche giorno fa definitivamente respinta. I giudici l’hanno stampata con un titolo brusco: “Non ammissibile”. E’ così che l’affannata rincorsa di Lardone al Palazzo s’è fermata. Affondata in una stanza di Palazzo H, a Roma.

Lì dove l’avvocato della Salernitana Loredana Giani ha ufficialmente presentato lo scontato e annunciato ricorso (vedi qui e vedi qui) contro la Lega B. Il club contesta l’intera costruzione del castello elettorale partendo dalle fondamenta: il comunicato della Lega del 15 dicembre 2020, la delibera assembleare del 23 dicembre, la deliberazione assembleare del 7 gennaio. Trovasse accoglimento, cascherebbe però il castello di Balata presidente-direttore generale-membro del cda di “LegaB servizi”. Ergo cascherebbero pure le belle parole e gli impegni presi. Proprio il giorno dopo l’Epifania, che tutte le feste porta via. «Lavorerò con impegno e abnegazione con il nuovo consiglio e con tutte le società per il bene della B e per portare a termine i nostri progetti e la nostra mission: far crescere la Lega sotto ogni profilo, sociale, economico e di valorizzazione del brand. Nel massimo dell’unità e della concordia che ci ha permesso in questi anni di ottenere grandi risultati e una riconosciuta reputazione nel panorama calcistico». Alle prime parole del presidente si aggiunsero quel giorno pure quelle del nuovo vice-presidente. Adriano Galliani, amministratore delegato del Monza presieduto da Paolo Berlusconi: «Sono sicuro che faremo un buon lavoro insieme al presidente eletto, agli altri consiglieri ma anche con tutte le società della Lega B. E’ un momento difficile per il calcio, c’è molto da fare e inizieremo già da domani. Da parte mia cercherò di portare la mia esperienza maturata in questi anni».

Parole da far drizzare le antenne. Di un vero esperto della materia: fu la sua ditta – Elettronica Industriale – a fornire i mezzi affinchè il proprietario di TeleMilano58 potesse iniziare la scalata televisiva e poi quella calcistica. Insieme dal ‘79, Silvio Berlusconi e Adriano Galliani. Dal 2018 è anche senatore di Forza Italia alla faccia dell’amico (ex?) Claudio Lotito che ancora spera nella riconta e nel ripescaggio al Senato. Per trent’anni ad del Milan, per due volte presidente della Lega Calcio con annesse dimissioni dopo Calciopoli, poi vice nel 2013 alle spalle del giornalista Maurizio Berretta fino al commissariamento ad interim affidato a Carlo Tavecchio. Galliani è di Monza ma in via Rosellini 4 a Milano è sempre stato di casa. In quelle stanze ha lasciato il cuore, impiegati e una conoscenza della macchina che nessun altro possiede. Una risorsa per la serie B, avranno di sicuro pensato in buona fede gli elettori di un ticket sul quale era stampato a caratteri cubitali il nome del reale possessore. Manna, per un campionato agonizzante, marginalizzato dalla serie A, tenuto fuori dalla porta dei fondi. Il nuovo motto imperante, altro che “Forza Paris”. Forza Adriano, dacci una mano. Avrebbe fatto pure rima. Peccato.

“Preso atto di quanto diffuso dai media in relazione all’intervento di alcuni fondi… preso atto che tali interventi e soprattutto gli ipotizzati criteri di distribuzione sarebbero idonei ad alterare il principio dell’equilibrio competitivo… la Lega B chiede formalmente alla Lega A d’esser fattivamente coinvolta nel disegno sopra sintetizzato e a rendersi disponibile nel più breve tempo a incontri operativi oltre che a scambi di documenti”. Alla lettera del 17 settembre 2020 il presidente della Lega A Paolo Dal Pino prima non avrebbe risposto, poi invece in riservata sede avrebbe rispedito bruscamente le istanze cadette. Stava iniziando l’autunno, Gravina cercava Leghe e Associazioni per il voto, le cercava pare pure Balata che all’epoca pare non riscuotesse tutte queste simpatie presidenziali, tanto che il via libera finale – si narra – fosse arrivato solo a metà dicembre, dopo un incontro incidentale tra Gravina, Galliani e Sebastiani – gli ultimi due trattavano per Pirola? – presidente del Pescara. A dicembre partendo dall’autunno, l’inizio di una lunga operazione. Delicata, da affidare a mani e mente esperte. E’ tra ottobre e dicembre che la tela verrà tessuta: scontri, incontri, soste e deviazioni in autostrada, ribaltoni, candidature, operazioni di disturbo, operazioni d’interesse. Sembra un film. Forse è solo un film. Premium.

Sorridente, Galliani prova a dare una mano: in fondo il vicentino Paolo Scaroni è un amico di lunga data, è stato amministratore delegato dell’Enel e poi dell’Eni quando Silvio Berlusconi era Primo ministro, è il presidente del Milan ma anche uno dei vice-presidenti della filiale italiana di Banca Rothschild, advisor del fondo Cvc, capofila del consorzio che in cambio di 1,7 miliardi di euro acquisterebbe il 10% della media company creata per gestire e commercializzare i diritti tv della A. E’ un lavoro difficile, da dietro le quinte: Balata all’inizio pare sia restìo ma poi si convince. E’ l’unico modo per garantire ossigeno alle società cadette, anche un modo concreto per meritarsi ricandidatura e rielezione. Non tutte le società ne sono al corrente, qualcuna sarebbe contro. L’accordo resta nel cassetto, pronto a saltar fuori al momento giusto. Balata lascia fare all’esperienza, Galliani sa come si fa. Prima “bombarda” quelli del fondo, li stana, li sfianca fino ad arpionare il contatto giusto, fino a ottenerne il sì. La volpe sa come arrivare all’uva. “C’è la manifestazione d’interesse per una partnership strategica con la Lega B da parte degli stessi soggetti che stanno costituendo una newco con la Lega A”. E’ il 9 di dicembre, è così che Balata apre l’assemblea di Lega in videoconferenza, rimbrottato pare da Corrado, patron del Pisa e amico di Lotito. Anche altre società chiedono chiarimenti, ma niente. Ormai il dado è tratto, pazienza se il progetto fondi in A sia nei mesi poi naufragato, Inter e Juve sulla scia di Lotito e del Napoli di De Laurentiis ma solo per questioni di Superlega europea: in balia delle onde ci finisce e ci resta Balata.

Ormai naviga a vista, in un mare in tempesta. Var, sgravi, sostegno economico, retrocessioni. Niente. Nei fondi non ci credeva tanto, eppure è sui fondi che rischia di affondare definitivamente. Una situazione delicata, c’è da dare risposte. Forse per questo è stato convocato in tutta fretta (a ieri sera non c’era una nota stampa a comunicarlo) il consiglio direttivo: presidente e vice relazioneranno sullo stato dell’iter per la commercializzazione dei diritti audiovisivi del triennio 2021/2024 e sulla rimodulazione dei contratti d’intesa con l’Aic. Cosa uscirà dal sacco delle sorprese? Bah. E Galliani? Beh, cosa volete che gli importi. Lui in B si sente solo di passaggio, anche la carica di vice in Lega è temporanea. Lo scorso anno il Monza in Lega Pro ha chiuso con un passivo di 9,5 milioni di euro, quest’anno la previsione porta il rosso su almeno il doppio ma nessun problema, l’azionista ha il portafoglio e poi solo la raccolta pubblicitaria – pur in assenza di pubblico e con una copertura televisiva minima – porta 6 milioni di euro dalle casse di Digitalia a quelle del Calcio Monza. «Ho promesso a Silvio il derby con l’Inter e il Milan in due anni», disse al primo giorno di Lega Pro. Il piano è perfettamente in linea con l’orizzonte, pazienza se in B resteranno a fondo. Con i conti in rosso. E qualche osso.

Intanto, prima di volare in Sardegna con Gravina, Mauro Balata è andato a far visita alla Finanza. Nota Ansa del 2 marzo, copia e incolla dalla nota Lega B. “Il presidente Balata ha incontrato il comandante generale della Guardia di Finanza, il generale Giuseppe Zafarana, al quale ha illustrato le dinamiche di crescita della B, in grado di suscitare l’interesse di un bacino di pubblico (per adesso principalmente televisivo) sempre più esteso e di generare un positivo impatto sociale tanto in piazze storiche quanto in altri piccoli e bellissimi centri del nostro Paese”. Nec recisa recedit. Neanche recisa retrocede: è il motto della Guardia di Finanza. Farà più effetto di Forza Paris?

Castelli di sabbia, 31

 

 

 

 

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