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Figc e un patteggiamento…d’acciaio: il caso del fresco ex consigliere federale Pasini. Il presidente Feralpisalò se la cava con una multa

Le violazioni accertate dalla Procura federale. La richiesta di patteggiamento accolta da Gravina evita deferimento e processo per il patron che intanto tuona contro alcuni club di B

Nemmeno il tempo di leggersi il comunicato federale con il quale veniva accolta la sua richiesta di patteggiamento che eccolo andare giù, come una scure. «Certe società fanno male al calcio italiano e in particolare al prodotto della serie B, che viene trasmesso in 60 paesi al mondo e purtroppo non sta certo facendo una bella figura, partendo con due incognite. Il nostro modo di fare calcio viene apprezzato anche nei piani alti. E questa mia elezione è anche un premio per tutto quanto stanno facendo i miei collaboratori nel club. Il nuovo vento è quello degli investitori stranieri, vedi Palermo, Parma, Como e Venezia, questo è e non possiamo fermarlo con le mani». Così parlava Giuseppe Pasini il 2 agosto scorso, nel giorno del Tar che riammetteva il Lecco e ri-bocciava la Reggina: nello stesso giorno il neo-eletto consigliere di Lega serie B tuonava severo su alcuni club e contemporaneamente sorrideva largo perché erano volati via – sarà stato il vento nuovo – deferimento e processo, a carico suo e del suo club neo-promosso.

“La moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto”. La celebre frase pronunciata da Cesare (per sintesi: la moglie, poi ripudiata, pare avesse accolto un amante in casa nel corso di una festa per sole donne, l’amante s’era travestito da donna) tramandata dalle cronache di Svetonio e poi Plutarco ha attraversato venti secoli e ancora ogni tanto risuona. Viene utilizzata spesso per rimarcare che non solo chi ricopre importanti cariche (specie pubbliche) ma anche la sua stretta cerchia familiare debba avere condotte inattaccabili, insindacabili, integerrime. La frase – accompagnata da un’altra altrettanto famosa, “da che pulpito viene la predica” – risuona in questi fumosi giorni calcistici italiani mentre il pallone arde in un falò d’inefficienze, inettitudini, ignavia, incongruenze e incapacità sprofondando inesorabile verso il fondo del burrone e accompagnato dal solito trambusto estivo in materia d’iscrizione ai campionati professionistici delle varie Leghe sotto l’egida e l’ultima parola della Figc.

La frase di Cesare ad esempio potrebbe riaffiorare nel silenzio di questi giorni mentre s’è consumata nel silenzio un’altra vicenda che plasticamente dimostra come norme e regolamenti calcistici e le leggi, i cavilli e la scure della giustizia sportiva si muovano sempre dentro confini ampi e mutevoli argini. È inoltre una vicenda che pare avere anche un sapore doppiamente beffardo e che, prima di essere raccontata, merita un inciso: l’opzione del patteggiamento (specie prima del deferimento) per una serie d’inadempienze in capo a club e dirigenti non si traduce alla resa dei conti in una carota (assai dolce) che consente a chi non ha correttamente adempiuto agli obblighi di cavarsela con poco, restando nel sistema pur ammettendo le proprie responsabilità? Prendiamo il caso di un tesserato: non potrebbe operare nel tempo dell’inibizione e se inoltre nel tempo sommasse una serie di inibizioni verrebbe sbalzato fuori: invece nel caso del patteggiamento che commuta mirabilmente le inibizioni a tempo dei dirigenti in sanzioni pecuniarie ossia in ammende, sulla “fedina” federale non si sommano i mesi e lui continua serenamente ad operare.

L’ultimo, ma è solo un esempio, ha trovato il felice “the end” il 2 agosto, vergato da un comunicato Figc firmato dal segretario generale Marco Brunelli e dal presidente federale Gabriele Gravina. “Un mese di inibizione, commutato in 3.000 euro di ammenda, per il signor Giuseppe Pasini; due mesi di inibizione per il signor Giovanni Pasini; 15 giorni di inibizione per il signor Marco Leali; 2.500 euro di ammenda per la società Feralpisalò S.r.l.”. Questo il dispositivo preceduto dal solito rito: vista la richiesta di applicazione della sanzione ex art.126 codice giustizia sportiva, vista l’informazione trasmessa alla Procura Generale dello Sport (il procuratore generale del Coni è il prefetto Ugo Taucer), vista la prestazione del consenso della Procura federale, rilevato che il presidente federale non ha formulato osservazioni in ordine all’accordo raggiunto dalle parti (cioè Procura Federale, club e dirigenti coinvolti), si rende noto questo accordo.

E così una vicenda nata a dicembre del 2022 ha trovato il punto finale soltanto il 2 agosto 2023. Otto mesi dopo. Proprio nelle stesse ore in cui il Tar Lazio decretava la riammissione del Lecco in serie B (bocciata l’istanza della Reggina) dopo l’esclusione decisa il 17 luglio dalla sentenza del Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni che ribaltava l’ammissione decisa dal consiglio federale del 7 luglio dopo l’iniziale esclusione di giugno, chiudendo così una vicenda che ha visto come protagonista un’altra neopromossa in serie B, e cioè la Feralpisalò. Giuseppe Pasini è il presidente e legale rappresentante del club, Giovanni Pasini è il fratello che ha rilevato a dicembre il 18% delle azioni del club e Marco Leali è il consigliere delegato e legale rappresentante del club che ha conquistato la promozione in serie B con due giornate d’anticipo, chiudendo così una cavalcata epica e storica: nato appena 19 anni fa per fusione, il club è espressione di Salò. Scenario di una splendida favola calcistica condita da programmazione, tenacia e capacità, il secondo Comune più piccolo d’Italia ad avere un club in serie B, secondo solo al Castel di Sangro che a fine anni ’90 era presieduto da Gabriele Gravina (la favola Castel di Sangro meritò addirittura un libro di uno scrittore statunitense) che dal 2018 invece presiede la Figc e dunque anche il consiglio federale, cioè quello che ha l’ultima parola anche in materia di ammissione ai campionati. «La mia Feralpi è d’acciaio, la serie B è una favola che sa di programmazione e modello, siamo come una famiglia, abbiamo dimostrato che con gli italiani si può vincere», raccontava due mesi fa, nel giorno della promozione, Giuseppe Pasini, leader di un gruppo (Feralpi) leader europeo siderurgico, 1826 dipendenti e 1,93 miliardi di euro di fatturato.

C’è un particolare (non di poco conto) che forse però a qualcuno potrebbe sfuggire: il presidente della Feralpisalò Giuseppe Pasini fino al 30 giugno ha ricoperto anche la carica di consigliere federale in quota Lega Pro. È decaduto alla promozione del club (o meglio al 30 giugno) ma il suo posto non è stato ancora colmato: questa della sostituzione però è una spinosa vicenda che ha meritato già diversi articoli (leggi qui, qui, qui) e dunque non ha partecipato agli ultimi consigli federali. La sua assenza, e il vuoto, non pongono in dubbio la validità delle riunioni e dunque anche delle decisioni prese. Certo però è almeno singolare che un consigliere federale finisca nel mirino della procura federale guidata da Giuseppe Chinè e che sia al centro di un’inchiesta sfociata in un provvedimento di chiusura indagini che avrebbe portato al deferimento e al processo se non ci fosse stata la richiesta di patteggiamento (non una vera e propria ammissione di proprie responsabilità ma in diritto sostanzialmente è la rinuncia a difendersi presso gli organi giudicanti competenti) prevista dal codice di giustizia sportiva e accettata dal presidente federale per delle violazioni riscontrate nell’ambito di un passaggio di quote – tutto in ambito familiare – societario avvenuto nel dicembre scorso.

A quali conclusioni era arrivata la Procura Federale, quali responsabilità venivano contestate alla Feralpisalò per responsabilità diretta ed oggettiva e quali violazioni erano state riscontrate in capo alle condotte del presidente Giuseppe Pasini, del fratello Giovanni e del consigliere delegato Marco Leali, cosa c’era scritto nel fascicolo di “conclusioni indagini” chiuso con la firma della procura Figc? Una serie di violazioni, omissioni e ritardi relativi ad un passaggio azionario di quote che coinvolgono la Feralpisalò, la Feralpi Farm srl e la Feralpi Holding SpA.

Nel dettaglio (si noterà in un passaggio, questa frase “all’epoca dei fatti svolgeva attività rilevante nell’interesse della Feralpisalò”). “Giuseppe Pasini, presidente del cda e legale rappresentante della Feralpisalò S.r.l., dal 13/12/2022, in violazione degli artt. 4, comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva, 20 bis, comma 7, delle N.O.I.F., 32, comma 5- bis e comma 5-ter del Codice di Giustizia Sportiva, anche in relazione all’art. 31, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, per avere, a seguito degli adempimenti previsti dall’art. 20 bis delle N.O.I.F., omesso di vigilare, nella sua qualità di presidente del Cda e legale rappresentante della Feralpisalò S.r.l., affinché venisse prodotta alla Co.A.P.S. (Commissione Acquisizione Partecipazioni Societarie), con riferimento: al sig. Pasini Giovanni n.q. di presidente del CdA e legale rappresentante della Feralpi Farm S.r.l., acquirente, dalla controllante Feralpi Holding S.p.a., della quota pari al 18,2203% del capitale della Feralpisalò S.r.l., con scrittura privata in data 22 dicembre 2022; al sig. Pasini Giovanni n.q. di consigliere delegato e legale Rappresentante della Feralpi Holding S.p.a. controllante della Feralpi Farm S.r.l. acquirente, dalla controllante, della quota pari al 18,2203% del capitale della Feralpisalò S.r.l., con scrittura privata in data 22 dicembre 2022; al sig. Pasini Giuseppe n.q. di socio della Feralpi Holding S.p.a. controllante della Feralpi Farm S.r.l., acquirente, dalla controllante della quota pari al 18,2203% del capitale della Feralpisalò S.r.l., con scrittura privata in data 22 dicembre 2022; nel termine di 15 giorni, assegnato dalla Coaps ex comma 7 dell’art. 20 bis delle N.O.I.F, la integrale documentazione relativa all’intervenuta acquisizione, perfezionatasi il 22 dicembre 2022, in quanto solo in parte tempestiva avendo la società comunicato entro i 15 giorni previsti dall’art. 20 bis sopra citato, delle N.O.I.F., l’intervenuta acquisizione, perfezionatasi il 22 dicembre 2022, e trasmesso l’atto di cessione, unitamente ad una parte della documentazione richiesta concernente i requisiti di onorabilità e di solidità finanziaria, con pec del 23 dicembre 2022 e del 5 gennaio 2023, ed inviato spontaneamente, decorso detto termine, ma prima della concessione del termine aggiuntivo di cui al comma 8 dell’art. 20 bis delle N.O.I.F., a) ulteriore documentazione relativa al possesso dei requisiti di onorabilità di cui al 5° comma dell’art. 20 bis delle N.O.I.F. tra il 17 ed il 24 gennaio 2023; b) una referenza bancaria (incompleta) relativa al possesso dei requisiti di solidità finanziaria integrata positivamente con mail del 16 e del 21 febbraio 2023 a seguito della concessione del termine aggiuntivo di cui al comma 8 dell’art. 20 bis delle N.O.I.F.; e comunque, per non essersi attivato – in quanto vertice della società sportiva – affinché il sig. Pasini Giovanni n.q. di Presidente del CdA e Legale Rappresentante della Feralpi Farm S.r.l., il sig. Pasini Giovanni n.q. di Consigliere Delegato e Legale Rappresentante della Feralpi Holding S.p.a. ed il sig. Pasini Giuseppe socio della della Feralpi Holding S.p.a., ottemperassero al deposito della predetta documentazione nelle modalità previste dalle citate norme”.

Sempre nei confronti di Giuseppe Pasini: “sig. Giuseppe Pasini, n.q. di socio della Feralpi Holding S.p.a., controllante della Feralpi Farm S.r.l. acquirente, dalla controllante, della quota pari al 18,2203% del capitale della Feralpisalò S.r.l., con scrittura privata in data 22 dicembre 2022, all’epoca dei fatti soggetto che svolgeva attività rilevante ai sensi dell’art. 2, comma 2, del vigente Codice di Giustizia Sportiva, nell’interesse della Feralpisalò S.r.l.: a) in violazione degli artt. 4, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, 20 bis, comma 7, delle N.O.I.F., 32, comma 5- bis e comma 5-ter, del Codice di Giustizia Sportiva, anche in relazione all’art. 31, comma 1, del Codice di Giustizia Sportiva, per non aver depositato, a seguito degli adempimenti previsti dall’art.20 bis delle N.O.I.F., alla Co.A.P.S. (Commissione Acquisizione Partecipazioni Societarie), nel termine di 15 giorni, assegnato ex comma 7 dell’art. 20 bis, delle N.O.I.F, la integrale documentazione relativa all’intervenuta acquisizione, perfezionatasi il 22 dicembre 2022, in quanto solo in parte tempestiva avendo la società comunicato entro i 15 giorni previsti dall’art. 20 bis sopra citato, delle N.O.I.F., l’intervenuta acquisizione, perfezionatasi il 22 dicembre 2022, e trasmesso l’atto di cessione, unitamente ad una parte della documentazione richiesta concernente i requisiti di onorabilità, con pec del 23 dicembre 2022 e del 5 gennaio 2023, ed inviato spontaneamente, decorso detto termine, ma prima della concessione del termine aggiuntivo di cui al comma 8, dell’art. 20 bis, delle N.O.I.F., ulteriore documentazione relativa al possesso dei requisiti di onorabilità di cui al 5° comma dell’art. 20 bis, delle N.O.I.F. tra il 17 ed il 24 gennaio 2023”.

Contestazioni più o meno simili (l’integrale documento si può leggere sul sito della Figc, è il numero 51/AA) mosse nei confronti di Giovanni Pasini e di Marco Leali, in aggiunta poi è citata la Feralpisalò per responsabilità diretta ed oggettiva. Nata in inverno quando Pasini era a tutti gli effetti un consigliere federale, l’indagine è sfociata poi con l’avviso di conclusioni indagini ed è piombata sulla scrivania del presidente (pure del consiglio) federale Gravina in piena estate con la richiesta di patteggiamento formulata dai due Pasini, da Leali e dalla società. Nessuna osservazione in merito, richiesta accolta. Per Giuseppe Pasini, ma solo per lui (per gli altri è rimasta l’inibizione), inibizione commutata in ammenda. Giusto in tempo per svestirsi dalla carica di consigliere federale, festeggiare la nomina nel direttivo di Lega serie B e tuonare contro quei club che non rispettano gli adempimenti.

 

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