L’alluvione nelle Marche e il rigore di Abete

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In campo. Per forza. In campo, per una partita di pallone. Con la morte nel cuore, con gli occhi che non hanno ancora smesso di versare lacrime, un fiume ininterrotto e straziante come quella valanga di acqua e terra che ha devastato interi paesi, che s’è portata via le vite di mamme, papà, ragazzi e bambini. Lo stato di emergenza, la visita del premier Draghi, il cordoglio di Mattarella e di tutta l’Italia. In lutto. E in raccoglimento: sui campi di calcio, da ieri e fino a domani, un minuto di raccoglimento per la tragedia che ha colpito una parte della regione Marche, la regione ad esempio del ct Mancini e del sottosegretario allo sport Vezzali.

La voce dello sport italiano, la voce del pallone italiano? Eccola. “Dovete giocare, il campo è agibile, non è concesso il rinvio”. Così ha risposto la Lega Nazionale Dilettanti presieduta da Giancarlo Abete alla richiesta della Virtus Senigallia di rinviare la partita di domani in trasferta contro la San Nicolò Notaresco, gara valida per la terza giornata di serie D. Senigallia è in ginocchio, colpita dall’alluvione, colpita dalla devastazione, dalla distruzione, dalla morte. La città affoga, nel pianto e nella disperazione, la Regione ha indetto due giorni di lutto. La società aveva chiesto il rinvio della gara, nessuno ha voglia di tirar calci a un pallone. E invece il pallone italiano ha risposto così. «Accogliendo l’invito del Coni, la Figc ha disposto che, in occasione di tutte le gare dei campionati di calcio in programma nel fine settimana, verrà osservato un minuto di raccoglimento per onorare la memoria delle vittime dell’alluvione che ha colpito la Regione Marche».

Questo comunicato compare anche sul sito della Lnd, da qualche mese presieduta dall’ex presidente della Figc Giancarlo Abete, voluto di nuovo lì dal presidente federale Gabriele Gravina. Un minuto di silenzio e poi tutto passa: magari poteva andar bene in qualsiasi stadio italiano, non certo nelle Marche, non certo almeno sui campi dei centri colpiti, scossi, devastati dalla tragedia. E invece no, il pallone deve rotolare, la Virtus Senigallia deve giocare. Ecco il comunicato del club. “Le parole stentano a uscire e digitare caratteri è terribilmente difficile. Il primo e unico pensiero è rivolto a tutte le vittime dell’alluvione, a tutte le famiglie colpite, a tutti coloro che stanno pregando di ritrovare i loro affetti. La società Vigor Senigallia si unisce al dolore di tutti coloro che hanno vissuto ore difficili. E non ci sentiamo di aggiungere altro, per rispetto e solidarietà di chi purtroppo ci ha lasciato. Allo stesso tempo, siamo certi che Senigallia si rialzerà. Che tutti i paesi limitrofi dimostreranno la loro forza. Anche questa volta. Vedere le vie della città già colme di persone pronte ad aiutarsi a vicenda è l’ennesima dimostrazione della bontà del popolo marchigiano. Per quanto riguarda il discorso sportivo, tutto passa in secondo piano. La società si è informata, rivolgendosi alla Lega, se ci fossero le possibilità di rinviare la gara di domenica. Risposta negativa, in quanto la struttura sportiva del Notaresco risulta agibile e quindi la partita si giocherà. I giocatori rossoblu scenderanno in campo indossando il lutto al braccio”.

Cosa aggiungere? Nulla. Il silenzio vale più di mille sdegnate parole.

 

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