Sim salabim e la multa di Allegri non c’è più

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Sim Salabim. Era il titolo di una trasmissione Rai degli anni ’70. Sim Salabim. Erano le due parole magiche che avvolgevano, attiravano, rapivano il telespettatore. Sim Salabim: così, con un soffio, magneticamente esclamava il mago Silvan, l’illusionista che grandi e piccini guardavano ammirati e stupiti, strabuzzando gli occhi. Un illusionista di prestigio. Un mago. Anzi, un prestigiatore. Oggetti e persone levitavano, scomparivano, ricomparivano.

Sim Salabim. La trasmissione non c’è più, Silvan c’è ancora. Da tempo però quelle paroline magiche che facevano levitare, scomparire e ricomparire vengono utilizzate da ben altri prestigiatori. Un po’ ovunque, dalla politica all’economia, dal mondo dello sport a quello dell’informazione. Di esempi ce ne sarebbero tanti, a uso e consumo. Basterebbe l’ultimo esempio, per rendersene oggettivamente conto. Eppure.

Ad esempio. Per due giorni tv, social e pagine di quotidiani (sportivi e generalisti) hanno inondato di immagini, linee, pareri, opinioni e opinionisti, lettori e telespettatori. Travolti da una vera e propria valanga, un fiume in piena senza governo, una corrente (più correnti) d’acqua senza una foce, un approdo, uno sbocco. Una mischia selvaggia e malmostosa. Una mischia, come quella che avrebbe chiuso Juventus-Salernitana domenica sera: insulti e contatti fisici in campo, parole e insulti, cartellini rossi e gestacci. Due giorni dopo, i provvedimenti del giudice sportivo Gerardo Mastrandrea che è anche capo del legislativo del Mef, il Ministero dell’Economia. Prima di ritornare su decisioni e motivazioni (ieri avevo scritto un post), ecco come la stampa (sportiva e generalista) vi è tornata, il giorno dopo. Una completa e ben riuscita opera di magia. Altro che Bim Salabim. Roba da stare…Allegri.

Le avvisaglie s’erano avute già ieri, basterebbe buttare l’occhio sul post fb de “La Gazzetta dello Sport”. Il titolo: “Niente stangate dopo il caso Var” e nel testo, “una giornata a tutti i protagonisti e ai bianconeri anche un’ammenda di 5mila euro per espressioni irriguardose di un collaboratore non in distinta…”. Non una riga su Max Allegri, multato di ben 15mila euro (non 1500) figurarsi per le motivazioni. Oggi, poi, i quotidiani (sportivi e generalisti) avevano da presentare la giornata di Champions. E così, ad esempio, La Repubblica, nell’ultima riga del pezzo sulla gara col Benfica, s’è limitata: “..Allegri che non ha gradito la squalifica dopo il rosso di domenica…”. Niente di meno, niente di più: nemmeno una riga su squalifiche, multe, motivazioni. La rissa e il Var, gli insulti e gli spintoni: tutto levitato, tutto scomparso. Sulle colonne de “La Stampa”, vicenda riassunta così, in un colonnino. “…un turno a Milik, Cuadrado, Allegri e Fazio, una multa di 15mila euro al tecnico e una multa di 5mila euro alla Juve a titolo di responsabilità oggettiva…”. Perché Allegri abbia ricevuto una multa così salata, nulla. Tutto levitato, tutto scomparso, anche qui.

Su “Il Corriere della Sera” prima un boxino a parte, dedicato però alla squalifica per due turni a Giampaolo, allenatore della Sampdoria “per espressioni insultanti rivolte all’arbitro”. Poi, sui provvedimenti post Juve-Salernitana, ecco un inciso nella parte finale dedicata alla sfida Champions. Menzionate le squalifiche dei protagonisti, compaiono motivazioni e multa per Allegri che dice: “Propongo che gli allenatori non vengano fermati ma siano costretti a pagare una multa salata da dare in beneficenza”. Alla dichiarazione in conferenza stampa però non fa il paio l’aggiunta del giudice sportivo Mastrandrea che nel comunicato ha rilevato come “le offese generiche nei confronti della classe arbitrale dopo aver abbandonato il campo” sono state rilevate “dal collaboratore della Procura Federale”.

Dalla stampa generalista a quella sportiva, che per due giorni aveva riempito pagine e pagine sulla vicenda. Si parte da Tuttosport. Nel pezzo sulla sfida Champions, le parole di Allegri: “Ho avuto una reazione sbagliata, ma era il 93’…”. Poi, qualche pagina dopo, pezzo e titolo sui provvedimenti. L’attenzione posta sul dato numerico: i quattro allenatori di serie A squalificati. “…Il provvedimento più pesante per Giampaolo, fermato per due turni…poi ovviamente Allegri che ha perso le staffe”. Della multa nemmeno l’importo. Nulla. Tutto levitato, scomparso. Anzi, spazio alla proposta di beneficenza.

Il Corriere dello Sport, invece? Un passaggio in un pezzo che titola sulle parole di Iervolino, presidente della Salernitana. Nell’articolo, questo il passaggio. “…un turno e multa di 15mila euro per Allegri, multata anche la società a titolo di responsabilità oggettiva…”. Delle offese e degli insulti proferiti da Allegri, nulla. Nulla ovviamente nemmeno sulle infrazioni rilevate dal collaboratore della Procura Figc. Tutto levitato, tutto scomparso.

Il gran finale è riservato a “La Gazzetta dello Sport”. La rosea il cui candore avrebbe ben altro colore…Primo ritaglio sulle parole di Allegri, sempre sull’opportunità di multare e non squalificare i tecnici. Il secondo sul “retroscena” che lega i due livornesi, Allegri e Banti, arbitro alla Var domenica sera, col titolo: “…I due concittadini al tempo del Var”.

Infine, il paginone sui provvedimenti. Uno si aspetta di trovarci in apertura quelli su Juventus-Salernitana, visto lo spazio dedicato nei giorni precedenti dal quotidiano diretto da Stefano Barigelli. E invece no. Come fosse uno di quei tabloid inglesi scandalistici, apertura su Sarri, il dito di Sarri (per carità, il gesto è quello che è) e tanto di titolo sdegnato. “Graziato!”. Nel sommario: “Mano leggera di Figc e giudice”. Accanto, due foto incriminate. Come fossero un grido d’allarme, oppure come fossero una segnalazione da presentare a chi dovrebbe e potrebbe aprire un ulteriore fascicolo d’indagine? Sia quel che sia, i provvedimenti del post Allianz Stadium relegati in un boxino minimalista corredato da tre foto, quelle degli altri tecnici squalificati: Spalletti, Giampaolo e Baroni. La foto di Allegri non compare, come non compaiono nel breve testo le motivazioni della multa comminata al tecnico della Juventus.

Già, magari qualcuno, fosse anche solo un lettore, poteva chiedersi: ma come mai Allegri ha ricevuto una multa così salata? Cosa avrà mai detto di così grave? Domande senza risposte. Per appagare la propria curiosità, un ipotetico lettore italiano avrebbe dovuto scaricare il documento ufficiale dei provvedimenti del giudice sportivo sul sito della Lega serie A e non andare invece in edicola ad acquistare un quotidiano.

Spesa minima, e curiosità appagata. A pagina 5 del comunicato avrebbe (e può) leggere. “Un turno di squalifica e ben 15mila euro di multa per Massimiliano Allegri, “per aver rivolto, al 50’ della ripresa, espressioni ingiuriose nei confronti degli ufficiali di gara, abbandonando successivamente il terreno di gioco dopo aver espresso offese generiche nei confronti della classe arbitrale”. A prescindere dalle espressioni ingiuriose rivolte agli ufficiali di gara, ecco spiegato perché la multa è stata così salata: abbandonando successivamente il terreno di gioco dopo aver espresso offese generiche nei confronti della classe arbitrale.

Una motivazione ancor più pungente se rapportata a quella data per la squalifica a Giampaolo, squalificato per due giornate ma non multato, per “aver rivolto plurime espressioni insultanti nei confronti del direttore di gara, reiterando tale comportamento uscendo dal campo”. Se pur Giampaolo ha offeso l’arbitro ma non ha ricevuto una multa (squalificati ma non multati anche Spalletti e Baroni), cosa avrà mai detto Allegri di così tanto grave e offensivo? Domande senza risposte. Meglio non scrivere nulla, meglio lasciar decantare, lievitare. Meglio lasciar stare. Sim Salabim, la multa di Allegri non c’è più.

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