Italvolley, nuova generazione di fenomeni sul tetto del Mondo

Dopo 24 anni la nazionale di pallavolo centra la finale dei Mondiali. Dal ’90 al ’98 tre successi di fila e un dominio assoluto
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Generazione di Fenomeni, volume 1. La leggenda cominciò a schiacciare, e vincere sottorete, 32 anni fa. Era l’autunno del 1990, l’Italia del volley sconfisse in un indimenticabile tie-break l’invincibile Brasile padrone di casa in semifinale, spalancandosi le porte della finale Mondiale. La prima della sua storia. Vinta sulla Cuba del terribile Despaigne. Quell’arrampicata di Lucchetta sulla sediolina dell’arbitro per festeggiare resta negli occhi, come restano le parole del telecronista Rai, Jacopo Volpi, al solito misurato e invece quel giorno incontenibile. “Sul tetto del Mondo, l’Italia è sul tetto del Mondo”.

Era l’Italia di Velasco, era l’Italia di Bernardi, Cantagalli, Zorzi, Lucchetta, Tofoli, Gardini, Giani, nomi fino ad allora semi-sconosciuti che sarebbero invece entrati nella storia dello sport azzurro. Per sempre. In quella squadra c’era anche Ferdinando De Giorgi, allora palleggiatore di riserva, adesso tecnico della nazionale. Quella del 1990 avviò un ciclo unico, divenne l’invincibile Italia. Un dominio assoluto. Tre titoli Mondiali consecutivi – ‘90, ‘94, ’98 – l’etichetta di Generazione di Fenomeni perché poi nuovi campioni avrebbero integrato quella formazione che nel ’90 aprì un ciclo unico cui sarebbe mancato solo l’alloro olimpico. Dal ’98 sarebbero arrivati altri giocatori, si sarebbero succeduti in azzurro tra vittorie e delusioni: medaglie olimpiche e continentali, mai più però il podio più alto se non in Europa.

L’ultima finale Mondiale datata 28 ottobre 1998. Oggi, 11 settembre 2022: 24 anni da quel giorno. L’Italia torna a giocare una finale Mondiale. Contro la Polonia, che ha vinto le ultime due edizioni del Mondiale, che gioca in casa, che punta al tris per eguagliare proprio l’Italia. La nuova Italia ha il volto giovane, sfrontato, prepotente di Micheletto, Romanò e Lavia, quello del fuoriclasse Giannelli, quello di Anzani e Galassi e di tutti gli altri. Ha quello incomparabile del suo allenatore, Fefè De Giorgi. Anche lui s’arrampicò sul tetto del Mondo il 27 ottobre del 1990. Sul tetto del Mondo, fino al 1998. Ventiquattro anni dopo resta l’ultimo passo, per completare la scalata. L’ultima sfida, prima di poter ri-urlare: Generazione di Fenomeni, volume due..

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