Bollicine promesse e i furbetti del biglietto

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Che notte, quella notte. La notte del 22 maggio, anno di grazia 2022. Le lancette stavano posandosi – pure loro tremanti e impaurite – sulle 23 quando un boato avrebbe avvolto l’Arechi trasformandolo in bolgia, in una sarabanda di anime perse. Stremati, sfiniti, sfiancati, come spaesati. Increduli. Ebbri. Trentamila, in quell’istante, avrebbero vissuto il più incredibile e folle istante della storia della Salernitana. Un abbraccio, un urlo, un pianto. Quei trentamila – passeranno decenni – ricorderanno per sempre quel momento. Dov’ero, con chi ero, cosa ho fatto. Un istante, una data, una notte: resterà, per sempre. Un caleidoscopio completo di stati d’animo, luci, colori, immagini. Una giostra di emozioni, come nemmeno sulle più impervie montagne russe. Il più adrenalinico giorno dell’ultra centenaria Salernitana.

Dopo il giorno di festa però, sarebbe partita un’altra giostra. La solita giostra, la solita minestra. Promesse, progetti, proclami. Dopo la sfilata al fianco di patron Iervolino, il sindaco Napoli avrebbe ripreso quel filo avviato e intessuto negli ultimi mesi con la nuova proprietà: la convenzione per l’Arechi, i lavori di ammodernamento e adeguamento, l’apertura della Nord (meglio non ricordare quel balletto tra palle, rimpalli e pressioni stoppato e smascherato da Prefetto e questore alla vigilia della gara), viabilità, ascensori, maxischermo e parcheggi, un piano frutto di ripetuti incontri a Palazzo di Città tra l’amministrazione comunale e la società. Anch’essa avrebbe ripreso quel fiume di parole, promesse e programmi inaugurato nel giorno della prima conferenza stampa dell’imprenditore di Palma Campania che, diventato proprietario del club, apriva le porte della Salernitana come nessuno aveva mai fatto prima, spalancando un mondo diverso, magnifico. Spettacolare: link, hub, biglietteria, app, intere famiglie allo stadio, accoglienza, prezzi, iniziative. «Abbiamo una serie di progetti già pronti, ovviamente dovete concederci qualche mese. Da qui a maggio sarà complicato, ma poi vedrete…».

Le parole, le promesse e i progetti del Comune. Le parole, le promesse, i progetti della Salernitana. Avvolto in questo fantastico tourbillon, il tifoso della Salernitana avrebbe volentieri – crepi l’avarizia, si vive una volta sola – fatto saltare persino il tappo da una bottiglia di Dom Perignon. “Champagne, per brindare a un incontro” in sottofondo, sottofondo melodioso all’incontro, alla convergenza tra Comune e Salernitana. Bollicine forse un po’ troppo costose. Col passare dei giorni avrebbero iniziato infatti a evaporare. Certo, un passaggio graduale. Non è che uno possa passare così, dal Dom Perignon all’acqua della condotta: le bollicine sarebbero prima diventate quelle della Coca Cola, la multinazionale coinvolta in un progetto di sponsorizzazione dello stadio come capita in alcuni stadi italiani e molti europei. La Coca Cola però, anch’essa sarebbe rimasta in bottiglia. Come il nuovo e rimodernato Arechi, rimasto invece (quasi) come era il 22 maggio.

Tornelli, servizi igienici, Nord, sediolini (mancanti), parcheggi, ascensori per disabili e una loro comoda postazione: se non ci fosse stato quel 60 pollici tra Nord e Distinti, se non ci fossero stati lavoretti alle panchine, i lavori di semina al prato e la completa ridefinizione dell’area hospitality (biglietti off-limits, come capita ormai in tutti gli stadi italiani) e della bouvette (tavoli e tavolini come in un ristorante, come in un pub), l’Arechi identico e preciso (con qualche sediolino mancante) a come lo si era lasciato nella notte della Storia. La notte della serie A.

Che sta per riprendere. All’Arechi domenica arriva la Roma, la prima casalinga dei granata contro lo stesso avversario della scorsa estate. Della “prima” del nuovo anno di serie A. I biglietti del settore ospiti esauriti in poche ore. Duemila tagliandi staccati: ce ne fossero stati il quadruplo, sarebbero stati venduti egualmente in un amen. Tanto è l’entusiasmo dei tifosi giallorossi. Fede, attesa, speranze: come al solito, come sempre, i tifosi della Salernitana pur se non tutti entusiasti dell’attuale campagna acquisti, riempiranno l’Arechi. Lo riempiranno con la voce, con il tifo, con l’orgoglio. Con la forza del dodicesimo e tredicesimo uomo. Lo riempiranno pur se – come quelle del Comune – le promesse della società non si sono (ancora) materializzate. Niente app, niente link, niente hub. Tutto ancora sulla carta, mentre la carta degli abbonamenti fa registrare un tiepido approccio (7.173, a stasera): annunciata come la campagna per le famiglie e a prezzi convenienti, gran parte della tifoseria l’ha giudicata forse non aderente a quanto le era stato paventato e soprattutto alle tasche, in una situazione congiunturale ed economica difficile. Certo, poi c’è sempre quello cui non va bene nulla. Un avvio tra proteste e lamentele, tra il confronto con i prezzi degli altri club e una serie di calcoli, un tira e molla diventato come un boomerang, una media giornaliera senza impennate: il “pack famiglie” rivisto, ricalibrato, ricalcolato eppure la correzione è parsa (a parecchi) una toppa peggio del buco. E poi discrasie alla voce sconto accanto ai prezzi degli abbonamenti, se rapportati al prezzo del tagliando per la singola partita. Iervolino s’aspettava almeno quindicimila abbonamenti, la scorsa settimana prima ci aveva elegantemente glissato sopra, poi in radio lo avrebbe ammesso pur riconoscendo “che Salerno è una grande piazza e che riempirà lo stadio, con o senza abbonamenti, perché i nostri tifosi sono straordinari, sono la nostra forza e hanno tutto il mio rispetto”. Il dato della prevendita a stasera è di 9.435 tagliandi staccati, compreso quello del settore ospiti. E mentre si profila il primo tutto esaurito, si prepara la macchina organizzativa. Contro il Parma si sono registrate file, disagi e intoppi ai tornelli. Domenica i tifosi saranno il triplo.

«È stato un incontro a tutto tondo, abbiamo fatto un report sulle criticità allo stadio. Sono superabili. Col Parma ci sono state file ai tornelli, stiamo lavorando per risolvere questa problematica. Siamo in contatto con la “squadra trasferte” della Roma e in contatto con la Salernitana. La Nord chiusa? C’è un aspetto legato alla totale sicurezza, è una situazione di rischio di cui abbiamo parlato oggi con il Prefetto e con il sindaco, ed è anche legata anche alla presenza dei tifosi della Roma. Troveremo comunque una soluzione per la curva Nord». Così il questore di Salerno, oggi dopo la riunione. Una soluzione. Non per domenica. Chissà quando. Chissà quante altre riunioni, chissà quante altre parole.

Ottantadue giorni dopo l’Arechi e il contorno dell’Arechi sono rimasti com’erano. Nello stesso periodo, mentre a Salerno si discuteva, si parlava, si pianificava, in un’altra città ci si metteva d’accordo e ci si metteva a lavoro. A Lecce, ad esempio. La Giunta comunale e la società giallorossa hanno messo in un amen la firma a un accordo di collaborazione: lavori di ammodernamento e adeguamento programmati e già completati, due grandi aree di parcheggio affidate alla società riservate agli anziani, ai disabili, agli abbonati. Saranno pure piccoli interventi ma sono queste le attenzioni da riservare e presentare.

Come ci si presenterà invece ai tornelli dell’Arechi? Ecco, questo è un quesito che prevede varie opzioni. La corsa al biglietto fa ipotizzare file e qualche fisiologico intoppo. A volte gli intoppi però diventano pertugi dentro i quali infilarsi. È un fenomeno già capitato nella scorsa stagione: ci sarà ancora qualcuno che acquista il biglietto attraverso la piattaforma, lo salva sul dekstop e poi, senza cambiare il codice a barre, cambia nome, cognome e data di nascita “producendo” così un’altra copia? Il giochetto è stato già fatto nella scorsa stagione (in realtà non solo a Salerno, è un fenomeno pare abbastanza diffuso), è una “maglia” che si riesce a sfruttare lì dove non esistono i tornelli di ultima generazione. All’Arechi ne sono stati installati in tribuna ma per curva (e Distinti?) almeno lo scorso anno c’è stato chi ne ha approfittato. Fino a triplicare l’entrata: basta(va) che ogni possessore di quel tagliando con lo stesso codice a barre lo infilasse in un tornello diverso. Poi, in aggiunta, c’è chi acquista(va) il biglietto ridotto (pur se maggiorenne e non ancora anziano) riuscendo però – a volte la fretta, a volte la fila che si allunga e chi sta dietro protesta – comodamente ad entrare. Sarà così anche quest’anno? È un furto bello e buono, è un danno al club e un’offesa a chi acquista regolarmente a prezzo intero il biglietto. Oltre al danno, poi c’è pure la beffa: è già capitato lo scorso anno che per il posto assegnato si trovino due o più persone a reclamarlo.

Certo, è anche questione di controlli. Ai quali sono designati gli steward. Il 3 agosto, due mesi e mezzo dopo la fine del campionato, a undici giorni dall’avvio del nuovo, la Salernitana sul proprio sito ufficiale annunciava che un partner del club aveva avviato un corso gratuito per la formazione di nuove “figure di controllo” (corso aperto per la fascia d’età 18/60) della durata “di circa due settimane”. Dal 3 al 14 agosto sono undici giorni. Rientrano nel circa. A posto.

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