INDISCRETO

Dida e il ruolo di preparatore portieri al Milan, esposto alla Procura Figc

L’associazione Apport segnala: il brasiliano non ha l’abilitazione richiesta. Il precedente patteggiamento del club e di Gazidis. E il caso Beretta
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È un muro invalicabile. È un felino, tra i pali: le sue mani, le braccia e le gambe respingono, afferrano, bloccano. Arrivano ovunque, i tentacoli l’hanno già proiettato sul podio: è il miglior portiere della serie A. È uno dei segreti del Milan che sogna lo scudetto, è la scelta coraggiosa e indovinata dell’area tecnica guidata dal totem Paolo Maldini che però non ha l’abilitazione a direttore sportivo e dunque ufficialmente le operazioni di mercato rossonere da regolamento deve condurle Frederic Massara: è Mike Peterson Maignan, 26enne portiere francese che in pochi mesi ha cancellato Gigi Donnarumma protagonista in estate di un addio velenoso. Gigio è già il passato, Mike adesso accende il presente e colora il futuro. Cinque gol subiti in campionato, baluardo della difesa di Pioli, già idolo dei tifosi. Negli occhi parate strepitose, nei pensieri e nella voce l’accostamento a un altro portiere che col Milan ha vinto uno scudetto e alzato otto trofei, tra cui due Champions: Nelson de Jesus Silva, il cui pseudonimo porta a Dida. “È la reincarnazione di Dida”: questo il titolo di un articolo pubblicato il 25 maggio 2021 sull’edizione on-line de “La Gazzetta dello Sport” che dava conto delle reazioni social del tifo rossonero all’avvento del francese. Quattro mesi dopo, la notte di Anfield: Maignan respinge un calcio di rigore nella sfida col Liverpool. L’ultimo portiere rossonero a riuscirvi in una gara di Champions fu proprio il basiliano: era il 2005, curiosamente sul prato ancora il Liverpool. L’idea della reincarnazione verificata sul prato mentre un’altra curiosità-accostamento-coincidenza l’ha recuperata qualche giorno fa Apport, l’associazione italiana portieri preparatori di calcio che ha preso carta e penna e scritto alla Procura federale Figc, raggiunta da una pec e da una circostanziata segnalazione. Rilievi, regolamento, allegati, video.

Denuncia-esposto. E una domanda, soprattutto. Frutto di numerose segnalazioni degli associati che sgranando gli occhi, leggendo siti e quotidiani, chi a casa davanti alla tv e chi allo stadio – osservando il pre-gara oppure buttando l’occhio a foto di allenamento – hanno visto e ammirato Dida e Maignan assieme, così come accadeva già per il brasiliano con Donnarumma, l’anno precedente. Sempre assieme, sul prato. A Milanello, a San Siro, in trasferta. Ovunque. Entrambi coi guantoni, uno a calciare palloni e l’altro a bloccarli. Il presidente di “Apport” Claudio Rapacioli ha così scritto all’ufficio della Procura federale diretto da Giuseppe Chinè, chiedendo: “Nelson de Jesus Silva, detto Dida, può ufficialmente svolgere il ruolo di preparatore dei portieri del Milan?”. Tesserato rossonero, il brasiliano ha in dote l’abilitazione Uefa A conseguita il 3 ottobre 2018 a Coverciano “ma agli atti – c’è scritto nell’esposto – non risulta aver mai conseguito alcun tipo di abilitazione specifica per seguire da allenatore i portieri di una squadra professionistica. Nonostante ciò, da quanto segnalatoci, Dida parrebbe svolgere da due stagioni sportive il ruolo di preparatore dei portieri della prima squadra dell’AC Milan col quale sarebbe tesserato come collaboratore tecnico mentre, per ottemperare alle prescrizioni federali, il responsabile del ruolo sulla carta sembrerebbe essere Luigi Ragno, in possesso di regolare abilitazione rilasciata il 2 dicembre 2019”. Dopo aver allegato articoli di siti e quotidiani, foto e addirittura due video (uno di 2’ nel quale si vedono Dida e Donnarumma in allenamento a Milanello, nell’altro il brasiliano che riscalda il francese prima della partita di questo campionato col Cagliari a San Siro), il presidente di Apport chiede alla Procura federale “di verificare l’eventuale violazione o aggiramento della normativa relativa al tesseramento e all’impiego degli allenatori nella condotta di Dida e di chi con lui”.

Esposto bis. A proposito di preparatori dei portieri: sono più di 500 quelli in possesso di abilitazione specifica conseguita grazie al superamento del corso (a pagamento, 2.500 euro escluse le spese di viaggio, vitto e alloggio) istituito a Coverciano e riconosciuto dalla Figc che però a breve si vedrà richiedere dall’Uefa la fedele applicazione di quanto prescritto nella “Coaching Convention” per il rilascio del tesserino “Uefa Goalkeeping A” richiesto specificatamente come condizione per svolgere il ruolo. Intanto tra selve di norme e deroghe, le fila dei 500 e più disoccupati s’ingrossano e Apport ha inviato un’altra denuncia. Riguarda la posizione di Piergraziano Gori: il portiere del Benevento s’era sfilato i guantoni al termine della scorsa stagione sportiva ma li ha subito ripresi all’inizio di questa come preparatore dei portieri della società del presidente Oreste Vigorito. Dettagliata, anche qui, la denuncia con la quale si chiede di sapere “se la posizione sia in contrasto con le stringenti, chiare e rigorose prescrizioni normative federali e se dunque Gori e chi per lui violi il regolamento”. Gori è in possesso di Licenza D (conseguita il 7 aprile 2021), abilitazione che non consente di essere tesserati (con qualsiasi impiego da tecnico) per una squadra di serie B come il Benevento che invece sul proprio sito ufficiale (al 24 settembre) riporta l’incarico di Gori alla voce preparatore dei portieri, notizia comunicata anche attraverso una serie di interviste e articoli (29 giugno e 18 luglio, sul sito Ottopagine.it), testimonianze dirette accompagnate anche da contributi video. Che accendono i riflettori anche sulla posizione di Antonio Chiavelli: lui e Gori impegnati nel riscaldamento dei portieri prima di Parma-Benevento (29 agosto 2021), a Como (25 settembre 2021) e Gori sul prato del San Paolo nel riscaldamento prima dell’amichevole (6 settembre) col Napoli. Presenze occasionali oppure continuative? Comunque non contemplate dalle normative di settore.

Il Milan. All’esposto e alle domande di Apport dovrà rispondere l’accertamento della Procura Federale. Forse ingenua, una domanda però si potrebbe porre anche al Milan, società che non solo sul campo di calcio ma anche in quello della comunicazione è sempre stata tra le migliori al mondo: come è possibile che sul sito ufficiale del club non ci sia la composizione dello staff tecnico della prima squadra? Non una riga, non su Pioli né sui suoi bravi collaboratori. C’è l’articolato organigramma societario, compare la rosa di prima squadra ma non un nome né una riga sullo staff tecnico. Nessuna traccia. Tracce della presenza del tesserato e collaboratore tecnico rossonero Dida del club se ne trovano tante, scorrendo quotidiani e siti web. A partire dal suo passaggio dalle giovanili alla prima squadra. Il 2 agosto 2020, su “La Gazzetta dello Sport” articolo dal titolo “Dida, chi si rivede”. Nel testo: “Odore di promozione per Dida: l’ex estremo difensore del Milan, tornato in rossonero lo scorso anno come preparatore dei portieri dell’under 17, approda in prima squadra. Il brasiliano prenderà il posto di Luigi Turci nel ruolo di preparatore dei portieri e si occuperà dunque di Gigio Donnarumma e dei suoi colleghi”. Due giorni dopo, su Pianeta Milan. “Nelson Dida e Gianluigi Donnarumma. Passato, presente e futuro del Milan che s’incrociano. Come viene riportato dal Corriere dello Sport, il brasiliano sarà il nuovo preparatore dei portieri della prima squadra nella prossima stagione”. Il primo anno Dida quindi chioccia di Gigio. «Donnarumma è un grande talento e può ancora crescere», così il brasiliano il 17 marzo del 2021 su “La Gazzetta dello Sport” e “Pianeta Milan”. E poi, nel corso di un’intervista pubblicata sempre a marzo su “La Gazzetta dello Sport”, parole e desideri. «Un giorno vorrei fare l’allenatore, non solo dei portieri, perché mi piacerebbe davvero stare in panchina e decidere come schierare la squadra. Ma quel giorno è lontano». E ancora: «Il punto debole di Donnarumma era la comunicazione e Gigio l’ha superato. Stiamo lavorando su tanti aspetti, ma già da questo punto di vista è migliorato. Un portiere non può concedersi debolezze: deve dirigere». Prima dell’addio al Milan e prima di cedere il testimone a Maignan, il portiere della nazionale quest’estate ha poi pubblicato una foto sui social, accanto a lui Dida e Ragno. Video (quello sul sito ufficiale dello scorso anno s’intitola “Specials Nelson Dida vs Gigio Donnarumma”), foto (anche sul sito ufficiale nel lavoro specifico che tocca ai portieri), articoli e dichiarazioni. Come quelle rilasciate dal francese appena sbarcato a Milano. Così da “Pianeta Milan” il 30 luglio: “Maignan s’è soffermato su Dida, preparatore dei portieri: «Donnarumma ha fatto la sua parte e ha dato un grande contributo alla storia del Milan. Inizio la mia storia col Milan e lavorerò duramente come ha fatto lui. Ho avuto dei contatti con Dida ovviamente: ha fatto una carriera splendida e sicuramente potrà aiutarmi a migliorare. Sono qui per migliorare in tutti gli aspetti e sicuramente Dida sarà fondamentale in questo»”. Parole e parate, fino a diventare “la reincarnazione di Dida” nella notte dell’Anfield passando per parate e interventi in campionato e in allenamento. Maignan e Dida, uno a parare e l’altro a sparare palloni. Come nella foto pubblicata sul sito ufficiale del club il 17 settembre, come la foto del pre-partita casalingo col Cagliari. Nella documentazione inviata da Apport alla Procura federale c’è persino un video di otto secondi che si riferisce sempre a questa partita. “Dida e chi per lui sono responsabili di violazioni alle norme federali?”. Questa è la domanda. Cosa rischia Dida, cosa rischia il Milan? Un deferimento? E, nel caso, quale tipo di sanzione?

Il precedente rossonero. La domanda porta al 9 luglio 2021 – appena tre mesi fa – quando si chiudeva un altro caso di “tesseramento” in casa Milan. La chiusura con un comunicato ufficiale della Figc (749) nel quale il presidente federale Gabriele Gravina, “letta la comunicazione del procuratore federale a conclusione delle indagini nei confronti di Ivan Gazidis rappresentante legale del Milan e del Milan per responsabilità diretta”, rendeva nota la decisione di accogliere la richiesta di patteggiamento avanzata dal dirigente rossonero e dalla società, infliggendo al primo una multa di 5.000 euro e al club di 30.000 euro. Il motivo del deferimento? “Mancato rispetto di quanto contenuto nella dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante della società sull’impegno a partecipare al Campionato Primavera 2020/2021; mancato rispetto di quanto contenuto nella dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante della società, da depositare entro il 21.08.2020, circa l’attestazione del Settore Tecnico della F.I.G.C. relativa al tesseramento di un allenatore responsabile della squadra partecipante al campionato Primavera abilitato dal Settore Tecnico dei “Requisiti sportivi e organizzativi-Serie A femminile”. Il procedimento chiuso con la multa patteggiata da Gazidis e dal Milan per non aver schierato un allenatore abilitato in una delle formazioni giovanili. Il responsabile del settore femminile rossonero è Elizabet Spina, diplomatasi tecnico Uefa A nel 2016, poi diplomatasi direttore sportivo nella stagione sportiva 2019/20. Per completezza d’informazione la primavera femminile rossonera è stata poi affidata a Davide Corti, diplomatosi allenatore Uefa A nello stesso anno dell’attuale direttore tecnico del settore femminile del Milan. La Spina dunque dirige il settore femminile rossonero, sceglie gli allenatori com’è nelle sue prerogative ma pare non si sia (ancora) sospesa dall’albo degli allenatori, come invece prevede l’art. 35 del Regolamento del Settore tecnico Figc. Inoltre la Spina a febbraio è stata eletta nel consiglio direttivo dell’Aiac, l’associazione italiana allenatori di calcio, insomma il sindacato presieduto da Renzo Ulivieri. Quindi al momento Elizabet Spina è un allenatore che ricopre l’incarico di direttore tecnico del settore femminile ma che in quanto ancora nell’albo di allenatore compare nel consiglio direttivo di un’associazione che dovrebbe “difendere” gli allenatori. Anche dalle decisioni – spesso improvvide – di chi dirige il settore tecnico di una società. È un caso particolare che ne ricorda un altro, e sempre in casa Milan. Nell’estate del 2019 fu infatti segnalata a Gravina la quantomeno anomala posizione di Mario Beretta. Che siedeva (siede ancora) nel Consiglio federale pur ricoprendo la carica di direttore sportivo al Milan (al posto di Filippo Galli come responsabile del settore giovanile maschile) senza essersi sospeso dall’albo degli allenatori, pur rappresentandoli proprio in Consiglio. Alcuni esponenti Aiac segnalarono la presunta anomalia: ai vertici dell’associazione, alla Figc, al Coni. L’affondo si risolse però in melina. Certo, qualche mese dopo cambiò il comma 3 dell’art. 10 Noif. Però quel “non possono ricoprire cariche federali coloro che traggono lucro dalla loro attività in ambito calcistico o che comunque ne abbiano tratto da attività inerenti al trasferimento dei calciatori” si trasformò solo in un più asciutto e gattopardesco “non possono ricoprire cariche federali coloro che traggono lucro da attività inerente al trasferimento dei calciatori”. Storie passate. L’attualità porta alla denuncia-esposto di Apport sulle vicende Dida e Gori, al rimbalzo arrivato negli uffici della Procura federale che dovrà rispondere: valgono le regole o le deroghe? Aspettano di saperlo tutti i preparatori di portieri muniti di regolare abilitazione riconosciuta dalla Figc.

 

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