Lo confessiamo: avremmo dovuto esserci ormai abituati, ma ci siamo cascati ancora una volta e siamo rimasti a bocca aperta davanti alle nuove magie della Federazione italiana pallacanestro, che d’estate, mentre noi umili mortali cerchiamo di ricaricare le batterie al mare o in montagna dopo un anno di fatiche, scatena la sua fantasia e ci regala colpi di scena a ripetizione degni del miglior Hitchcock.
Uno dei palcoscenici prediletti dagli sceneggiatori di via Vitorchiano è ormai da qualche tempo il campionato Under 19 Eccellenza, il più importante in un panorama giovanile italiano che nei tornei europei di questa estate ha prodotto ottimi risultati, con una medaglia d’oro (Under 20 maschile), due di bronzo (Under 20 femminile e Under 18 maschile), un quarto posto (Under 16 maschile) e due sesti posti (Under 16 e Under 18 femminile). Ci eravamo già occupati di questo campionato l’anno scorso, quando segnalammo, in splendida solitudine (qui), che la Fip aveva contraddetto se stessa ammettendo al campionato 78 squadre invece delle 72 previste dal regolamento varato poche settimane prima: forse, chissà, l’imminenza delle elezioni per il rinnovo delle cariche federali aveva convinto gli uffici della Federazione a concedere qualche strapuntino in più per ingraziarsi potenziali elettori.
Siamo tornati ad occuparci di questo campionato anche quest’anno, quando ci siamo accorti (qui l’articolo) che tra i tanti e dettagliati requisiti previsti per l’ammissione al campionato e per la compilazione del ranking delle squadre mancava… il rispetto delle norme di legge, nella fattispecie l’obbligo di inquadrare allenatori e staff con il contratto di lavoro sportivo previsto dalla Riforma dello Sport entrata in vigore nel 2023. E vabbè…
Sia come sia, sembrava però che quest’anno le cose andassero in maniera più liscia: tra maggio e giugno la Fip aveva pubblicato (qui) un “Manuale per le licenze” con i requisiti per l’iscrizione; il 7 luglio (qui) aveva comunicato l’elenco delle squadre ammesse di diritto, ovvero le formazioni giovanili delle società che militano in A1 e le prime otto classificate delle finali nazionali Under 19 e Under 17 dell’anno precedente; e infine, all’inizio di agosto (qui), era stato pubblicato l’elenco definitivo delle 72 squadre ammesse al campionato, tante quante previste dal regolamento.
Così ci siamo rilassati: quest’anno tutto a posto, tutto in ordine, nessuna sorpresa; e invece, quando meno te lo aspetti, zac! Arriva il graffio dell’artista, la giocata del fuoriclasse, la rabona alla Zidane che spariglia le carte e ti lascia a bocca aperta, colmo di ammirazione e di stupore per chi è riuscito ancora una volta a inventare la giocata che non ti aspettavi.
Cosa è successo? il 1 settembre, con il comunicato n. 93 a firma del segretario generale Maurizio Bertea (qui), la Fip svela la formula del campionato: ci sarà una prima fase, con inizio il 6 ottobre e conclusione il 15 dicembre, al termine della quale le 72 squadre, suddivise in 12 gironi da sei squadre ciascuno, si ridurranno a 48; seguirà una seconda fase, che inizierà a gennaio e si concluderà all’inizio di maggio, nel corso della quale le squadre superstiti verranno suddivise in sei gironi da otto squadre, sino a giungere, dopo gli spareggi del 18 e 19 maggio, alle magnifiche 16 che parteciperanno alle finali nazionali.
Concentriamoci per adesso sulla prima fase: abbiamo 72 squadre, suddivise in 12 gironi; 48 passano il turno, 24 vengono eliminate. Domanda: quante squadre vengono promosse e quante vengono eliminate in ciascun girone? Così risolverebbe il problema un bambino di quarta elementare:
72 squadre divise in 12 gironi, 72:12=6.
Quattro squadre per girone sono promosse, 4X12=48.
Due squadre per girone vengono eliminate, 2X12=24.
Semplice no?
Semplice? Non qui, non nel magico mondo della Fip, i cui uffici hanno partorito quest’anno i “gironi ad assetto variabile”: tra i dodici raggruppamenti infatti ce ne sono alcuni (gironi A, B, C, D, E, I, N) nei quali passano le prime quattro squadre; poi ci sono tre gruppi, diciamo, più uguali degli altri (F, G, H) nei quali passeranno alla seconda fase cinque squadre su sei; e infine ci sono i gruppi meno fortunati: il gruppo L, dove le promozioni sono tre su sei, ma soprattutto i parenti poveri del gruppo M, nel quale soltanto le prime due classificate passeranno il taglio.
Per capire quanto sia paradossale il criterio scelto dagli scienziati del settore giovanile Fip, basti considerare che nei gruppi F, G o H una squadra che al termine della prima fase avrà messo insieme appena due vittorie e otto sconfitte potrà comunque passare il turno, mentre nel gruppo M una squadra con sei vittorie e quattro sconfitte potrebbe essere eliminata.
La domanda che sorge spontanea è: perché questa disparità? A noi, che siamo puri e candidi come gigli di campo, non verrebbe mai in mente di pensare che nei gironi più “facili”, quelli in cui saranno promosse cinque squadre su sei, sono presenti società che si sono spese per il presidente Gianni Petrucci in occasione delle recenti elezioni federali, come la Reyer del vicepresidente vicario Federico Casarin; e men che mai potremmo insinuare che nei due gironi più sfigati, L e M, che promuoveranno rispettivamente tre e due squadre, sono state inserite le squadre del Lazio allo scopo di “punire” il comitato laziale della Fip, che alle elezioni federali dello scorso dicembre ha osato sostenere la candidatura di Guido Valori…
Ma no! La risposta probabilmente sta nel fatto che alla Fip sono dei burloni, amano sorprendere i sudditi, ops scusate, gli associati, con trovate sempre più ardite e fantasiose. E non è detto che sia finita qui: il comunicato del primo settembre infatti rimane piuttosto vago sulla formula della seconda fase del campionato, quella che ridurrà le squadre dalle 48 uscite dalla prima fase alle 16 che parteciperanno alle finali nazionali. Il comunicato dice che le squadre verranno distribuite in due fasce da 24 squadre ciascuna, ciascuna a sua volta suddivisa in tre gironi da 8; da una delle due fasce, denominata Azzurra, usciranno dodici squadre che si qualificheranno direttamente alle finali nazionali, più altre otto che disputeranno gli spareggi con otto squadre provenienti dall’altra fascia, denominata Bianca.
Con quali criteri le squadre uscite dalla prima fase verranno assegnate alla fascia Bianca o Azzurra? Con quali criteri le squadre di ciascuna fascia verranno inserite in uno dei tre gironi? Con quali criteri verranno individuate le sedici squadre, otto per fascia, che parteciperanno agli spareggi per gli ultimi quattro posti disponibili? Non c’è per il momento risposta a tutte queste domande, ma solo il rinvio ad un “apposito comunicato” che sarà emanato chissà quando.
E quindi, stiamo all’erta! La FIP si tiene sul vago, ci lascia nell’incertezza e la ragione è, ne siamo ormai certi, che si prepara all’ennesimo coup de théâtre. Si seguirà il solito, banale criterio del merito sportivo? O si deciderà in base al colore delle maglie? E perché non il sorteggio? E non vogliamo tenere conto di come si sono schierati alle ultime elezioni federali i Comitati regionali di appartenenza? Siamo pronti a tutto…
“Cos’è il Genio? È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione”. Pare che la celebre battuta di Gastone Moschin nel film Amici Miei di Mario Monicelli verrà riportata su una lapide che sarà posta in via Vitorchiano 113 a Roma, all’ingresso della sede della Federazione Italiana Pallacanestro.






