Arbitri e ref cam, la Lega serie A trova lo sponsor: oltre due miloni di euro da una multinazionale cinese. E l’Aia resta all’asciutto

A Firenze arriva il voto del'assemblea dei presidenti di serie A. La nuova tecnologia troverà così una più diffusa applicazione. Prove di finanziamento in vista della Pgmol Italia
La ref-cam utilizzata dagli arbitri di serie A (foto Alex Pantling/Getty Images Europe Afp)

Portatori sani di nuove tecnologie multifunzionali abbinate al calcio o, per meglio scrivere, allo “spettacolo”, gli arbitri italiani adesso diventano anche portatori (indiretti) di entrate economiche per la serie A. Sperimentata nel corso del Mondiale per club in estate e vista (è il caso di dire) in campionato per la prima volta in occasione di Juventus-Inter (chi ha dimenticato il siparietto dei due fratelli Thuram con l’arbitro del derby d’Italia, Colombo?, per non dire delle reazioni interiste nel corso della sfida col Napoli), la body-cam arbitrale subito ribattezzata ref-cam (in Italia è stata la Lega A di basket ad introdurla per le final-eight di Coppa Italia nel 2024, una sperimentazione più o meno simile era stata fatta in serie C ma solo per alcune gare ma con la telecamerina fissata sul petto dell’arbitro) ha trovato adesso anche uno sponsor che consentirà alla Lega serie A di coprire i costi dell’applicazione tecnologica ricavandone anche un’entrata economica nell’ottica di una professionalizzazione arbitrale sempre più decisa e spinta, gestita da un organismo diverso dall’Aia e anche nell’ottica di una fruizione sempre più spettacolare.. perdonate il gioco di parole, per lo spettatore che guarda la partita dallo schermo.

Magari chissà, sono anche le prime prove di ricavi per l’organismo professionistico arbitrale (genericamente definito Pgmol all’italiana) che dalla prossima stagione agonistica ingloberà gli arbitri adesso nella Can A-B che confluiranno così in una struttura che si muoverà sotto l’egida federale e delle due principali leghe calcistiche italiane, distaccandosi così dall’Aia: per tenere in piedi la struttura ci sarà bisogno di nuove (e ingenti) entrate, anche sotto forma di sponsor. Del resto il dado è tratto, il progetto tra Federcalcio e Lega A è stato definito (e praticamente ultimato, per non dire depositato…) e toccherà a Gianluca Rocchi essere il primo Chief Refereeing Officer (direttore tecnico) del sistema professionistico arbitrale tricolore.

Intanto, dopo averne discusso in un’assemblea convocata d’urgenza la scorsa settimana a Milano per valutare i pro e contro dell’offerta, stamattina la Lega di serie A, riunitasi in un’altra assemblea straordinaria svoltasi a Firenze (dove è in corso una due giorni dall’eloquente titolo “Sfide urgenti per il futuro della serie A”) nel ristrutturato teatro Nazionale (ha riaperto le porte dopo 40 anni di buio e 4 anni di lavori, firmati dall’architetto Marco Casamonti che ha curato anche il restyling del Friuli ed è stato l’autore del progetto del “Viola Park”) ha dato il via libera all’accordo per la sponsorizzazione della ref-cam che gli arbitri montano sulla base dell’archetto del microfono. L’accordo di sponsorizzazione pluriennale è stato chiuso sulla base di 2 milioni di euro a stagione, l’accordo siglato con una multinazionale cinese leader mondiale sul mercato degli elettodomestici e di elettronica di consumo che ha una divisione produttiva anche in Italia: sono due i milioni di euro l’anno che entreranno nelle casse della Lega serie A, e non è prevista alcuna royalties nei confronti dell’Aia. Nel dettaglio, l’accordo dovrebbe essere su base triennale: il valore del contratto di sponsorizzazione complessivo è di 10 milioni di euro, una parte servirà a coprire i costi delle ref cam e il netto andrà nei ricavi Nav.

La ref-cam, micro-camera ad alta risoluzione dal peso di soli 6 grammi, continuerà a essere utilizzata nel corso del riscaldamento dell’arbitro, in diretta durante le fasi della gara, e anche per replay dall’alto tasso di spettacolarità. Poiché la ref-cam rientra nell’insieme di telecamere a disposizione della produzione televisiva, sarà regolarmente consegnata come segnale isolato al Var e non solo: quando tutte le dieci gare del turno di campionato saranno a regime, le immagini potranno essere utilizzate anche come supporto dalla Procura federale in casi di prova televisiva/registrazione audio. «Al Mondiale per club si è rivelata un’esperienza interessante per i telespettatori, abbiamo ricevuto commenti molto positivi e ha superato anche le nostre aspettative. Abbiamo avuto la possibilità di vedere ciò che l’arbitro vede sul campo di gioco. E questo non solo a scopo di intrattenimento, ma anche per allenare gli arbitri stessi e spiegare perché qualcosa non fosse stato visto sul campo di gioco»: così Pierluigi Collina, presidente della Commissione arbitrale Fifa. Alla vigilia del suo debutto in campionato (13 settembre scorso per Juventus-Inter) l’introduzione della ref-cam aveva ricevuto invece questo commento da Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega serie A. «L’introduzione della Refcam nel nostro campionato rappresenta non solo un ulteriore passo nel percorso di innovazione che stiamo portando avanti con costanza e determinazione, ma soprattutto fornisce finalmente ai tifosi la reale prospettiva della vista dell’arbitro delle differenti azioni di gioco».

Alle sue dichiarazioni entusiastiche (un po’ meno quelle del sindacato arbitri attraverso le parole del coordinatore Giuseppe Fonisto, «la tecnologia aumenta le responsabilità e le pressioni sugli arbitri, mentre la Figc continua a non riconoscere un adeguato compenso e le giuste tutele economiche. La Federazione trae nuovi introiti senza destinare risorse né all’attività di base né ai giovani arbitri. E poi gli arbitri non sono manodopera a costo zero. Il valore economico generato appartiene agli arbitri e deve restare all’organizzazione arbitrale») erano invece seguite quelle speranzose del presidente dell’Aia Antonio Zappi (che intanto viaggia verso il deferimento della Procura Figc, si è detto però sereno e convinto di essere innocente) che a settembre aveva sottolineato come l’uso della ref-cam sia «un compito ulteriore ed aggiuntivo richiesto ai nostri ragazzi per valorizzare lo spettacolo del calcio con prospettive inedite ed immagini esclusive, al quale noi aderiremo con la consueta disponibilità all’innovazione tecnologica. Auspichiamo tuttavia che presto queste novità possano diventare anche produttive per generare nuove risorse economiche per la crescita e la formazione del movimento arbitrale». Parole e soprattutto auspicio (economico) che adesso risuonano quantomeno beffardi, visto anche l’esaurimento del budget Aia con due mesi d’anticipo rispetto alla chiusura dell’anno (e con tanto di audit sulle spese a cura di funzionari federali), la necessità di incamerare nuove risorse e l’impossibilità di avere royalties dal contratto di sponsorizzazione per la ref-cam.

 

© 2025 Riproduzione riservata

Correlati