Basket e arbitri, la gattopardesca rivoluzione di Petrucci: Lamonica resta il dominus, altro che Cerebuch

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Bisogna leggere con attenzione fra le righe del nuovo organigramma pubblicato sul sito del Comitato italiano arbitri per comprendere se, e quanto, sia davvero cambiata la gestione dei fischietti italiani, formalmente affidata al neo-presidente Guerrino Cerebuch (scelto dopo le rinunce di Roberto Begnis divenuto nel frattempo designatore della serie A), al vice presidente Gabriele Grandini e al consigliere, nonché presidentissimo della Fip Abruzzo, Francesco Di Girolamo. L’ex commissioner plenipotenziario del CIA Luigi Lamonica risulta come il nuovo direttore tecnico con mandato, rectius contratto, biennale. Lamonica sarà anche responsabile della serie A, dunque guiderà i fischietti non solo a livello tecnico-formativo, ma coordinerà anche l’attività e il lavoro degli osservatori, dai cui voti (che torneranno pubblici oppure rimarranno sempre segreti?) dipenderanno le carriere dei direttori di gara (anche se bisogna andare indietro sino al 2019 per annoverare la retrocessione di tre arbitri dalla massima serie per motivi di classifica). E qui salta subito all’occhio un aspetto singolare: fra gli osservatori arbitrali in massima serie figura confermato anche Guerrino Cerebuch, proprio il presidente del CIA che deve sovraintendere sull’operato di Lamonica.

Insomma, Cerebuch il controllore di Lamonica formalmente è, se non un controllato, un semplice collaboratore proprio del direttore tecnico Lamonica, che procederà a designarlo e a valutare il suo operato di osservatore. In attesa di conoscere i criteri di impiego e valutazione dei fischietti, questo particolare del presidente CIA che continuerà a essere un osservatore soltanto (sino a nuovo avviso) in massima serie e sotto la direzione del suo predecessore, alimenta dubbi e sospetti: chi deciderà ad esempio i criteri di impiego e valutazione dei fischietti? Il nuovo CIA del triumvirato Cerebuch-Grandini-Di Girolamo, oppure il direttore tecnico? Gli arbitri conosceranno il loro voto alla fine della gara oppure dovranno attendere la fine della stagione? E, nel concreto, i responsabili della Legadue e della serie B risponderanno del loro operato (designazioni, valutazioni, promozioni e retrocessioni)  al CIA del presidente Cerebuch, oppure al direttore tecnico Lamonica? La sensazione che spira tra i fischietti è che le redini del comando in massima  serie siano saldamente rimaste nelle mani dell’ex commissioner, promosso a pieni voti da Gianni Petrucci (lontani i tempi della polemica sul suo pensionamento, leggi qui), nonostante le polemiche dello scorso campionato e i malumori di tanti presidenti regionali costretti a subire negli ultimi tre anni le nomine di dirigenti e formatori regionali imposte da Roma (o meglio da Capo d’Orlando, città di residenza dell’ex fischietto abruzzese). Sul fronte nazionale delle nomine, hanno formalmente pagato i magri risultati i due fedelissimi di Lamonica: l’ex responsabile della serie A Marco Giansanti è stato “retrocesso” a capo dei fischietti di Legadue, prendendo il posto del veneto Nicola Longo che viene ridimensionato nel ruolo di designatore arbitrale, e l’ex responsabile tecnico Carmelo Morina, sparito dall’organigramma CIA. La guida della serie B torna nelle mani dell’immarcescibile Luciano Tola, che sino all’ultimo aveva sperato di tornare alla presidenza del CIA.

Restano ai margini della formazione arbitrale i due istruttori internazionali Fiba (chissà quanto questo farà piacere alla federazione internazionale): nessun incarico per Sergio Borroni, mentre Roberto Chiari, considerato uno dei migliori, se non il migliore al mondo nella formazione, viene confermato come semplice collaboratore per la terza serie nazionale del romano Matteo Spinelli.

Insomma, la serie B che quest’anno sperimenterà il triplo arbitraggio avrà come capo dei formatori non un ex fischietto di massima serie, ma un ex arbitro della serie B. A questo, si giunge la presenza con mansioni non meglio specificate di supporto di due “vecchi”, Alessandro Teofili (che terminò la sua carriera nazionale da dirigente con una coda polemica, la vicenda trattata da pianetabasket, leggi qui) ed Enrico Pironi: entrambi avrebbero dovuto essere “pensionati” per raggiunti limiti di età, proprio in base al regolamento CIA (scritto da Lamonica) e tutt’ora vigente.

Ultimo ma non ultimo, ecco il ritorno ma soltanto nelle retrovie, del livornese Dino Seghetti: l’ex direttore tecnico del CIA rientra come responsabile dei fischietti della serie B interregionale. Restano fuori dai giochi l’ex capo della Legadue Enrico Sabetta e Carmelo Paternicò, fresco vincitore del “premio Reverberi”, che ha concluso la sua carriera arbitrale in serie A nello scorso anno venendo utilizzato col contagocce dalla coppia Lamonica-Giansanti, pur essendo stato uno dei fischietti di punta dell’Eurolega, tanto da ricevere la designazione per la F4 dello scorso maggio ad Abu Dhabi.

Tante quindi le conferme e le novità che testimoniano da un lato lo strapotere dell’ex commissioner Lamonica, e dall’altro una mera spartizione geografica delle nomine con la Toscana, la Sicilia ed il Triveneto a farla da padrone: Massimiliano Duranti (pisano, ex figlio d’arte, attualmente residente in Lombardia), in quota Toscana assieme a Seghetti, nominato aiuto istruttore in Lega2, Maurizio Pascotto e Alessandro Terreni, in quota Veneto, rispettivamente promossi osservatore in serie A il primo, e ripescato dalla serie D veneta e promosso osservatore in Lega2, il secondo; Giovanni Di Modica ed Alessandro Nicolini, in quota Sicilia: il primo reinserito nella lista degli osservatori e il secondo, arbitro ancora in attività nella massima serie, come istruttore della conference di B interregionale meridionale tornata, dopo le proteste della presidentessa Cristina Correnti, sotto la giurisdizione della Sicilia.

L’ultima volta che la conference venne gestita dalla regione della potentissima presidentessa, il responsabile tecnico degli arbitri fu individuato in Tolga Sahin, anche lui arbitro in attività in serie A e marito della Correnti. Sempre Sahin nella passata stagione ottenne un incaricodi  formatore nazionale dei giovani arbitri del 3vs3. Domanda: un arbitro in attività come fa a trovare il tempo per seguire i giovani fischietti nel fine settimana se lui stesso è impegnato sui campi?

In tema di rinnovi e conferme, si avvicina anche l’assemblea dell’AIAP, il sindacato dei fischietti italiani guidato dal piemontese Denis Quarta, che intanto il 21 luglio scorso ha licenziato un comunicato nel quale si legge: “Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Italiana Arbitri Pallacanestro (…) ringrazia il Commissioner uscente Luigi Lamonica per il lavoro svolto nel suo mandato triennale e si rallegra per la sua permanenza all’interno dei quadri tecnici del CIA”. Peccato che, alla data del comunicato, nessuna nota ufficiale della Federazione era ancora stata diramata sulle conferme e i cambiamenti all’interno degli organi tecnici, nè tantomeno compariva il nome del nuovo presidente CIA. Oltre a ciò, nessun cenno di ringraziamento invece all’ex responsabile e designatore Marco Giansanti, e – naturalmente – neanche un cenno alla vicenda che ha posto fine alla carriera da arbitro internazionale di Manuel Mazzoni che, tra le altre cose, dell’associazione è il vice presidente.

 

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