Il caso serie B approda in Parlamento, il caos sul voto per la presidenza della Lega B irrompe sui banchi di Governo, le manovre, i tempi e le modalità scelte dal (traballante) presidente uscente Mauro Balata vengono portate all’attenzione dei vertici del mondo istituzionale, politico e sportivo ai quali viene chiesto di intervenire, con urgenza, fino ad ipotizzare il commissariamento della Lega serie B perché “producono una mai vista compressione dei diritti democratici di tutti gli associati, producono altresì un potenziale danno agli interessi dello Stato al regolare svolgimento delle competizioni sportive professionistiche”. Sono le ultime righe dell’interrogazione parlamentare che sarà presentata lunedì dai gruppi parlamentari di Forza Italia e Lega, interrogazione rivolta al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e al ministro dello Sport Andrea Abodi, il testo sarà inviato ovviamente anche al presidente del Coni, Giovanni Malagò. L’interrogazione sarà presentata – salvo sorprese e salvo interventi riparatori o dietrofront – ad appena tre giorni dall’assemblea elettiva che l’avvocato sardo, ma ormai di stanza fissa a Roma, Mauro Balata il 22 agosto ha fissato per l’11 e 12 (seconda convocazione) di settembre: all’accelerazione sospetta sui tempi, impressa dal presidente uscente, sono poi seguite altre mosse che hanno ancor di più acceso il clima e gli animi in vista del voto per la poltrona della seconda lega italiana di calcio, quel campionato di serie B che uno slogan coniato dall’attuale management ha ribattezzato come “il campionato degli italiani” e che invece adesso pare diventato – a sentire e registrare i soliti veleni interni – il campionato di Balata e soprattutto il (nuovo) terreno di scontro politico-sportivo, un test per pesare le reciproche forze in vista dell’assemblea straordinaria della Figc (4 novembre) e poi per l’elezione del presidente federale e del consiglio.
Le precedenti puntate sul caso-caos, praticamente ignorate dalla stampa italiana, sono state scritte, raccontate e spiegate (leggi qui e qui) nella scorsa settimana: è il caso quindi di occuparsi della stretta e stringente attualità.
In rottura decisa e prolungata con il presidente federale Gravina, ormai all’indice di intolleranza estrema da parte di molti presidenti di club per il salasso economico subito (tra diritti tv e altre voci, almeno 2,5 milioni di euro in meno per ogni club), asserragliato nelle proprie stanze e circondato (e consigliato) da pochi fedelissimi, dopo aver scansato il pericolo della candidatura di Paolo Bedin grazie a un cavillo contenuto nello Statuto (articolo 11, comma 1) che rende l’attuale dg della Lega Pro incandidabile per appena due mesi (le dimissioni da dg del Vicenza date a novembre 2022), era convinto di poter correre da solo per il terzo mandato di fila: senza avversari e senza l’avversario più temibile (magari una voce gli era arrivata ed ecco dunque spiegata l’insolita accelerazione data: il 22 agosto si decide che il voto vada espresso venti giorni dopo…eppure non esistono motivi di urgenza, l’assemblea elettiva federale è slittata e quella straordinaria è fissata per il 4 novembre) consapevole magari di un’elezione tribolata ma alla fine sicuro di poter ottenere quantomeno una risicata maggioranza.
Sul filo di lana, invece, sono arrivate le candidature (anticipata qui) del manager Vittorio Veltroni e quella a sorpresa dell’ex campione del mondo Beppe Dossena. Sul filo di lana: in tempo utile o fuori tempo massimo? E qui sta il primo nodo. Perché le candidature sono state presentate lunedì 2 settembre, a dieci giorni dall’assemblea elettiva. Lo Statuto della B almeno così prescrive le procedure. Però…Però in realtà quella del 12 settembre è la data della seconda convocazione assembleare, nel comunicato del 22 agosto la prima era stata fissata all’11 settembre. A rigor di logica… Eppure, in questo limbo, sono così precipitate le domande di Veltroni e Dossena: ammissibili oppure no? In realtà, e da sempre, al voto si va nel corso della seconda convocazione, quindi da questo punto di vista in realtà non ci sarebbero dovuti essere tentennamenti o confusione. Eppure per Balata e la schiera di consulenti, il termine ultimo sarebbe stato quello di domenica 1 settembre, come da Statuto, in rapporto alla prima convocazione (11 settembre). Da qui è partita una nuova battaglia: molti club (soprattutto i medio-grandi), già decisi comunque a far saltare il banco, a far mancare il numero legale nelle prime due votazioni, quelle per le quali un candidato ha bisogno dei due/terzi dei voti (dunque almeno 14 voti), hanno infittito i rapporti e i contatti, mentre telefonate, sondaggi e tentativi di moral suasion (anche da parte dei vertici federali) si sono susseguiti per evitare l’ennesima figuraccia per il calcio italiano. “Perché non rimandare il voto e farlo slittare almeno per consentire a tutti i candidati di poter presentare il proprio programma, perché comprimere così i diritti democratici, perché forzare questo evidente conflitto d’interessi?”. Tutte domande suonate e risuonate a vuoto, rimbalzate a peso morto nella stanza del presidente Balata, deciso invece ad andare avanti. Ad ogni costo, a tutti i costi. Una (non) soluzione però è stata trovata: ieri il comunicato 26 della Lega B ha comunicato l’elenco dei candidati all’elezione per la presidenza e poi anche quelli per il consiglio direttivo. Righe come fossero una didascalia. Righe senza una comunicazione ufficiale che sarebbe invece dovuta arrivare ai candidati (almeno a Veltroni e Dossena): “le vostre candidature sono state ammesse, le vostre candidature respinte”. Niente. È come se si fosse lasciata aperta una porta, una possibilità per poi (eventualmente) dire e sostenere: “L’elezione non è valida perché la candidatura è arrivata fuori tempo massimo”. Sarà una malignità o c’è qualcosa di vero? Chissà, di certo c’è che nessun comunicato ufficiale è arrivato. E c’è chi, nei corridoi sempre più avvelenati della serie B, sostiene come questa mossa di Balata – pubblicare l’elenco dei candidati ma senza dare i crismi d’ufficialità: candidatura corretta o no – sia stata un modo per evitare possibili ricorsi e impugnazioni dei candidati non ammessi, ricorsi e impugnazioni che avrebbero dilatato i tempi e congelato così l’atteso momento elettorale che Balata vuole liquidare subito. Una scappatoia (lecita, pare che fosse stato esplorato il caso di affidarsi al giudice sportivo ma il tentativo sarebbe andato miseramente a vuoto) che però resta come spada di Damocle sui destini elettorali e che comunque comprime i diritti dei candidati e la possibilità dei venti club cadetti di fare le proprie scelte, nei tempi e nei modi più giusti e corretti.
A questo nodo, se ne è poi aggiunto un altro. Una mossa che ha ancor di più acceso gli animi, che ha provocato la rivolta di molti club (pare una dozzina) e che ha prodotto la stesura di un’interrogazione parlamentare. E sì perché, sempre ieri (6 settembre), con una nota inviata ai club (prot. 119), la Lega di serie B ha comunicato le modalità di voto per l’assemblea elettiva dell’11-12 settembre. Nella nota viene comunicato come il voto in presenza (ma è possibile farlo anche da remoto) sia stato modificato: i rappresentati delle venti società dovranno esprimersi esclusivamente in modalità telematica. Non solo: due giorni prima del voto (dunque entro il 10 settembre) devono comunicare il nominativo (anche codice fiscale e indirizzo mail) del votante e devono fornire un numero di cellulare a cui verrà inviato con un sms il codice che abiliterà al voto. Possibile? Sì, proprio così. Ma perché annullare il voto con scheda nel segreto dell’urna (nella nota della Lega c’è scritto: “consente di rendere più veloci le operazioni rispetto all’obsoleta procedura cartacea”…), perché non consentire ai rappresentanti dei venti club di esprimere il proprio voto nel segreto dell’urna nelle stanze della Lega B a Milano, perchè rendere palese (palese agli uffici di Lega) l’identità del votante e per giunta con due giorni di anticipo? Una modalità di voto che alcuni club hanno appreso dopo ore, qualcuno addirittura il giorno dopo (oggi): occhi sbalorditi, pensieri sempre più affilati e velenosi. Chi non esegue, e in tempo, le procedure, è fuori dal voto. Imbarazzo, e sconcerto: la procedura di voto telematica, per molte società, non garantisce l’anonimato. E clamore: almeno una dozzina di società hanno deciso di muoversi, trovando sponda nel mondo politico al quale viene chiesto di farsi promotore di una clamorosa e rumorosa iniziativa. Un’interrogazione parlamentare, appunto. È stata approntata e sarà presentata lunedì dai gruppi di Forza Italia e Lega e nella quale si legge, tra l’altro: “…rilevato che, fissata al 12 settembre 2024 l’assemblea elettiva per il rinnovo delle cariche di presidente e di consigliere, ad oggi la stessa Lega B continua ad omettere l’adozione del dovuto Comunicato Ufficiale di approvazione delle candidature… …che tale omissione comporta una gravissima violazione del principio di democrazia interna poiché agli aspiranti candidati non è garantito il diritto di promuovere la propria candidatura prima della celebrazione dell’Assemblea… …la rilevata grave omissione si delinea in un quadro di compressione del diritto democratico che comprende la scelta di far svolgere l’Assemblea elettiva appena pochi giorni dopo la relativa indizione negando tempi e modi di un dibattito aperto tra i candidati, l’adozione di una piattaforma elettronica di voto che richiede l’identificazione, mediante raccolta di dati sensibili, dell’esercitante del diritto di voto addirittura due giorni prima dello svolgimento di detta Assemblea, dati che verranno poi messi a conoscenza di uno dei candidati in virtù del suo ruolo presente configurando un vantaggio illecito nella competizione elettorale, e la mancanza di un momento definito di confronto tra i candidati ammessi e gli associati…”.
L’interrogazione si chiude col botto: “Questa compressione del diritto democratico e questa omissione nella comunicazione ufficiale, stanno a determinare nell’ordinamento sportivo le condizioni per un commissariamento degli organi direttivi della Lega B”. La palla passa dunque alla premier Meloni, al ministro del Mef (Giorgetti) e a quello dello Sport (Abodi) e passa anche al presidente del Coni (Malagò): avranno tempo e modo per intervenire? Davanti all’ennesimo scellerato spettacolo che il calcio italiano sta offrendo, continuano intanto le manovre di Balata (convinto di avere i voti necessari), degli avversari, dei club. Come già anticipato la scorsa settimana, è probabile che nelle prime due votazioni non si raggiunga il quorum: l’assemblea dovrebbe andare deserta e deserte potrebbero andare anche le successive. In caso di prolungata mancanza di numero legale assembleare (pare dopo tre) si potrebbe prefigurare il caso di commissariamento della Lega per mancato funzionamento degli organi. Si arriverà a tal punto? Tutto è possibile. Di certo Balata non ha per ora i 14 voti per farcela nelle prime due (eventuali) votazioni, dalla terza lui o un altro candidato avrebbero bisogno della maggioranza semplice. Balata pare abbia il sostegno dei club più “piccoli”. A leggere le candidature per il consiglio direttivo – Raffaele Fiorella (Sampdoria); Massimo Cellino (Brescia); Andrea Corradino (Spezia); Andrea Langella (Juve Stabia); Federico Merola (Sudtirol); Mauro Michelini (Cittadella); Filippo Piccoli (Mantova) – si intravedono alcune strategie e sponde, considerando pur sempre che Cellino è spirito imprevedibile (di Brescia è il consulente Ghirardi assai vicino a Balata) e che Samp e Spezia si mantengono coperte. Consensi pare comunque li stia raccogliendo Vittorio Veltroni, per il quale pare sia possibile un endorsement (dopo quello di alcuni organi di stampa e chissà se anche di via Allegri…) da parte delle piattaforme televisive come Dazn e Sky che gli riconoscono grandi doti manageriali e nel campo specifico dei diritti televisivi. Di certo i tre club retrocessi dalla A, e club come Bari, Palermo, Cremonese e Pisa, stanno intessendo contatti, hanno trovato nuove adesioni e avrebbero trovato un filo di condotta comune. Spira aria di congelamento e tempesta? Il grande bluff o il grande freddo? Pochi giorni e (forse) sapremo…






