IL PERSONAGGIO

Vanessa Ferrari, l’ultima è una meraviglia

Olimpiadi: a Tokyo la ginnasta trentenne conquista l’argento al corpo libero. Un esercizio d’applausi che ha emozionato l’Italia e le sue rivali
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Vanessa Ferrari

Che importa se questa è stata la tua ultima meraviglia, cosa importa se non ci sarà più una come te che cade, che si spezza e che si rialza mille volte, chi se ne frega se questo è stato il tuo ultimo volo. Il volo di una farfalla. Il più bel volo di una farfalla.
Questa che ha aperto le ali a Tokyo è stata lieve, leggera, leggiadra. Libera, finalmente. Libera dalla sfortuna che le ha spezzato tendini, che l’ha costretta a cinque operazioni. Alle mani, ai piedi: le sue leve, le sue ali. Libera dall’asma, libera dalla cattiveria dei giudici che per due volte l’avevano relegata al quarto posto, a Londra e poi a Rio. Libera dalle paure che un’altra volta le avrebbero spezzato le ali, che le avrebbero frantumato il sogno.
A trenta anni, alla tua quarta Olimpiade, mentre le altre ginnaste hanno la metà dei tuoi anni, mentre le avversarie ti applaudono quando completi l’esercizio, finalmente sorridi. Tu sorridi e noi piangiamo. Voli, volteggi, vibri sulle note di “Con te partirò” e tutta l’Italia è partita, ha volato, ha volteggiato, ha vibrato. Ha palpitato per te. Con te.
Perché ci hai accompagnato per quindici anni. È stato un viaggio lungo, infinito. Hai volato e proprio quando sei caduta sei stata tu a darci la forza. A indicarci il cielo. Mentre ti rompevi, quando ripartivi. Mentre piangevi, quando ti asciugavi le lacrime.
Adesso vola, via. Libera, leggera. Sei d’argento. Sei una farfalla immortale. Sei infrangibile. Sei proprio tu, Vanessa Ferrari. Tu te ne vai. A noi lasci le vertigini.

© 2021 riproduzione riservata

condividi

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp

Altre storie