L'INTERVISTA

Toni: «Salernitana, con Ribery metti il turbo»

Compagni al Bayern e amici inseparabili. L’ex attaccante rivela: Salerno è la piazza giusta, Franck all’Arechi si esalterà. La società ha fatto il miglior colpo della A
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Luca Toni e Frank Ribery ai tempi del Bayern Monaco

Segnavano e sorridevano. Straripavano sul prato, stupivano fuori. Incantavano e trascinavano. Luca e Frank. “Frate e Mon Frere”. Luca Toni e Frank Ribery. Un binomio calcistico spettacolare, un pallone per due e un’amicizia vera che si conserva da anni. Arrivarono insieme al Bayern Monaco, presentati nello stesso giorno da un club che cercava il riscatto. Era il giugno del 2007. Tre anni insieme, nella prima stagione il modenese Toni capocannoniere della Bundesliga grazie anche agli assist del francese. Vittorie e trofei, immagini che non si dimenticano. Inseparabili dentro e fuori dal campo. Il loro video all’Allianz Arena dopo l’allenamento è ancora oggi virale: palleggiano, calciano in porta dagli spalti, si divertono. E se ne vanno cantando “Luca Toni, Franck Ribéry…”.

Tre anni in Baviera, poi le strade calcistiche si sarebbero separate eppure quell’amicizia sarebbe rimasta. Inossidabile. Come la tempra di questi due campioni. Innamorati del pallone, professionisti a tutto tondo. Sempre alla ricerca di sfide e nuovi traguardi. A 36 anni Luca Toni scelse la provincia italiana, scelse il Verona che trascinò segnando venti gol. A 38 Frank Ribery ha scelto una neopromossa, la Salernitana. Le ragioni del cuore e del perché: chi meglio di Luca Toni potrebbe spiegare. «Gioco fin quando mi diverto, fin quando sento l’adrenalina, fin quando so di potermi migliorare e dare una mano ai compagni. Così ho sempre pensato io, così ha sempre pensato Frank. È l’amore per il proprio lavoro, è l’amore per il calcio. Lui poteva scegliere altre soluzioni, prendere molti più soldi. Non cercava questo. Se un giocatore come me ai tempi del Verona o come lui ora, va in piazza nuova dove deve dimostrare – perché non è come al Bayern dove magari in dieci anni può capitare l’annata storta – significa che ha la voglia e la convinzione di far bene. Quando si ha la fortuna di avere un campione che vuole mettersi ancora in gioco è tanta roba. E poi, ragazzi, noi stiamo parlando di Frank Ribery». 

Ribery ha scelto la Salernitana: sorpreso, spiazzato, oppure?

La Salernitana ha fatto un gran colpo davvero, per una neopromossa poi direi straordinario. Mi vien da dire il migliore di questo mercato dell’intera serie A. Frank lo conosco come pochi: è un campione, ha voglia di far bene, di giocare, di divertire e divertirsi. La Salernitana ha fatto breccia nel suo cuore, è stata bravissima. Ha saputo corteggiarlo nella maniera giusta, Frank non aspettava altro. Anche negli ultimi giorni c’eravamo sentiti spesso, ero sicuro che volesse continuare. Ha scelto una piazza importante, molto calorosa: una piazza che gli dà stimoli. Salerno è la piazza giusta per Frank. E il discorso vale anche al contrario.

Accolto all’Arechi da quasi diecimila tifosi.

Glielo avevo detto. All’Arechi ci ho giocato, è uno stadio di pallone, è uno stadio che respira calcio, è un posto che fa tremare ed emozionare, è un campo che ti stimola. Quale miglior scenario per uno come Frank? Si esalterà ed esalterà. Sarà la spinta non solo per la squadra – per Simy e Bonazzoli sarà una festa, un invito continuo a far gol perchè a Frank piace più regalare assist che segnare – ma per tutto il gruppo. Una guida dello e nello spogliatoio. Una spinta incredibile anche per l’ambiente. Frank è un fuoriclasse, non è solo come giocatore. Stop.

L’ha sentito?

Sì. Ho alcuni amici di Salerno che mi hanno chiamato per dirmi subito: Luca mandalo da noi, facci chiamare. L’ho sentito, è molto carico. Gli piacciono gli ambienti caldi, ha voglia di dimostrare non solo a Salerno ma a tutta la serie A che non è un giocatore finito come invece qualcuno ha detto e scritto. Secondo me non lo conoscono bene… Frank è uno che fa la differenza.

Buffon ha detto: non c’è in A un giocatore della sua cifra tecnica. Concorda?

Parliamo di un giocatore che stava per vincere – e che avrebbe meritato di vincere – il “Pallone d’oro” nell’anno del triplete con il Bayern Monaco. Molti forse non si rendono conto di quali giocatori ci sono in A e di chi sia e cosa sia Ribery. Ha visto Ibra come ha rivoltato il Milan? Preferisco a volte giocare con un “vecchietto” che fa la differenza piuttosto che con altri calciatori molto più giovani…

I cavalli si vedono all’arrivo: a 38 anni non si resta a questi livelli se non si è professionisti, oltre che campioni col pallone tra piedi.

È così. Anche in questo Frank potrà indicare la strada a chi conviverà nello spogliatoio. Un esempio, un ragazzo al quale auguro le migliori fortune. E non solo perché è un amico. Se lo merita. E auguro il meglio alla Salernitana perché è stata brava a prenderlo, perché ha dietro una piazza che vive per il calcio. E il calcio, signori, è Frank Ribery.

Verrà a trovarlo?

Sì, è stata la prima cosa che mi ha chiesto quando gli ho telefonato: Luca, quando vieni? Verrò a trovarlo, e verrò a vedere qualche partita all’Arechi.

Magari a breve contro il Verona? È vero che un paio di settimane fa gli aveva consigliato gli scaligeri?

Mi aveva chiesto informazioni su alcune piazze, io che nel Verona ci ho giocato gli avevo detto quello che pensavo. Anche Verona è una piazza calda, un posto dove avrebbe potuto far bene e dove trovare grande trasporto. Secondo me il Verona ha compiuto un grande errore nel non affondare i colpi. Brava invece, anzi bravissima la Salernitana a riuscirci.

Le aveva chiesto anche di Salerno e della Salernitana?

Sì. A Salerno ci sono stato da avversario. Gli ho detto che avrebbe trovato tutto quello che cercava e desiderava, ciò che fa scattare la molla: calore, ambiente, città innamorata della propria squadra e uno stadio che fa venire i brividi. È proprio il suo habitat. Lui cerca la bolgia, si esalta quando ha lo stadio per sè. Certo, si vedrà a fine stagione il risultato. Sinceramente però di giocatori come Ribery che saltano l’uomo non ne vedo tanti in A.

Cosa potrà dare alla Salernitana, e cosa ricevere?

Sicuramente la sua esperienza, la sua personalità perché la Salernitana è una squadra piena di giovani o di calciatori che non hanno mai fatto tanta serie A. È una squadra che lotterà per non retrocedere e dunque in alcuni momenti il pallone scotterà: Frank in quei momenti si farà dare il pallone. Sarà il punto di riferimento per tutti i suoi compagni. In campo non sarà facile, ha sempre giocato a livelli altissimi: magari non riceverà sempre bene e pulito il pallone, con i tempi giusti come gli capitava al Bayern o altrove, però a Salerno è venuto con la mentalità giusta, è consapevole di tutto, è convinto di farcela. Mi ha detto: Luca, vincerò anche questa guerra. Io non ho dubbi. Ce la farà. Ricevere? Lui ha bisogno di grande affetto.

Lei è tra i migliori amici di Ribery. Umanamente e non calcisticamente, come lo descriverebbe?

Se devo andare in guerra il primo che porto è Frank. Leale, coraggioso, combattivo. Ci mette sempre la faccia, non ha paura di nulla. Uno su cui fare affidamento. I ragazzi della Salernitana lo capiranno presto, se non lo hanno già capito…

Dove lo sistemerebbe in campo?

Toccherà a Castori valutare e scegliere dando il giusto equilibrio alla squadra. È un giocatore straordinario ma è chiaro che non ha più l’età per fare tutta la fascia in una partita intera. Ne parlerà con l’allenatore, spetterà a loro due scegliere la soluzione migliore: Castori è un tecnico saggio, saprà stabilire il giusto dialogo con Frank che non è uno di quelli che fa pesare il proprio status. Si mette sempre a disposizione, per il bene del gruppo. Per una squadra che deve salvarsi, averlo costituisce un privilegio. È un fattore in più.

C’è un giorno che ricorda più di altri di quei tre anni insieme al Bayern Monaco?

Impossibile dirne solo uno. In quei tre anni ho vissuto più con Frank che con la mia fidanzata. Giocavamo ogni tre giorni. Stavamo sempre in ritiro ma anche nel tempo libero ci frequentavamo. La nostra amicizia è nata subito, una scintilla ancora accesa. Ci siamo divertiti in campo e fuori, siamo sempre rimasti in contatto anche quando per problemi con Van Gaal ho dovuto lasciare Monaco. Non ci siamo mai persi di vista. Ho pochi amici nel calcio, Frank è uno di questi.

Gli ha insegnato anche il dialetto modenese.

Per forza. Naturale. Vedrete che imparerà presto anche il napoletano.

C’è un assist più che un suo gol che ricorda?

E come si fa? Frank ama mandare in porta il compagno, è la giocata che più gli piace. Me ne ha regalati tanti. Se al Bayern ho segnato tanto è grazie a lui. Prima di ogni partita gli dicevo: Frank, tu col pallone fai quel che vuoi, che tanto poi ci troviamo in area…Bum, bum, bum. Non si finiva mai.

Scatenati in campo, scatenati fuori. Il gavettone a Kahn, ad esempio.

Mamma mia ragazzi, che figata. Oliver era la figura iconica del Bayern. Tutti avevano paura di lui. Un giorno io e Frank  decidemmo di fargli fare un bel bagno. Quando gli piombò addosso il gavettone si arrabbiò. Poi però scoppiammo tutti a ridere. Persino lui.

Quel video del 2008, quello nel quale lei e Ribery vi sfidate e vi prendete in giro giocando sulla rivalità tra Francia e Italia post Mondiali, resta uno spettacolo tra i più visti. Un magnifico spot per il calcio e non solo. Divertente, leggero, ironico. Come nacque l’idea?

Ci dissero: andate e improvvisate, fate quello che volete, quello che vi viene di fare. Tutto al naturale, tutto spontaneo: solo che appena ci guardavamo negli occhi ci scappava da ridere. Noi ci siamo divertiti tanto, come sempre.   

Ribery non beve e non fuma. Ha un vizio?

Bah, non so. So però che è uno dei giocatori più altruisti che abbia mai conosciuto o visto. È sempre attorniato da tante persone, vuol far star bene e accontentare tutti. Anche nello spogliatoio. Quando vedeva un compagno un po’ giù era sempre il primo a rincuorarlo, a spronarlo, a consigliarlo.

C’è un piatto italiano che lo fa impazzire?

Fategli spaghetti al pomodoro con un po’ di carne perchè li mangia assieme. Servitegli e vedrete: caccerà il turbo.

Con Ribery la Salernitana si mette al pari delle altre rivali per la salvezza?

La Salernitana ha fatto una buona campagna acquisti in avanti. Simy e Bonazzoli sono attaccanti bravi, vedono la porta e da Frank potranno ricevere soltanto un’ulteriore spinta. Bisognerà vedere come reggerà dal punto di vista difensivo. Sarà fondamentale. Come sarà importante dar bene la palla a Ribery. Se lo accendi con i tempi adatti e la pulizia giusta, ci penserà lui.

© 2021 riproduzione riservata

condividi

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp

Altre storie