Serie B: da Sampdoria a Salernitana, il destino anche nei piedi del Sassuolo di Carnevali…

La festa del Sassuolo promosso in A

In quest’immagine c’è la strameritata esultanza del Sassuolo che, sul palco allestito sul prato del Mapei Stadium, appena tre giorni fa, ha alzato al cielo la Coppa di Lega serie B (alla cerimonia c’era anche Paolo Bedin, presidente di Lega B) quale vincitrice (dominatrice) del campionato. Un campionato – bisogna riconoscerlo – che ha stracciato, mostrando una qualità e una potenza di fuoco capaci di disintegrare qualsiasi avversario e meritando così di tornare, appena un anno dopo, in serie A, lì dove negli anni scorsi aveva raggiunto livelli straordinari (il Sassuolo ha anche partecipato all’Europa League), grazie sì ad una proprietà danarosa ma soprattutto alla lungimiranza (l’acquisto dello stadio spiega bene) e alla competenza dello staff dirigenziale oltre che di quello tecnico.

In quest’immagine ci sono i sorrisi e la gioia di un gruppo che si gode il meritato trionfo al termine di una stagione nella quale non ha mai staccato il piede dall’acceleratore e che, dopo un avvio stentato e pur variando giocatori (talune “riserve” sarebbero titolari anche in A), ha mostrato una superiorità schiacciante onorando il campionato sin quasi fino in fondo, sino a sfiorare il record assoluto di punti in un torneo a 20 squadre con 3 punti a vittoria.

In quest’immagine ci sono i sorrisi e la gioia (giustamente) per nulla scalfite dall’inciampo contro il Catanzaro (secondo ko interno stagionale), perché ci sta di arrivare leggermente scarichi e ci sta pure scivolare contro un avversario (non proprio una cenerentola) che sta lottando per un traguardo importante. Ma non è questo il particolare più importante.

Perché in quest’immagine si nota lo sguardo dei calciatori mentre l’amministratore delegato e direttore generale del club alza la Coppa al cielo. È Giovanni Carnevali, ha 65 anni, e dal 2013 è il deus ex machina del club neroverde. Milanese, grande amico di Adriano Galliani e testimone di nozze di Beppe Marotta, negli anni s’è fatto strada nel calcio tricolore dimostrando lungimiranti capacità manageriali e nell’intessere efficaci rapporti, meritandosi così stima, fama e luci della ribalta. Luci per nulla offuscate da quella (odiosa) etichetta che a turno, masse tifose di alcuni grandi club in A, gli hanno appiccicato: il Sassuolo? No, “lo Scansuolo…”.

Aveva un negozio di elettrodomestici a Milano, Giovanni Carnevali che poi, (quasi) dal nulla, avrebbe creato “Master Group sport” intuendo un filone inestimabile di possibilità, e ricavi, nel mondo dello sport (e del calcio, soprattutto).

In questa foto c’è dunque l’amministratore delegato (e direttore generale) del Sassuolo che alza la Coppa al cielo ma c’è anche l’amministratore delegato (e plenipotenziario) di Master Group Sport, società che si occupa (anche) del marketing del Sassuolo. Dunque, si può solo immaginare la legittima soddisfazione di Giovanni Carnevali che intasca annualmente un lauto stipendio dal Sassuolo perché ne è ad e dg, e poi intasca un cospicuo assegno per la sua società (Master Group Sport) per le attività svolte con il Sassuolo che sempre lui dirige.

Ma non solo. Come noto, Master Group Sport negli anni è diventata partner del Coni, della Federcalcio, della Lega serie A, della Lega di serie B (si occupava di organizzare le cerimonie di premiazione, tra l’altro), di altre federazioni (e società) sportive, tra cui anche la Fip di Gianni Petrucci (incidentalmente, forse, ancora vice-presidente esecutivo della Salernitana…): della Federbasket è infatti l’advisor commerciale, così come dimostra il contratto. E ancora: Carnevali è consigliere federale in quota serie B mentre Master Group Sport ha vinto la gara per gli allestimenti delle gare delle Nazionali di calcio italiane.

Sbrigativamente dunque, si potrebbe dire che – almeno dando un’occhiata leggermente più approfondita alla foto – nell’immagine c’è un uomo che è come se fosse una sorta di “padrone del vapore”.

Padrone del vapore, pardon: del campionato, lo è stato il Sassuolo, arrivato ora all’ultima curva. Lo sarà anche sul rettilineo (alle ore 22.30 o giù di lì, di domani..) o invece terminerà la corsa con un inaspettato testacoda? Sarà fino in fondo il Sassuolo che è stato per 37 partite, o finirà con il ritrovarsi addosso l’etichetta di qualche club o gruppo di tifosi (“Scansuolo”) anche in serie B?

E già, perché è vero, il destino a volte è cinico e baro, ma il destino mette sempre l’animo e la coscienza di ognuno davanti al giudizio della storia. E, davanti al Sassuolo di Giovanni Carnevali, ballano i destini e le speranze di una serie di club e centinaia di migliaia di tifosi, tutti coinvolti (e ansimanti) nella lotta per non retrocedere: Brescia, Sampdoria, Frosinone, Salernitana, Cittadella.

Quattro di questi cinque club tenderanno l’occhio e l’orecchio anche al Mapei, mentre un altro sarà proprio lì, su quel prato. E sì, perché se non ci fosse stato il rinvio di campionato e lo slittamento all’ultima giornata, questa 34esima giornata si sarebbe disputata venti giorni fa. E invece si disputa domani, e farà da sipario. E come finale, ecco servita la sfida (poi dici, il destino…) tra il Sassuolo e il Frosinone. Il Frosinone del direttore generale Angelozzi, che al Sassuolo di Carnevali e con Carnevali, ci ha lavorato tre anni (2015-2018), quel Guido Angelozzi che a Frosinone nel 2021 volle Fabio Grosso come allenatore e col quale, due anni fa, festeggiava la promozione in A dei ciociari. Due anni dopo Grosso festeggia un’altra promozione in serie A (stavolta col Sassuolo) e domani sera sul prato di casa (pardon, dello stadio) incrocerà gli occhi, le speranze e le ansie del ventenne figlio Filippo, un vero talento che gioca nella Primavera del Frosinone e che però proprio venerdì scorso (poi dici, il destino e i casi della vita…) il tecnico Paolo Bianco ha fatto esordire a Palermo in prima squadra e che dunque sarà ragionevolmente in panchina, pronto a scendere in campo se Bianco vorrà.

E proprio Paolo Bianco si giocherà la salvezza in uno stadio che conosce benissimo, perché lui nel Sassuolo di Carnevali ci ha giocato e parecchio (2010-2015), finendo da autentica bandiera; tanto da diventare poi vice-tecnico della Primavera neroverde (messo lì da Angelozzi) e poi ancora come collaboratore tecnico (di De Zerbi) in un altro Sassuolo, ma sempre targato Carnevali. L’ad che con Angelozzi, due anni fa, chiuse l’operazione Boloca, passato dal Frosinone al Sassuolo per 7 milioni di euro. Una linea di mercato sempre aperta tra i due club, visti i recentissimi trascorsi in maglia ciociara ad esempio di Moro, Mulattieri, Mazzitelli e Bonifazi. Tutti calciatori adesso del Sassuolo. Padrone del vapore (pardon, del campionato) e adesso anche padrone dei destini altrui. Lo sarà sino in fondo?

Sarebbe interessante chiederlo all’ad del club che è stato il padrone del campionato (e anche all’ad della società che, come partner della Lega B, si occupava delle cerimonie di serie B…)…

 

 

 

 

 

 

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