Salernitana, il casting e Nicola: il film da Oscar di Iervolino

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Casting, cesoia, frustata, focus, fantomatica, globo, inaudita, pini marini, polvere di stelle.

Sono solo alcune tra le migliaia di parole pronunciate ieri (18 gennaio 2023, ore 16 circa) dal presidente della Salernitana Danilo Iervolino. Quaranta minuti di un ridondante (a tratti) e ciabattato (a tratti) eloquio, sciorinato per «dare un messaggio all’insegna di chiarezza e trasparenza» che spiegasse e motivasse alla città e ai tifosi il reintegro, dopo due giorni di casting, dell’esonerato e non sostituito ma anzi richiamato Davide Nicola, allenatore di una squadra «scarica in muscoli, personalità e concentrazione, che perde tutti i duelli, che non cerca profondità, che esprime un gioco raffazzonato, che deve correre di più e che deve ritrovarsi, che ha preso un’imbarcata».

L’allenatore Davide Nicola «che era stato sfiduciato ma che però ora ha riottenuto la fiducia: avevamo già pensato alla sostituzione, avevamo tracciato l’identikit del nuovo tecnico, io e il ds avevamo avviato dei colloqui, il nome di chi stava per firmare non è finito sui giornali, ma è giusto che Nicola abbia un’altra chance per il bene… (avvertenze: qui si prega il lettore di leggere, rileggere e respirare profondamente)… della società».

Una nuova concessione di fiducia all’allenatore anche perché, teatralmente sulla scena di questa commedia con spruzzi (ondate, secchiate) di elementi da tragedia greca, sarebbero comparsi nelle quarantotto ore di destini fragilmente sospesi le figure di Hermes (De Sanctis) e di Afrodite (Nicola). «Io e il mister ci siamo sentiti, tramite il ds mi è arrivato il messaggio del mister. È stato lui a portare il messaggio, spendendo parole positive per l’allenatore. E l’allenatore mi ha detto cose importanti sulla città, sull’affetto che ha per me e per i tifosi, ha ammesso i suoi errori».

Di nuovo al timone dunque il perdonato Nicola anche perché, a 48 ore (15 gennaio, ore 19.50) dall’imbarcata di Bergamo ma se avessimo perso 3-0 non l’avrei esonerato») e dopo il comunicato ufficiale di esonero (16 gennaio, ore 10.52) «mi faceva piacere sentire il pensiero della squadra: il calcio deve evolversi e volevo sentire il parere dei calciatori su una scelta inusuale, atipica», gli stessi calciatori che come squadra a Bergamo «avevano manifestato la mancanza di non giocare a calcio: senza gambe, senza spirito agonistico, senza percezione del pericolo».

Un parere su Nicola chiesto quindi agli stessi calciatori (17 gennaio, ore 23 circa, a consulto la metà del gruppo), quelli che, «parlo in generale e non della Salernitana, i cui contratti se potessero essere risolti si farebbero altre scelte… sono loro in fondo i primi responsabili, quelli che vanno in campo».

In campo di nuovo tutti insieme, appassionatamente ma con un invito accorato rivolto all’esterno («perché all’interno stiamo lavorando per ricostruire un equilibrio interno e dare intensità»): «Spero che sui social i tifosi possano abbassare i toni di scontro, mi auguro che con le mie parole i tifosi si sentano meno disorientati e confusi», in attesa che il calendario «si normalizzi, ora ci sono Napoli, Lecce e Juventus, poi avremo un calendario ragionevolmente più tranquillo». E infine un’amara considerazione di vita («le persone ti mancano quando le perdi..») chissà a chi riferita.Di certo non a De Sanctis ad esempio: lui non l’ha perso nè se n’è andato, anche lui resta (per ora) al proprio posto.

Molto più tranquillamente – sempre più compresso nel proprio ruolo e nelle mansioni devo difenderlo di più», ha promesso il presidente) – proprio il ds Morgan De Sanctis qualche ora prima (18 gennaio, ore 12.28) aveva affidato all’ufficio comunicazione del club 76 parole da aggiungere al copione, come fosse la sceneggiatura di un film. Un messaggio assai più stringato rispetto a quello del datore di lavoro per «esprimere la mia più profonda soddisfazione per il rientro del mister alla guida della squadra. La direzione sportiva come ha sempre fatto, continuerà ad affiancare l’area tecnica dando tutto il supporto necessario per rendere la Salernitana più forte e competitiva…», nota poi chiusa da un solenne auspicio rivolto a città e tifosi.

Alla città e ai tifosi s’era accoratamente rivolto qualche minuto prima (18 gennaio, ore 11.30) anche Davide Nicola. 370 parole affidate ad un messaggio social con tanto di simil epigrafe “Vi racconto la verità”. Trecentosettanta parole, duemila e trecento caratteri circa compresi gli spazi, nei quali però il pallone non avrebbe fatto nemmeno capolino. Nemmeno per un rigo. Niente moduli, soluzioni, schemi, giocatori. Nulla.

Prima la cenere cosparsa sul proprio capo («ho fatto mea culpa dei miei errori, sono mie le responsabilità, ho chiesto io con tutte le mie forze al presidente di rivedere il provvedimento di esonero») e poi l’elogio del capo, «di cose straordinarie al presidente già gliene ho viste realizzare tante. Dalla sua prodigiosa impresa nel mondo della formazione, ai suoi sorprendenti progetti nel campo dell’editoria fino agli stravolgimenti in pochi mesi anche del mondo calcio: Ora ripartiamo insieme, tutti, e raccontiamo un’altra straordinaria storia di calcio».

Casting, cesoia, frustata, focus, fantomatica, globo, inaudita, pini marini, polvere di stelle: sono alcune delle parole pronunciate nei 44 minuti di eloquio chiarificatore da Iervolino dopo un ottovolante da centrifuga: 8 gol presi a Bergamo, 8 (e più) allenatori tra i sondati e quelli offertisi, solo uno (Semplici) ad accettare sei mesi di contratto senza clausole, penali e vincoli futuri, la chiamata-reintegro di Nicola che se si fosse rifiutato avrebbe lasciato lì il contratto in essere e una domanda che balla nella testa (chi accetterà e cosa chiederà un eventuale nuovo tecnico se dopo la normalizzazione del calendario non arriveranno i risultati?). Magari l’editore-scrittore Danilo Iervolino – magari chissà, con l’aiuto dell’amico e produttore Aurelio De Laurentiis – affiderà il copione di questo nuovo film al regista Paolo Sorrentino.

“L’Uomo in più”, “Le conseguenze dell’amore”, “L’amico di famiglia”, “This must be the place”, “Loro”, “La grande bellezza”, “È stata la mano di Dio”, “Il Divo”: in fondo nella filmografia del regista Premio Oscar compaiono già abbondanti spunti da cui trarne un nuovo kolossal.

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