Salernitana, Iervolino tra Pinamonti e Mertens. Una coppia d’assi e un segnale alla piazza

Punta sul colpo in attacco. Deluso dall’andamento della campagna abbonamenti, vuol dimostrare che il club ha grandi ambizioni. Piatek dietro l’italiano, Djuricic bloccato in attesa del belga
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Andrea Pinamonti. È lì, è da sempre il nome in cima alla lista (pare ce ne siano tre, qualcuna ad uso e consumo esterno, qualcuna invece leggermente più riservata) degli attaccanti che la Salernitana vorrebbe regalarsi e mettere a disposizione di Nicola. È il centravanti ideale, per una serie di motivi: il primo è perché è forte, il secondo perché è giovane, il terzo perché è italiano, il quarto è perché con Bonazzoli (stasera pernotto al Cavalieri, domani visite a Villa Stuart) potrebbe fare un tandem che persino il ct Mancini potrebbe ammirare pensando alla nazionale che verrà. Come il nome dell’agenzia che l’assiste – la One del defunto Mino Raiola – Pinamonti è il One (sarebbe più corretto dire, The First) nella lista granata. Per scelta o per necessità, Danilo Iervolino vuole il colpo in attacco, pur se l’organico necessiterebbe di innesti in difesa (Radovanovic si trascina noie muscolari, potrebbe essere interessato il soleo, Gyomber è in lenta ripresa, Lovato è infortunato, il rischio di un lungo stop è concreto ma si spera di scongiurarlo dopo un nuovo esame diagnostico in programma nel fine settimana) e in mediana, dove insieme ai due Coulibaly c’è il sapiente metronomo norvegese Bohinen.

Il centravanti come primo obiettivo da centrare, magari anche per dare un segnale alla piazza: all’imprenditore di Palma Campania l’hanno detto che il ballo delle punte è di solito il più lungo del mercato e che il bello delle punte arriva solo quando sta per scoccare il gong. Iervolino l’ha anche compreso, ma non desiste. Anzi, insiste. Specie adesso. Perché, al di là dell’impeccabile forma oratoria, lo descrivono (ieri era ancora in rada ad Acciaroli) un po’ infastidito, come stizzito, di sicuro sorpreso e deluso dall’andamento della campagna abbonamenti (quota seimila, media di 100 al giorno da oltre una settimana, a rilento anche la prevendita appena partita però per il triangolare del 30 luglio): si aspettava molto di più e adesso pare mosso come da un moto di rivincita e rivalsa. Insomma, per dire ma senza nemmeno risentimento: adesso vi faccio vedere io di cosa sono capace, non avete avuto fiducia in me e io vi dimostro di cosa sono capace di fare.

E così ecco che (di nuovo) è tornato d’attualità l’assalto all’ex centravanti dell’Empoli che ha un contratto con l’Inter sino al 2024 e uno stipendio da oltre due milioni d’euro. Nessun problema di cifre, la Salernitana l’ha detto all’Inter, disposta a pareggiare la domanda sul prezzo di cessione. Venti milioni. Il nodo resta principalmente un altro: al momento Pinamonti della Salernitana non vuol saperne. Aspettava e si aspetta ancora che l’Atalanta si faccia sotto, magari attende un nuovo squillo dal Sassuolo che ha ceduto Scamacca, poi ci sarebbe l’immancabile Monza e forse ha inteso che il Torino potrebbe magari rifarci un pensierino: in fondo Cairo ha intascato un bel gruzzoletto dalla cessione di Bremer alla Juve ma deve pur sempre stare attento alle finanze personali, visto che deve ricomprarsi lo stabile di via Solferino.

A proposito di carta. Piatek sarebbe il secondo nome, è la seconda (ma il profilo è alto) scelta granata nell’agenda granata ma solo perché davanti ha Pinamonti. Il procuratore Gabriele Giuffrida – lo stesso che ha in procura Nicola, Gagliolo e Djuricic e che “controlla” Simy – ha ascoltato il ds De Sanctis e ha spianato la strada per un accordo con l’Herta Berlino. L’interesse del Borussia Dortmund è reale, oppure è solo un annesso infilato per accelerare l’accordo? Intanto a Giuffrida la Salernitana l’ha detto: noi vogliamo Piatek ma aspettiamo di capire cosa decide Pinamonti, perché il club granata pare che l’italiano voglia aspettarlo sino in fondo, sino a quando non dovesse firmare per un altro club. Se proprio Pinamonti calasse la saracinesca, allora toccherebbe al polacco. Nel guado resta Neal Maupay, che al Brighton ha detto di volar andar via ma economicamente le distanze dei due club tra domanda e offerta restano notevoli.

Non ci sarebbe che da mettersi solo davanti ad un tavolo invece per sigillare il matrimonio tra la Salernitana e Dries Mertens. Il belga è il beniamino di Napoli, gol a grappoli e colpi imprevedibili hanno fatto innamorare tutti i tifosi del Napoli, compreso l’avvocato Fimmanò che già settimane fa aveva suggerito all’amico Iervolino (anche l’imprenditore di Palma Campania qualche volta al San Paolo ha ammirato e applaudito il belga) di fiondarsi su Mertens per dare scacco matto sul mercato e un segnale prepotente alla piazza e al calcio italiano. Il pensiero non se n’è mai andato, anzi è tornato a far prepotentemente capolino proprio nel momento in cui le distanze tra il club granata e Djuricic si sono praticamente azzerate (triennale oltre l’1,5 milioni di euro più un anno di opzione): il serbo sarebbe infatti il secondo nome nella lista dei “fantasisti” (capaci di giocare dietro le punte ma pure di affiancarne una) segnati in agenda. Djuricic è virtualmente granata: sostanzialmente bloccato in attesa di un segnale da Mertens per il quale il club granata non dispera di convincere. È più di una semplice suggestione, insomma. Il terzo nome della lista è invece quello di Verdi ma il primo resta Mertens che ha ascoltato anche la proposta granata. Lui vuol giocare, pensava all’estero ma non ha ancora rinunciato all’Italia, cerca un posto dove poter giocare con continuità per strappare una convocazione al Mondiale e dire a De Laurentiis: hai visto cosa ti sei perso? Per garantirgli i 3 milioni netti a stagione (più bonus) la Salernitana però deve prima liberarsi degli ingaggi di Simy e Mikael: messi insieme fanno oltre 2,3 netti l’anno. La Salernitana aspetta Mertens e intanto tiene in frigo Djuricic.

Sistemato l’attacco, dovrebbe poi completare centrocampo e difesa, difesa per la quale non ha ancora smesso di pensare ad Okoli. Sempre dall’Atalanta aspetta poi il ritorno in prestito dell’eclettico Zortea mentre si contano solo i giorni dal sì della Juve (che vorrebbe reinserire Kastanos) per l’under Rovella. Adesso però tutti i pensieri sono concentrati sull’attacco.

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