Il Monza va al casinò di Lugano e la B rischia un altro casino

Galliani caustico: «Valuteremo, non è il massimo». Le norme e le ordinanze in vigore per i rientri dalla Svizzera. La palla all’Asl brianzola, a Figc e Lega
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Sabato all’Arechi ci sarà anche l’occhio della Var, sebbene off-line: il Project leader Var della B Gianluca Rocchi non ha avuto dubbi nella scelta della partita dell’imminente turno di serie B. Non albergano dubbi nemmeno nel pensiero di Nicola Rizzoli, il designatore della Can: sabato fischierà un arbitro internazionale, supportato da due assistenti di linea di comprovata esperienza. Salernitana-Monza è sfida delicata, decisiva: serviranno mille occhi, ogni particolare potrà risultare decisivo. Meglio evitare casini, avranno pensato.

Meglio passare mezza giornata al casinò, tra l’ebrezza di una slot machine e una puntata alla roulette: al solito vigili, agli occhi dell’amministratore delegato brianzolo Adriano Galliani è sfuggita la trasferta pomeridiana di otto giocatori, tra cui pare Boateng e Bellusci. Stoppato il campionato per due turni, saltato il sabato di campo come da dettato federale, dopo la seduta mattutina hanno preferito un lunedì di svago a Lugano. Cinquantaquattro chilometri da Monza, un viaggio in auto di appena mezz’ora che rischia però di complicare il volo verso la serie A della società di Berlusconi. «Valuteremo la cosa, certo non mi sembra il massimo»: è così che Galliani ha provato a liquidare la questione. Proprio l’uomo che per conto della proprietà Fininvest dirige e sovraintende h24 le vicende biancorosse, proprio l’esperto uomo di calcio che appena una settimana fa aveva soffiato sulla decisione federale di Gabriele Gravina caldeggiando al presidente della Lega B Mauro Balata la sospensione del campionato per due turni in attesa che il Pescara, colto da virus, recuperasse una partita, proprio lui capace di far cambiare idea al consiglio direttivo della Lega B ma solo perché c’era un diktat Figc: proprio lui adesso è finito nell’occhio del grande fratello. Come ne uscirà?

Un bel casino, altro che casinò. Per gli otto giocatori arriverà sicuramente una multa della società. Poco importa, visti poi gli importi degli stipendi. Le domande da porsi sono altre. Ad esempio. Gli otto turisti occasionali saranno disponibili, convocabili, per la sfida di sabato? O c’è il rischio che siano le Asl di Salerno e Monza a giocare la partita più attesa del campionato al posto dei ventidue in campo? Sul sito ufficiale di Ats-Brianza sono riportati i comportamenti da tenere e gli obblighi da osservare per chi entra in Italia dopo un viaggio all’estero: la Svizzera è nella fascia C, valgono le ordinanze del 30 marzo e del 2 aprile ancora in vigore, e vale ancora l’ordinanza del 16 aprile del Ministero della Salute. In base a queste, si legge. “Obbligo di comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di Prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio. Obbligo di presentazione a chiunque sia deputato a effettuare i controlli di attestazione di essersi sottoposti nelle 48 ore antecedenti all’ingresso in Italia a un test molecolare o antigenico effettuato per mezzo di tampone con risultato negativo. Chi non lo presenterà all’arrivo in Italia dovrà sottoporsi a isolamento fiduciario di 10 giorni dalla data di arrivo. Il tampone deve essere eseguito nello Stato estero. Obbligo d’isolamento fiduciario di 5 giorni. Obbligo di un ulteriore test molecolare o antigenico al termine dei cinque giorni di quarantena”.

Varranno queste norme? Alla domanda va aggiunta una postilla. Pescata sul sito mentelocale.it: da febbraio le regole svizzere per il contenimento dei contagi prevedono che chi varca in auto il confine svizzero debba necessariamente compilare un modulo d’entrata ma dall’obbligo sono esentati i bambini sotto i 12 anni e i cittadini delle regioni italiane confinanti, cioè Valle d’Aosta, Piemonte, Trentino-Alto Adige e Lombardia. I giocatori del Monza hanno meno di 12 anni? Gli otto giocatori del Monza hanno la residenza in Lombardia? Il Governo italiano però aveva emanato in prossimità di Pasqua un’ordinanza valida anche per la Svizzera che prevedeva la quarantena obbligatoria di 5 giorni al rientro in Italia, oltre a un doppio tampone da fare prima del viaggio e terminata la quarantena: l’ordinanza vale ancora?

Nella selva di norme, ordinanze, divieti e comportamenti, c’è da ricordare il clamoroso caso che aveva coinvolto l’Empoli impegnato nella trasferta di Coppa Italia a Napoli: tre giocatori, l’allenatore e un magazziniere erano stati raggiunti da un provvedimento dell’Asl di Napoli che imponeva l’applicazione della quarantena (restavano pochi giorni da “scontare”) in applicazione di una circolare del Ministero della Salute pur in presenza di tamponi negativi.

Gli otto giocatori del Monza hanno fatto in tempo a sottoporsi a tampone nel breve soggiorno a Lugano? Come si comporterà l’Asl di Monza? La Procura federale avvierà un’indagine? La Figc invierà ispettori come da regolamento per verificare l’adesione del Monza ai protocolli anti-Covid? E se gli otto giocatori (a ottobre fu rinviata gara con Vicenza per la positività di 7 calciatori e l’isolamento fiduciario di due giocatori mentre il 23 novembre la Dda di Milano aprì un’inchiesta – società Monza estranea – sulle modalità seguite per effettuare i tamponi, indagato un ex medico del Milan per esercizio abusivo) venissero convocati da Brocchi per la sfida di sabato l’Asl di Salerno potrebbe, in applicazione alla circolare del Ministero della Salute, imporre loro l’obbligo della quarantena? E la Salernitana come si comporterà per prevenirsi da rischio contagio? Restano cinque giorni alla sfida dell’Arechi, restano troppe domande da evadere. In fretta, in trasparenza. Di sapone, o sanitaria: finirà con quale bolla?

Ps: Questo articolo è stato scritto alle ore 10. Per completezza di informazione, doverosamente pubblico integralmente il comunicato diffuso dall’Ac Monza alle ore 15.23.

“L’AC Monza ha appreso dagli organi di stampa che ieri pomeriggio, al termine dell’allenamento, alcuni calciatori si sono recati al Casinò di Lugano. Non è vietato recarsi in Svizzera; è però stata senz’altro una leggerezza averlo fatto in questo periodo. I predetti calciatori intendevano trascorrere insieme qualche ora libera del pomeriggio. Hanno peccato di ingenuità e hanno riconosciuto l’errore. L’AC Monza ha prontamente comunicato l’ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione dell’Azienda Sanitaria locale di riferimento e continua a osservare il protocollo anti Covid-19 della Figc, che prevede che i calciatori possano svolgere le loro attività sottoponendosi a tamponi periodici”.

 

 

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