Gravina e la diffida del Chievo. Che pasticcio in B e una gola profonda…

Il presidente Figc cerca una via d’uscita mentre alcune inchieste rischiano di rovinargli l’estate. La Reggiana sospetta e in Lega Pro è caos
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“Lo sport (tutto): uno splendido messaggio di speranza per il Paese”. Questo il titolo in prima pagina dell’odierna edizione del Corriere dello Sport, titolo della lettera scritta da Gabriele Gravina. Dopo la vittoria degli Europei il presidente Figc sta mostrando una insolita vena letteraria: scrive quasi ogni giorno, lancia messaggi al Paese, disegna orizzonti di gloria. Somiglia tanto al presidente del Coni Gianni Malagò: entrambi si tengono lontani dai disastri sportivi, entrambi si appuntano medaglie e s’intestano vittorie. Entrambi vanno d’iperbole. Entrambi sono lo specchio del movimento sportivo italiano: in macerie, in mutande.

“È l’estate della rinascita, dell’orgoglio, della bellezza italiana. L’intero Paese plaude allo sport come non aveva mai fatto prima e finalmente l’emozione diffusa si sostituisce all’insofferenza e all’incertezza”. È questo il primo passo della lettera, presumibilmente scritta ieri da qualche ghost-writer di Gravina: sarebbe impensabile che il presidente, preso da mille problemi, abbia trovato il tempo di scrivere una lettera così accorata. Meno accorata e più decisa: ieri sera una lettera Gravina l’ha invece ricevuta dal Chievo Verona. Difeso dall’avvocato Mattarella (il figlio del presidente della Repubblica) il club clivense, annunciando il ricorso al Consiglio di Stato, ha diffidato la Figc e Gravina che s’era fatto dare pieni poteri dal consiglio federale: “non potete svincolare d’ufficio i nostri calciatori, non potete farlo prima della pubblicazione della decisione collegiale del Tar, riunione fissata il 6 settembre”.

Tempi lunghi, troppo lunghi per il padre-padrone Gravina che ha così deciso d’imperio per il ripescaggio del Cosenza. Che dovrebbe dunque partecipare al prossimo campionato di B, al via tra sedici giorni. Al via dovrebbe esserci anche il Pordenone, pur se la retrocessa Reggiana pare decisa a dare battaglia. Ha avanzato una richiesta d’accesso agli atti, sospetta che il Pordenone abbia adempiuto fuori tempo massimo ad alcuni adempimenti propedeutici all’ottenimento della licenza nazionale. Un bel casotto in B, figurarsi in serie C.

La stagione non è ancora cominciata, gli organici non sono ancora definiti, eppure l’iscritto Catania è già sicuro di partire con un meno 2 in classifica, penalizzazione che sconterà per il mancato pagamento degli stipendi. Bocciato il ricorso al Tar della Sambenedettese, in arrivo la decisione su Casertana, Carpi e Novara (il Novara che a giugno aveva presentato una nuove compagine societaria con il salernitano Umberto Inverso vice-presidente e presidente un ex generale della Finanza, avventura finita male per entrambi prima ancora che si partisse, con Inverso invischiato e indagato dalla Procura della Repubblica di Salerno per un’altra vicenda, proprio Inverso che pare fosse lo specchietto della presunta offerta Radrizzani-Salernitana), la Figc ha però pubblicato già la graduatoria dei ripescaggi – Latina, Lucchese, Andria, Pistoiese, Siena – ma si è già vista presentare il ricorso del Fano. Un’altra estate rovente, mentre Gravina scrive una lettera a Draghi chiedendo soldi, soldi, soldi. Riuscirà a godersi qualche giorno di riposo? Chissà, la ripresa si presenta dura: ci sono due inchieste che riguardano il presidente, c’è una “gola profonda” decisa a cantarle al procuratore federale (Chinè che farà?), e c’è nel marasma arbitrale un sospetto su Spezia-Chievo dello scorso anno che chissà, potrebbe riservare sgradite sorprese. In fondo il calcio italiano riserva sempre e solo questo: incertezze, inchieste e sofferenze.

Castelli di sabbia, 70.

 

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