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Arbitri e lunghi coltelli, pronti ricorsi su esclusioni. Braschi ritorna: Can C. Orsato si defila, Ambrosino torna in pista?

Domani nuova riunione del Comitato Nazionale dopo l'ultimo scontro nel confronto durato dieci ore. La mossa di Gravina spiazza i fischietti: si cerca una soluzione per arrivare al voto federale con i delegati ma senza ancora il nuovo presidente Aia
La riunione del Comitato Aia

Una riunione dai lunghi coltelli è appena finita, e un’altra affilata e infuocata si prepara all’orizzonte. La riunione del Comitato Nazionale di ieri l’altro è stata lunga, complicata e solo dopo oltre dieci ore l’Associazione Italiana Arbitri è riuscita finalmente a partorire il comunicato ufficiale sulla “formazione dei ruoli arbitrali per la stagione sportiva 2024-25”. Come già anticipato dieci giorni fa (leggi qui) nessuna novità sui fischietti promossi e bocciati. In serie A arrivano Arena (Torre del Greco), Crezzini (Siena), Galipò (Firenze), Perri (Roma 1) e Scatena (Avezzano). Dismessi invece, anche questo come ampiamente previsto, Baroni, Campione, Gualtieri, Mïnelli e Volpi.

La vera notizia, tuttavia, è che questa riunione (tradizionalmente banale) del Comitato Nazionale sia durata tante ore, pur essendo invece una riunione che di solito (come quasi sempre accaduto) si svolge in maniera semplice. Ogni designatore infatti è convocato negli uffici di via Campania a Roma per presentare la propria relazione che il Comitato Nazionale ritualmente approva. Che cosa è accaduto? Perché è durata ben dieci ore? Fonti interne assicurano che quanto accaduto nella sede centrale dell’Aia non si era probabilmente mai visto prima: l’approvazione delle relazioni è infatti avvenuta con verbali pieni di ampie riserve e con note su richieste dettagliate di giustificazioni su centesimi, punteggi e graduatorie, una circostanza che probabilmente preluderà anche a ricorsi di arbitri dismessi e ad un prossimo giovedì (cioè domani) di fuoco. Perché domani il Comitato Nazionale dovrà decidere i designatori per l’imminente stagione (in realtà, come spiegato nell’articolo di dieci giorni fa, rimarranno in carica per due anni), nomine che saranno, se non decisive, comunque assai importanti in chiave elettorale.

Come più volte scritto e annunciato, Gianluca Rocchi resterà designatore Can a mezzo milione di euro, mentre alla Can C, ma anche qui niente sorprese, è ormai segnata la sorte di Maurizio Ciampi. Proprio sulla relazione di fine stagione del designatore di Roma 1 (vicinissimo al presidente Aia Carlo Pacifici) si sono concentrati gli attacchi e le forti critiche da parte dei rappresentati del “terzo polo” (ZappiAffinito); pare che in particolare il veneto Antonio Zappi abbia incalzato un (raccontano) imbarazzatissimo Ciampi su alcuni aspetti della gestione e su un passaggio di categoria.

Il consigliere veneto da alcuni mesi si muove in stretta sintonia con quello campano Michele Affinito, è in strettissimi rapporti con Daniele Orsato (e Ciro Carbone, l’assistente campano della terna europea di Orsato) e qui ora i più maliziosi intravedono già in queste manovre l’avvio delle danze elettorali autunnali e un chiaro messaggio ai naviganti sulle intenzioni belligeranti del duo veneto-campano. A proposito di elezioni, piccola parentesi. La mossa di Gravina ha spiazzato un po’ tutti, anche il mondo arbitrale che aveva programmato il voto Aia in funzione di quello federale, per la fine dell’anno. I tempi si sono ridotti e pare possa esserci la possibilità di un’assemblea straordinaria per eleggere solo i cosiddetti “delegati degli ufficiali di gara” (cioè quelli che vanno a votare all’assemblea Figc in quota Aia). Difficile assai (viste anche le fratture interne) che prima del 4 novembre, si riescano a indire le elezioni per i presidenti di sezione e l’assemblea elettiva per il presidente (e il Comitato) Aia. Che venga data una forte accelerazione? Chissà, intanto sulle candidature si procede tra cautele, fughe in avanti e pericolosi tranelli. Al momento non c’è uno spiraglio di unità: da una parte Pacifici e il vice Zaroli dati in caduta libera, i quattro dell’ala Trentalange che difficilmente riusciranno a ripresentare l’ex presidente Aia, e poi c’è il duo Zappi-Affinito… Il nome di Orsato resta sempre sullo sfondo, ma la sensazione che in molti ormai hanno (sono fonti arbitrali ai massimi livelli) è che il veneto (tentato da un incarico internazionale) potrebbe sostenere magari il rappresentante del terzo polo, ma che non si impegnerà in prima persona.

Tornando alle nomine. Tra le new entry per le nuove Commissioni, e anche qui sempre che Orsato non intenda sciogliere la riserva accettando un incarico nazionale (le probabilità però rasentano ormai lo zero), in quota terzo polo per la Can C nelle ultime ore sarebbero salite notevolmente le possibilità dell’ex arbitro internazionale, e già designatore della Can, Stefano Braschi, che verrebbe affiancato dall’ex assistente internazionale campano Marcello Ambrosino designato a guidare gli assistenti. La candidatura di Ambrosino balla però sul filo: già lo scorso anno il nome dell’ex assistente nome finì al centro di velenose polemiche quando fu proposto alla guida del Comitato Regionale Campania, la candidatura poi cassata dall’intervento diretto del presidente federale Gravina (Ambrosino fu coinvolto in “Calciopoli”). Resterebbe al suo posto in C invece Pasquale Rodomonti (Teramo), mentre verrebbe avvicendato Nicola Ayroldi (Molfetta) perché il pugliese ha completato il numero di anni di permanenza in categoria: Ayroldi però sarebbe pronto al ruolo di presidente del Cra Puglia.

Alla Can, con Dino Tommasi (Bassano del Grappa) rimarrebbero Antonio Damato (Barletta) e Andrea Gervasoni (Mantova): entrambi hanno rifiutato sia la guida del Settore Tecnico (come scritto dieci giorni fa, via Trefoloni, il favorito sarebbe Celi) che la Can C, mentre potrebbe essere avvicendato anche Elenito Di Liberatore (Teramo) che pare non troppo gradito dal gruppo degli assistenti arbitrali di vertice.

In Can D dorme sonni tranquillissimi Alessandro Pizzi, che anche per i prossimi due anni sarà alla guida degli arbitri dilettanti. Acque ancora agitate invece nel mondo del calcio a 5, dove se per Galante (CAN 5 Elite) non vi sarebbero problemi, da qualche giorno i quattro del gruppo TrentalangeBaglioni avrebbero alzato le barricate per mantenere alla guida della Can 5 il calabrese Francesco Falvo, insidiato dall’ex internazionale trentino Alessandro Malfer, sostenuto a viva voce dal vice-presidente lombardo Aia Alberto Zaroli. Giovedì (di fuoco) è domani, e pare remotissima una possibilità di sintesi politica per nomine unitarie. Sarà un’altra lunga riunione, l’ennesima giornata da lunghi coltelli?

 

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