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Arbitri: Rocchi all’incasso. Orsato sfoglia la margherita, addio rumoroso a Trefoloni. Bagarre commissioni, promossi e bocciati

Il Comitato Nazionale allargato approva l'introduzione immediata degli incarichi biennali. Rivoluzione al settore tecnico. Per la Can C Damato, Gervasoni o...Orsato che intanto valuta la possibile candidatura alla presidenza ma deve scontrarsi con l'ala Trentalange
Rocchi e Trefoloni in riunione con gli arbitri della Can A-B

Rocchi blindato per altri due anni alla Can: continuerà così a fare il designatore dei fischietti italiani intascando mezzo milione di euro, la soluzione da sempre preferita dal toscano e, da mesi, caldeggiata soprattutto dal presidente federale Gravina. Trefoloni lascia il settore tecnico, c’è chi dice sbattendo la porta, chi sottolinea invece come la porta gli sia stata chiusa mentre qualcun altro soffia su motivazioni legate a una vicenda personale che, approdata in un processo penale, è ancora in attesa di verdetto. Orsato poi, mentre fischia sui prati di Euro 2024, pensa, medita e sfoglia i petali di una margherita: accettare l’incarico di designatore alla Can C oppure aspettare che la base arbitrale e i vertici federali lo lancino come futuro candidato alla presidenza Aia, magari come espressione di una (difficile) unità da ritrovare all’interno di un Comitato Nazionale che sta ancora figurativamente in piedi ma che sostanzialmente è diviso, spaccato, lacerato e che anche sul principe dei fischietti, ormai prossimo al pensionamento, non la pensa in maniera uniforme. Sono soltanto alcune delle nuove vicende che, al solito, agitano il già fibrillante e frizzante sistema arbitrale.

La modifica Rocchi. Sono le prime pagine del nuovo libro, eppure paiono l’appendice del vecchio appena finito: la nuova stagione dei fischietti scatta ufficialmente l’1 luglio eppure è già partita con le prime decisioni assunte ieri sera dal Comitato Nazionale allargato che ha approvato la modifica legata alle nomine biennali delle commissioni, uno cioè dei punti più affilati introdotti nella riscrittura dei principi informatori dell’Aia – per adeguarsi ai principi fondamentali dello Statuto delle federazioni sportive approvate dal Coni – dopo un’estenuante battaglia interna e il sugello del voto in consiglio federale. “La modifica Rocchi”: così è stata definita anche ieri, prima del voto. Originariamente la novità delle nomine biennali dei vertici delle commissioni doveva entrare in vigore dalla stagione 2025/26 e invece la regola entrerà ufficialmente in vigore dall’1 luglio di quest’anno. È stata votata ieri; votata – perché proprio non si poteva fare altrimenti dopo il voto federale – dal Comitato Nazionale allargato che è l’organo legislativo dell’Aia. L’anticipo di un anno della riforma è stato vissuto malissimo all’interno dell’Aia e pare abbia completamente isolato il presidente Pacifici e il suo vice Zaroli che vedono ormai le proprie quotazioni sempre più in caduta libera, senza possibilità di sperare in nuovi appoggi per le future (prossime) elezioni: c’è chi sospetta che siano stati proprio loro i fautori di questo anticipo, mossi dalla speranza di togliere il rivale più forte sulla strada elettorale. Un anticipo che fa naturalmente felice Rocchi che così resterà al comando della Can percependo un lauto ingaggio consentendogli poi di smarcarsi dal pressing di chi lo voleva candidato (e poi futuro) presidente, un ruolo che non si sente (per ora) addosso, una scelta che fa felice anche Gravina.

Trefoloni alla porta. Ormai certa la conferma come designatore di Gianluca Rocchi, si passa ora alle manovre e alle indiscrezioni. Ce n’è una, e sarebbe rumorosa: l’addio cioè di Matteo Trefoloni dal vertice del Settore Tecnico. Addio, abbandono o defenestramento? Le domande resistono e galleggiano. Ufficialmente la rinuncia dell’ex arbitro senese sarebbe motivata dalla mancata volontà di Pacifici e Zaroli di riformare il Settore Tecnico, ma alcuni bene informati assicurano che Trefoloni avesse manifestato già da tempo una diffusa sfiducia nei confronti dell’immobilismo dell’attuale vertice Aia. C’è infine da ricordare come Trefoloni sia ancora impelagato in una vicenda processuale a Prato, e che il suo nome sia comparso in un’interrogazione del parlamentare Pd Berruto nella quale si ricordava come la Figc si fosse costituita come parte civile nel procedimento (“alterazione risultati”) legato a “una connessa attività arbitrale” di Trefoloni la cui nomina, lo scorsa estate, fu al centro di un braccio di ferro all’interno del Comitato nazionale, nomina passata poi con una risicata maggioranza. Trefoloni è ai saluti: è corsa a due per la sua sostituzione, e la corsa è tra Gervasoni e Damato. Mentre Rocchi spingerebbe verso Damato (qualcuno dice per liberarsi di un collaboratore alla Can con il quale non avrebbe mai stabilito un feeling), la scelta più idonea, per occupare la casella del Settore Tecnico, sarebbe invece da molti indicata nel mantovano Andrea Gervasoni che è il più stretto collaboratore di Rocchi e che, si dice, il fiorentino stia invece facendo carte false per trattenere alla Can.

Orsato: sull’uscio o la margherita? L’anticipo di un anno delle nomine biennali pare sia stata una novità accolta non benissimo (eufemismo) anche in Germania da Daniele Orsato e dal gruppo degli altri internazionali (arbitri e assistenti), tra cui quelli impegnati all’Europeo e anche in Coppa America. Alcuni di questi forse confidavano in una candidatura presidenziale di Rocchi per un’imminente prospettiva d’inserimento di Orsato in ruoli tecnici – prospettiva ora allontanata di almeno due anni – per far recuperare credibilità ad un’Aia che invece continua a perdere pezzi di qualità. E in questo clima di crisi e manovre dirigenziali, altri tecnici più idonei a rilanciare l’immagine dell’associazione sarebbero restii ad assumere candidature e incarichi per la prossima stagione, mentre il solco tra gli internazionali, la coppia Pacifici-Zaroli e lo stesso Rocchi si è ora allargato, e anche all’interno del gruppo arbitri Can sono in molti a ritenere che il designatore fiorentino abbia cercato di risolvere solo i propri interessi per due anni più che quelli dei suoi dismessi dalla Can, i quali non percepiranno neanche un euro del pur promesso trattamento di fine carriera. Tornando a Orsato, che pure più volte ha ripetuto di volersi dedicare per il momento solo alla famiglia, resta in piedi l’ipotesi di una sua candidatura alle elezioni presidenziali che si terranno in autunno, pur se la candidatura troverebbe ostacoli nell’ala che si riconosce in Trentalange e che ancora spera di poter ricandidare il piemontese. Per Orsato potrebbero poi sempre aprirsi le porte della Can C: farebbe da designatore, si dedicherebbe così alla crescita dei fischietti più giovani, le nuove leve da forgiare per poi farle passare al piano superiore e magari salire anche lui di commissione… Orsato accetterà o aspetterà, sornione?

Can Can… C. Venti di tempesta comunque già soffiano sulla Can C, dove sembra appesa ad un filo la conferma di Maurizio Ciampi, designatore pare mai ritenuto pienamente all’altezza tecnica del delicato compito di formare gli arbitri del futuro e la cui permanenza nel ruolo, pur sostenuta a gran voce dal presidente Pacifici (appartengono alla stessa sezione, Roma 1), da molti è stata sempre considerata un compromesso tra equilibri politici e la necessità di attendere qualcosa di meglio. E, a proposito di equilibri politici, ormai il Comitato Nazionale sembra sempre più diviso in tre anime che faticherebbero a trovare una sintesi su molti nomi: il gruppo Pacifici, il gruppo Trentalange e il terzo polo. E sarebbe proprio il terzo polo (ZappiAffinito) a spingere per l’avvicendamento di Ciampi. Chi, al suo posto? Andrea Gervasoni, che sembrerebbe diventato l’unico uomo per tutte le soluzioni e, in altra ipotesi, Stefano Braschi, ex arbitro internazionale e già designatore in passato della Can. Senza dimenticare la variabile Orsato…

Entrate e uscite. In uscita dalla Commissione vengono dati anche Nicola Ayroldi (Puglia), Fabio Comito (Piemonte) e Gianluca Cariolato (Veneto) che non avrebbero gestito benissimo anche gli assistenti arbitrali. Mistero fitto su altri possibili nomi in entrata. Nessun problema invece vi sarebbe per la conferma in Can D del lombardo Alessandro Pizzi. Acque agitate anche nel mondo del “calcio a 5”, dove è dato in uscita Francesco Falvo, attuale designatore della “Can 5” e vicinissimo all’ala Trentalange-Baglioni: il suo posto dovrebbe essere preso dall’ex internazionale trentino Alessandro Malfer. Per quanto riguarda invece i presidenti regionali, dovrebbero essere avvicendati solo i presidenti dei CRA Toscana (Reni) e Piemonte (Malacart), ma su questi nomi “di opposizione” la resistenza dell’ala del Comitato nazionale vicina a Trentalange e Baglioni sarebbe massima e se, per il secondo, la sorte sarebbe comunque già segnata, per il toscano invece vi sarebbe invece ancora possibilità di salvezza.

Can A-B: dismessi, bocciati e promossi. Per quanto riguarda i promossi, salvo sorprese arriveranno alla Can A-B Perri (Roma), Arena (Ercolano), Scatena (Avezzano), Galipò (Firenze) e Crezzini (Siena), mentre salutano Baroni (Firenze), Minelli (Varese), Camplone (Pescara) e Gualtieri (Asti). Resta l’incertezza sull’ultimo nome: dovrebbe essere Volpi (Arezzo) ma in bilico ci sarebbe anche Rutella (Enna). C’è, peraltro, ancora un’importante variabile da considerare legata alle dimissioni di Orsato ancora nei ruoli fino a metà luglio, ovvero fino alla fine dell’Europeo. Se, infatti, l’arbitro di Schio si dimettesse dal ruolo entro il 30 giugno, uno dei cinque dismessi della Can potrebbe salvarsi, mentre se il veneto si dimettesse a luglio, un ulteriore arbitro potrebbe essere promosso dalla Can C per integrare poi l’organico della categoria superiore. La decisione spetterebbe però a un Comitato Nazionale che dovrebbe recuperare una sintonia che in queste ore sembra invece sempre più difficile da ritrovare anche (e soprattutto) per le imminenti prospettive elettorali. La battaglia è appena cominciata… Come dire? Nulla di nuovo. Si ricomincia così come s’era finito.

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