INDISCRETO

L’Aia lo radia, la Figc lo premia: la doppia vita arbitrale di Mauro tra pallone e rotelle. Falsi rapporti e doppi rimborsi

Il presidente della Lnd Campania nomina Donato Mauro delegato provinciale Figc: il silenzio di Gravina e Abete. Cinque anni fa scoperto e condannato: i rapporti da osservatore in Cilento mentre arbitrava gare di hockey in Toscana e Veneto
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Il presidente del Comitato regionale Campania ha preso quella che – secondo lui, magari il suggerimento è arrivato dalla vice che è pure giornalista – è una mirabile iniziativa, testimonianza del cambiamento all’insegna di trasparenza, innovazione, merito: s’è inventato un filo diretto con tanto di hastag. Sul sito della Lnd Campania compare inoltre anche un numero whatsapp cui inviare segnalazioni, chiedere informazioni, sottoporre proposte: il titolo che campeggia a tutta pagina è “Dillo al presidente”. Ecco, magari al presidente Carmine Zigarelli si potrebbe chiedere, magari potrebbero farlo anche il presidente della Lnd Giancarlo Abete e persino il presidente della Figc Gabriele Gravina: come e perché ha nominato delegato provinciale del Comitato Figc di Salerno un ex arbitro cui è stata ritirata la tessera Aia, sanzione disciplinare (la più pesante, in sostanza è la radiazione) comminata nel 2017 dalla Commissione di Disciplina Nazionale dell’Aia accogliendo così in pieno le richieste della Procura arbitrale. La delibera è la numero 28 del 26 giugno 2017, quella che “squalificava” a vita Donato Mauro. Troppo pesanti le violazioni accertate (regolamento associativo, codice etico e di comportamento) nei confronti di un tesserato Aia che all’epoca era addirittura anche presidente della sezione Aia di Agropoli e per giunta già gravato di una precedente sanzione disciplinare per “uso fraudolento di alcune tessere arbitrali della sezione”: sospeso e condannato, l’iniziale sanzione sarebbe poi stata attenuata e ridotta (marzo 2011) dal Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport” (446_A(1)). Nel 2011 la sanzione finale fu di un anno (condanna anche al pagamento delle spese di lite in favore della Figc), sei anni dopo invece sarebbe invece arrivata la condanna del “ritiro tessera”. Una mannaia. Troppo gravi le condotte per evitare la capitolazione. Cinque anni dopo però, come d’incanto, ecco che il nome di Donato Mauro torna prepotentemente alla ribalta, riemerge dal patibolo, risorge fino ad accomodarsi su una comoda poltrona: dall’1 luglio è infatti il nuovo delegato provinciale Figc di Salerno, scelta presa dalla Lnd Campania dell’ex sibiliano Carmine Zigarelli diventato nel tempo fedele “alleato” di Gravina che tra l’altro ad Agropoli conserva amicizie e rapporti. E un’altra questione arbitrale scuote in queste ore la Campania: il presidente del Cra Campania Alberto Ramaglia (nominato appena un anno fa) sfiduciato da 15 sezioni su 17 costretto giocoforza a lasciare, al suo posto il suo vice, Michele Affinito. Lascia il Cra Campania ma entra nella Con serie D. Come dire: nel pallone le porte sono girevoli e le finestre sempre spalancate. È il caso di Donato Mauro, ad esempio.

Mauro e il dono dell’ubiquità. Inequivocabile, la sanzione del “ritiro tessera” decisa dalla Commissione Disciplina Nazionale Aia. Violazioni, gravi accertate da documenti, testimonianze. Fatti. Il presidente della sezione Aia di Agropoli almeno nell’arco temporale di sette mesi (da novembre 2015 a maggio 2016) svolgeva contemporaneamente il ruolo di organo tecnico (osservatore arbitrale) di partite di calcio sotto l’egida Figc e anche quello di arbitro in partite del campionato italiano di hockey su pista di serie A/2, “percependo così i relativi rimborsi da entrambe le federazioni”. Possibile? Possibile, certo. Tutto accertato. Almeno sembrava tutto possibile fino a quel giorno per Donato Mauro, così abile e veloce nel trovarsi ad esempio a Marina di Camerota (profondo Cilento) il 24 ottobre del 2015 per visionare l’arbitro di Asd Antonio Esposito-Asd Rettifilo giocata alle 15 e qualche ora dopo poi, fresco e riposato, eccolo spostarsi sul parquet di Scandiano (Reggio Emilia) indossando la divisa di arbitro di Asd Roller Hockey Scandiano-Hc Castiglione del campionato di A/2 che si disputa sotto l’egida dalla federazione di hockey su pista e pattinaggio. La prima circostanza sospetta, ma mica l’ultima. Il 21 ottobre 2015 a Vallo Della Lucania (ore 18) per Gelbison- Calcio Reale e sempre il 21 ottobre a Castiglion della Pescaia (provincia di Grosseto) per Castiglione-Montecchio. Il 9 gennaio 2016 a Pollica (profondo Cilento) alle 14.30 per Pollica-Santa Barbara e sempre il 9 gennaio a Vicenza per Falzane Lanaro Breganze-Asd Hockey Thiene. Il 5 marzo 2016 sempre a Pollica per Pollica-Alentina e poi a Thiene (provincia di Vicenza) per Asd Hockey Thiene-Valdagno. Il 2 aprile 2016 ad Acquavella (profondo Cilento) per Folgore-Acquavella e poi a Follonica (provincia di Grosseto) per Follonica Hockey-Cremona. Il 7 maggio a Vallo della Lucania (inizio gara ore 16) per Vallo della Lucania-Magorno e poi a Castiglion della Pescaia (provincia di Grosseto) per HC Castiglione-HC Montecchio. Osservatore arbitrale nelle partite di calcio e poi arbitro nelle sfide di hockey. Negli stessi giorni, nel giro di poche ore, coprendo distanze lunghe, percorse nonostante evidenti carenze logistiche e infrastrutturali del trasporto italiano su gomma, su rotaia, via cielo. Come una sorta di superman capace di volare oltra la barriera del suono, come una sorta di uomo ragno capace di aggrapparsi all’aereo o treno di turno nell’ultimo secondo utile. Un superuomo.

L’indagine. Possibile? Bah, qualche domanda nel settembre del 2016 se la pone un gruppo di associati della sezione Aia di Agropoli che scrive una lettera inviandola al presidente dell’Associazione italiana arbitri (all’epoca Marcello Nicchi) e per conoscenza al presidente Comitato Regionale Arbitri Campania e agli arbitri benemeriti Donato Nicoletti, Robert Anthony Boggi e Pasquale Consalvo. Nella lettera viene segnalato che “il presidente della sezione Mauro Donato aveva effettuato le visionature di arbitri quale Organo Tecnico nelle gare risultanti dall’elenco e nei medesimi giorni aveva arbitrato le partite di hockey pista risultanti dall’elenco, svoltesi a notevole distanza, percependo per tali attività i relativi rimborsi da entrambe le Federazioni”. Il 5 ottobre 2017 la Procura Arbitrale riceve dalla segreteria AIA la segnalazione con allegato un cd rom e avvia le indagini acquisendo la scheda tecnica dell’associato Donato Mauro e richiedendo alla Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio se lo stesso avesse arbitrato le gare del campionato A/2 della L.N.H. nelle gare indicate “e se per tali prestazioni avesse ricevuto rimborsi”. Quasi tre mesi dopo (16 gennaio 2017) via email la Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio conferma che Donato Mauro aveva arbitrato tutte le suddette partite, “come risultava dai verbali di gara redatti e firmati dal Mauro medesimo in possesso dell’ufficio di Giustizia Sportiva, che i rimborsi delle gare erano stati effettuati a regime forfettario e che per tale ragione la Federazione non era in possesso di alcuna documentazione inerente le spese di viaggio”. Con in mano documenti inoppugnabili la Procura arbitrale avvia così il procedimento nei confronti di Mauro ritenendo che “che le sei visionature si rendevano inconciliabili con le sei gare della L.N.H. della Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio arbitrate dal Mauro negli stessi giorni a causa delle notevoli distanze fra i luoghi delle prestazioni e dello scarso tempo a disposizione intercorrente fra le prestazioni stesse”. Ascolta gli arbitri che avrebbero dovuto esser visionati da Mauro, ascolta lo stesso Mauro e poi il 2 febbraio 2017 procede al deferimento. Per “violazione dell’art. 40, n. 3 lett. a) e lett. h) del Regolamento associativo e dell’art. 5, l e ll c.p.v. del Codice Etico e di Comportamento per aver dichiarato contro il vero, essendo stato accerto nei medesimi giorni la tua presenza alle partite di Hockey Pista che per orario e distanza rendevano incompatibile l’assolvimento dell’incarico associativo, di aver svolto la funzione di osservatore arbitrale nelle sei partite di seguito indicate; per tali gare hai redatto le prescritte relazioni ed hai percepito il relativo rimborso spese. Con le aggravanti di cui all’art. 7, comma 4 lett. a) e lett. c) delle Norme di Disciplina”.

Audizioni, incroci e dimenticanze. La Procura interroga gli arbitri di calcio, oggetto delle “visionature” di Mauro. In tre – Cristian Mautone, Mirco Morra e Daniele Morra – affermano “di essere stati raggiunti dal Mauro nello spogliatoio durante l’intervallo tra il primo e il secondo tempo della gara, che il medesimo aveva loro comunicato di doversi allontanare dal campo per motivi personali e che il giorno successivo li avrebbe contattati per i dati finali della gara”. Nella prima audizione Mauro tra l’altro, dichiara “di aver svolto la funzione di osservatore arbitrale nelle suddette partite di calcio e di aver arbitrato le gare della Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio, anche se per alcune di queste ultime non è stato in grado di confermare i giorni e gli orari indicati. Per quanto attiene le gare di hockey il Mauro ha precisato di non conservare alcuna nota o appunto delle partite arbitrate, che le stesse non hanno inizio sempre all’orario stabilito come nel calcio e che per raggiungere i luoghi delle gare ha utilizzato prevalentemente l’auto”. Mauro prova a difendersi contestando termini e definizioni usate dalla Procura per il deferimento, Procura che sottolinea e ribadisce come le funzioni di osservatore arbitrale “sono state ritenute “falsamente” effettuate, le relazioni redatte “fittizie” e la ricezione dei rimborsi “illegittimamente” percepiti”. Schermaglie che continuano. Ad esempio Mauro eccepisce che “non vi fosse la prova della sua presenza nei luoghi e nelle date delle gare di hockey e inoltre che, anche qualora fosse stata provata la sua presenza alle gare di hockey, lo stesso avrebbe potuto svolgere entrambe le prestazioni in quanto mezzi di trasporto “quali “treni, aerei, elicotteri, motociclette, automobili” gli avrebbero consentito di poter raggiungere i luoghi in cui si svolgevano le gare di hockey e che sarebbe stato comunque onere della Procura Arbitrale dimostrare l’impossibilità di poter svolgere entrambe le prestazioni”. Schermaglie che durano però poco. Dopo quattro mesi Mauro davanti alla Commissione di Disciplina dichiara, tra l’altro di “aver arbitrato tutte le gare di hockey di cui all’atto di deferimento nelle date indicate nei tabulati, omissis”.

Il doppio ruolo e le trasferte. Consigli…di viaggio. Sarà un po’ lunga, ma leggere le pieghe e gli svolazzi di questa vicenda è interessante, se non istruttivo. Sulla possibilità di poter svolgere entrambe le prestazioni in un arco temporale di poche ore e tra distanze considerevoli, Donato Mauro ad esempio dirà. Sulla trasferta del 2 aprile a 2016 a Follonica. “Mi sono spostato in auto da Acquavella a Follonica. Ho preso l’autostrada da Battipaglia fino a Salerno, poi Roma, Civitavecchia e Follonica. In auto ero solo. A Follonica sarò arrivato verso le 21.15 o alle 21.30, con circa mezz’ora di ritardo. Finita la gara ho firmato il referto che aveva compilato nel frattempo l’ausiliario”. Sulla trasferta del 9 gennaio 2016 a Vicenza. “Posso dire di aver preso l’aereo da Napoli verso le 17.30-18.00. A Napoli ci sono andato in auto da Pollica. Non mi ricordo se sono atterrato a Verona o a Venezia. Ricordo che all’aeroporto è venuto a prendermi l’ausiliario Andrisani che mi ha portato a Vicenza con la sua auto. Anzi ora ricordo che sono atterrato a Verona. Non ricordo con quale compagnia aerea ho volato… omissis“. Sulla trasferta del 24 ottobre 2015 a Scandiano. “Mi sono spostato in auto. Alla fine del primo tempo ho salutato l’arbitro dandogli appuntamento per il giorno successivo in sezione. Sono quindi partito da Marina di Camerota verso le 15.35 circa, avevo già la borsa pronta e ho fatto il viaggio fino a Scandiano, dove sono arrivato in ritardo, in linea di massima verso le 21.15…omissis…..”. Sulla trasferta del 21 ottobre 2015 a Castiglione della Pescaia. “Ricordo che mi sono allontanato dal campo di gioco di Vallo della Lucania verso le 18.50. Sono salito in auto e ho fatto la solita strada (autostrada da Battipaglia fino a Roma, quindi la via Aurelia). Sono sicuramente arrivato in ritardo, penso verso le 21.30, anche oltre…..omissis”. Sulla trasferta a Thiene del 5 marzo 2016. “Ricordo che da Pollica all’aeroporto di Napoli sono andato in auto. Ho preso il volo per Verona, ma potrebbe anche essere Venezia, dove è venuto a prendermi un collega in auto…..omissis”. Sulla trasferta del 7 maggio 2016 a Castiglione della Pescaia. “Ricordo di aver lasciato il campo di Vallo della Lucania verso le 17.00. Ho percorso la strada statale fino a Battipaglia, dove ho preso l’autostrada fino a Roma e di li la via Aurelia. Da Vallo della Lucania ho impiegato circa mezz’ora. Da Battipaglia a Roma circa due ore e mezza. Ho impiegato un’altra mezz’ora sul grande raccordo anulare fino a Fiumicino. Da lì a Castiglione della Pescaia occorre circa un’ora e mezza. Penso tuttavia di aver impiegato un tempo minore, perché sicuramente sono arrivato prima delle 22.00 ed i tempi da me indicati sono stati in realtà più brevi”.

Trasferte smontate. Punto su punto, la Procura arbitrale smonta gli “arditi” spostamenti di Donato Mauro. Sulla trasferta di Vicenza del 9 gennaio 2016. “Mauro ha affermato di aver utilizzato l’auto da Pollica all’aeroporto di Napoli (si evidenzia che per questa gara il deferito non ha dichiarato di essersi allontanato dal campo alla fine del primo tempo e pertanto e da ritenere che non abbia lasciato il campo prima delle ore 16.15) ed aver preso l’aereo da Napoli verso le 17.30-18.00 (la distanza tra Pollica e l’aeroporto di Capodichino è di circa km. 150 con percorrenza indicata in oltre due ore) con destinazione Verona. Da accertamenti eseguiti risulta che nel pomeriggio del 9.1.2016 gli unici voli da Napoli Capodichino per Verona erano il volo Alitalia con partenza alle ore 15,05, con scalo a Fiumicino, Cagliari e arrivo a Verona alle ore 21; ed il volo Alitalia con partenza alle ore 19.30, scalo a Fiumicino ed arrivo a Verona alle ore 22.15 (la distanza tra l’aeroporto di Verona e Vicenza è di circa km. 60 con percorrenza indicata in circa 45 minuti)”. Sulla trasferta a Thiene del 5 marzo 2016. “Mauro ha affermato di aver utilizzato l’auto da Pollica all’aeroporto di Napoli (anche per questa gara il deferito ha dichiarato di essersi allontanato dal campo alla fine del primo tempo e pertanto è da ritenere che non abbia lasciato il campo prima delle ore 16.45) e di aver poi viaggiato in aereo con destinazione Verona, “ma potrebbe anche essere Venezia”. Da accertamenti eseguiti risulta che nel pomeriggio del 5.3.2016 gli unici voli da Napoli Capodichino per Venezia erano il volo Ryanair con partenza alle ore 19,25 e arrivo a Venezia alle ore 20.45, ed il volo con partenza alle ore 19.30 ed arrivo a Venezia alle ore 22.35 (la distanza tra l’aeroporto di Venezia e Thiene è di circa km. 100 con percorrenza indicata in circa un’ora). Risulta inoltre che sempre nel pomeriggio del 5.3.2016 gli unici voli da Napoli Capodichino per Verona erano gli stessi già indicati per il giorno 9.1.2016, ovvero il volo con partenza alle ore 15,05 e arrivo a Verona alle ore 21, ed il volo con partenza alle ore 19.30 ed arrivo a Verona alle ore 22 15 (la distanza tra l’aeroporto di Verona e Thiene è di circa km. 100 con percorrenza indicata in circa un’ora)”. Sulla trasferta a Castiglione della Pescaia del 7 maggio 2016. “Mauro ha affermato di aver lasciato il campo di Vallo della Lucania verso le 17.00, di aver impiegato circa mezz’ora per raggiungere Battipaglia, altre due ore e mezza fino a Roma, un’altra mezz’ora sul grande raccordo anulare fino a Fiumicino e circa un’ora e mezza per raggiungere Castiglione della Pescaia alle ore 22.00. La distanza tra Vallo della Lucania e Castiglione della Pescaia è precisata in oltre km 550 ed il tempo di percorrenza è indicato di massima in circa sei ore”. Sulla trasferta a Castiglione della Pescaia del 21 ottobre 2015. “Mauro ha precisato di essersi allontanato dal campo di gioco di Vallo della Lucania verso le 18.50 e di essere arrivato con l’auto a Castiglione della Pescaia verso le 21.30. In relazione a tale trasferta il tempo di percorrenza impiegato dal Mauro sarebbe stato addirittura di poco superiore a due ore e mezzo”. Sulla trasferta a Scandiano del 24 ottobre 2016. “Mauro ha affermato di aver fatto il viaggio in auto con partenza da Marina di Camerota verso le 15.35 ed arrivo verso le 21 15. La distanza fra i due Comuni è precisata in oltre km. 827 ed il tempo di percorrenza di massima è indicato in circa otto ore e mezza”. Sulla trasferta a Follonica del 2 aprile 2016. “Mauro ha affermato di aver fatto il viaggio da Acquavella a Follonica in auto, di essere partito alla fine del primo tempo (presumibilmente finito verso le ore 16.45) ed essere arrivato verso le ore 21.15 o 21.30. La distanza fra Acquavella e Follonica è precisata in oltre km. 560 ed il tempo di percorrenza di massima è indicato in oltre sei ore”.

La sentenza. “Mauro non ha fornito alcun documento che potesse supportare le sue affermazioni, modalità e tempi indicati dal deferito per raggiungere i luoghi di destinazione dove si sono svolte le gare di hockey risultano assolutamente irrealizzabili” scrive la Procura nell’atto di accusa. Inoltre: “Le violazioni contestate al Mauro si fondano su fatti accertati sulla base della documentazione della Federazione Italiana Hockey e Pattinaggio ed ammessi dallo stesso deferito, ovvero che tutte le gare di hockey di cui all’atto di deferimento sono state dal medesimo arbitrate nelle date indicate, il cui orario era fissato per le ore 20.45. Per converso, in considerazione del contesto generale, delle lacunose ed inattendibili dichiarazioni rilasciate dal deferito, delle distanze tra i luoghi di partenza e di destinazione, che risultano impossibili da percorrere con il tempo a disposizione e le modalità indicate dal deferito, risulta accertato il mancato assolvimento da parte del Mauro delle prestazioni effettuate quale osservatore arbitrale dell’Associazione nelle gare di cui all’atto di contestazione. Del tutto inattendibili poi le testimonianze dei tre arbitri di calcio anche perché verosimilmente influenzate dalla figura del presidente sezionale Mauro Donato”.

La condanna. Per questi motivi Donato Mauro veniva quindi condannato a giugno del 2017 con la sanzione disciplinare più grave del sistema Aia, il ritiro della tessera. Tessera – per inciso – che non gli è mai stata restituita. Qualche anno dopo invece il Comitato Regionale Figc Campania – terminata la presidenza Gagliano il timone era passato a Sibilia e poi al fido (ex fido) Zigarelli – gli conferiva una tessera federale. Chissà, probabilmente non avevano letto il dispositivo della sentenza. “Risulta provata la responsabilità del Mauro per aver redatto le relazioni in qualità di organo tecnico sezionale delle gare di cui all’atto di contestazione senza aver realmente eseguito tali prestazioni e per aver indebitamente percepito i relativi rimborsi, in violazione dell’art. 40, n. 3, lett. h) del Regolamento associativo. Risultano altresì sussistenti le contestate aggravanti di cui all’art. 7, comma 4 lett. a) delle Norme di Disciplina in quanto le infrazioni sono state commesse nel periodo in cui il Mauro ricopriva la carica di Presidente sezionale, ed all’art. 7, comma 4 lett. c) delle Norme di Disciplina per l’esistenza di precedente sanzione disciplinare. Accertata la responsabilità del deferito per le gravi violazioni contestate e tenuto conto della sussistenza delle circostanti aggravanti, la Commissione, in conformità alla richiesta della Procura Arbitrale, emette nei confronti di Mauro Donato il provvedimento di ritiro tessera. Per questi motivi la Commissione, adita all’unanimità, irroga all’O.A. Mauro Donato della Sezione di Agropoli il provvedimento di ritiro tessera”. Magari adesso qualcuno potrebbe scrivere al presidente Zigarelli che ha avviato un filo diretto con tanto di hastag e chiedergli: come è possibile? Una domanda sarebbe da rivolgere anche ad Abete e Gravina: per voi è tutto normale?

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