Chi segue questo sito sa che ci occupiamo spesso di basket giovanile, perché a nostro parere è dal potenziamento del reclutamento, dal minibasket, dall’attività delle piccole società di base che passa la crescita dei tesserati e, con essa, il rilancio di un movimento che, soprattutto nel femminile (ma non solo), soffre una crisi pesante. Se non arriva linfa dal basso, dalle radici, prima o poi la pianta secca e muore. Ma il futuro forse non interessa più di tanto a chi regge le sorti dei canestri italici. Almeno così sembra.
Tra gli altri articoli che abbiamo dedicato al basket giovanile, ce n’è uno dello scorso agosto (lo trovate QUI) in cui ci occupammo della curiosa vicenda del campionato Under 19 maschile eccellenza: ci eravamo accorti che, nonostante le disposizioni organizzative annuali della Fip (le cosiddette DOA) prevedessero che a questo campionato potessero essere ammesse soltanto 65 squadre di tutta Italia, oltre a sette wild card assegnate dalla Federazione, le squadre effettivamente iscritte erano 78, sei in più del previsto, con le squadre del Lazio a beneficiare maggiormente di questo ampliamento, passando da cinque a nove iscritte. Tra le stranezze segnalate nell’articolo c’era inoltre l’inserimento tra le aventi diritto di società che non avevano titoli sportivi per partecipare al campionato, e di altre ammesse pur essendosi l’anno precedente rifiutate di partecipare perché, in buona sintesi, consideravano questo campionato uno spreco di tempo e di denaro.
A quell’articolo, pubblicato il 9 agosto 2024, non giunsero more consueto repliche ufficiali da parte della FIP: mail, comunicati stampa, cose così insomma. Arrivò però una risposta semi-ufficiale, una specie di sfogo di Giuseppe Rizzi, responsabile del settore giovanile della Fip, sotto forma di commento ad un post Facebook che linkava l’articolo in questione. La schermata del commento è pubblicata dopo il successivo capoverso.
Scriveva Rizzi il 10 agosto – e lo citiamo letteralmente, maiuscole comprese – “Trovandoci di fronte ad un panorama DESOLANTE dove DECINE di squadre (anche di società che dovrebbero essere ben strutturate, tipo A2 o B nazionale) non avevano ottempetato [sic] alle indicazioni delle DOA per l’iscrizione al campionato (es.: presentazione contratti di lavoro sportivo, documentazione idoneità campi) entro il termine stabilito del 20 luglio […], la Commissione Attività Giovanile ha ritenuto di proporre l’ammissione sub-judice di tutte le domande ricevute […] a condizione che entro il 31 agosto la documentazione venga completata. […] Chi delle 78 squadre non avrà la documentazione completa, non sarà ammessa al campionato”. Alla fine risulta che tutte e 78 le società che avevano chiesto l’iscrizione hanno partecipato al campionato, Todos Caballeros, e quindi delle due l’una: o il panorama non era così desolante come sosteneva Rizzi, oppure tutte le società inadempienti si sono messe in regola e hanno prodotto la documentazione mancante. E l’hanno fatto tra il 10 e il 31 agosto! Scusate, ma ci scappa un po’ da ridere.

Ad un anno di distanza, dopo le elezioni che hanno sancito la rielezione di Petrucci alla presidenza FIP per il suo quarto e penultimo mandato (si scherza, eh!), queste sono le settimane in cui ci si prepara all’inizio della nuova stagione sportiva. Ecco quindi che da pochi giorni la FIP ha messo a disposizione sul proprio sito le norme che disciplinano l’organizzazione dei campionati 2025-2026. A differenza del passato, quando le disposizioni relative a tutte le competizioni, dalla A1 sino ai campionati regionali e giovanili, erano contenute in un unico documento detto appunto DOA (QUI l’ultima versione di quelle dell’anno sportivo 2024-25 che si sta concludendo), quest’anno le norme specifiche per l’ammissione ai campionati di eccellenza Under 19, Under 17 e Under 15, i più importanti nel panorama giovanile maschile italiano, sono state raccolte in un documento a parte, denominato “Manuale per la concessione della licenza e condizioni per la partecipazione ai campionati giovanili d’eccellenza”. Lo trovate QUI.
Concentriamoci sul campionato Under 19 Eccellenza, sicuramente il più importante: la gara per l’assegnazione dello scudetto dello scorso 4 maggio tra Olimpia Milano e Aquila Basket Trento si è disputata al Palazzetto dello Sport di Viale Tiziano a Roma davanti a 3.000 spettatori. Il manuale appena pubblicato stabilisce quattro requisiti di base per poter ottenere la licenza di partecipazione; di questi, tre sono analoghi a quelli dello scorso anno e riguardano l’impiantistica (disponibilità di un campo di gioco adeguato, attrezzatura, dotazioni regolamentari), lo staff della squadra (allenatore, assistente, dirigente accompagnatore, preparatore fisico, ciascuno con le competenze, l’esperienza e il livello di formazione richiesto dai regolamenti FIP), e adesione al progetto federale per il rilevamento delle statistiche. Il quarto criterio, introdotto quest’anno, consiste nell’obbligo per la squadra che gioca in casa di trasmettere la diretta streaming delle partite.
Tutto qui? Non proprio, il diavolo si annida nei dettagli. Nello schema sotto è riportato il dettaglio relativo al secondo criterio, quello relativo allo staff: a sinistra i criteri contenuti nelle DOA 2024-2025, a destra quelli del Manuale per la concessione delle licenze 2025-2026. Come dice un settimanale enigmistico che vanta innumerevoli tentativi di imitazione, “Aguzzate la vista”.

Trovate le differenze? Non è difficile, dai! Si passa da “Contratti Staff” a “Requisiti – Staff”; l’anno scorso era necessario depositare i contratti di lavoro sportivo di allenatori, dirigenti e preparatori fisici, quest’anno invece è sufficiente che lo staff sia regolarmente tesserato per la FIP con le qualifiche previste dal campionato: capo allenatore, assistente allenatore, dirigente accompagnatore, preparatore fisico.
A questo punto dobbiamo fornire alcune informazioni di contesto che la Fip e le società ad essa affiliate conoscono benissimo, ma che il comune lettore non è tenuto a conoscere. Il 1° luglio 2023 è entrata in vigore la cosiddetta “Riforma dello sport”, un insieme normativo che regola l’attività delle società sportive, sia professionistiche che dilettantistiche, e il lavoro sportivo, a partire dalle forme di inquadramento (lavoro dipendente, lavoro autonomo, collaborazione coordinata e continuativa, etc.) per finire agli aspetti tributari. Si è trattato di un passaggio epocale per tutto il mondo dello sport, che ha visto finalmente riconosciuto – citiamo l’articolo 3 del decreto legislativo 36 del 2021, il testo cardine della riforma, “il valore culturale, educativo e sociale dell’attività sportiva, quale strumento di miglioramento della qualità della vita e di tutela della salute, nonché quale mezzo di coesione territoriale”. Vista l’importanza della riforma e le sue implicazioni per l’organizzazione e l’attività delle società sportive, nei due anni circa che hanno preceduto l’entrata in vigore della riforma la Fip ha dedicato tanto tempo e tante risorse alla disseminazione di informazione sull’argomento ed alla formazione delle società affiliate, con corsi, seminari, documentazione, modulistica e quant’altro. Sul sito della FIP è presente una sezione specifica (QUI) dedicata alla riforma dello sport, contenente tra l’altro i fac-simile dei contratti di lavoro sportivo da utilizzare per l’inquadramento dei collaboratori delle società: allenatori, istruttori, dirigenti, preparatori fisici, etc.
Fine dell’inciso, torniamo al confronto tra le regole per l’ammissione ai campionati di eccellenza dell’anno passato e quelle di quest’anno: volendo fare una sintesi, magari un po’ semplicistica ma certamente comprensibile a tutti, possiamo dire che l’anno scorso le società per partecipare ai campionati giovanili di eccellenza dovevano dimostrare di essere in regola con le leggi dello Stato e con le norme della Fip. Quest’anno invece sembra che basti solamente il rispetto delle seconde.
Il lettore tragga le sue conclusioni. A noi rimangono soltanto le domande finali:
- Al dottor Giuseppe Rizzi, responsabile del settore giovanile della Fip, che un anno fa è stato l’unico ad avere la cortesia di rispondere ai rilievi sollevati dal nostro articolo: dal momento che tutte e 78 le società che al 10 agosto dell’anno scorso risultavano ammesse sub judice al campionato Under 19 eccellenza hanno poi effettivamente partecipato al campionato in questione, ci può confermare che tutte e 78 hanno ottemperato entro il termine del 31 agosto agli obblighi previsti dalle DOA 2024-2025, con particolare riferimento al deposito dei contratti di lavoro sportivo del personale di staff?
- Al dottor Maurizio Bertea, segretario generale della Fip, e naturalmente al dottor Giovanni Petrucci, pluripresidente Fip e incontrastato imperatore dei canestri italici: come mai dai requisiti per la partecipazione ai campionati giovanili di eccellenza 2025-2026 manca, a differenza dell’anno passato, l’obbligo di deposito dei contratti di lavoro sportivo degli staff tecnici? Non pensate che questo mancato obbligo possa incentivare le società meno corrette ad adottare forme di inquadramento e di retribuzione del personale non conformi a quanto previsto dalla recente Riforma dello sport che la Fip si è tanto meritoriamente spesa per promuovere presso le società affiliate? Esistono dati relativi al numero di contratti di lavoro sportivo attivati dalle società affiliate alla Fip a partire dal 1 luglio 2023, data di entrata in vigore della Riforma dello sport?
Come sempre, attendiamo risposta.






