Gravina ordina, Del Pino affonda mentre Malagò gioca al puzzle

Il presidente Figc promette il ruolo di vice mentre in serie B Balata torna a rischio. Il Coni cerca il sottosegretario giusto ma non fa i conti con Draghi

Ah, prima la vita era tutto un quiz. Di questi tempi è diventata tutta una scommessa. «Una gestione strategica più sostenibile sarà possibile favorendo la crescita della redditività delle squadre, semplificando l’accesso a nuove fonti reddituali, come i proventi dal betting». Così Gravina. Testuale e ormai ovunque, nell’etere persino più di Mario Draghi. Esclusivo sempre, stavolta a “Think tank Riparte l’Italia”, osservatorio economico e sociale. Ma forse era solo un tam-tam. Ne resta l’eco. Il calcio italiano? Un pallone da rilanciare col betting. Scommesse. Parola del capo Figc.

Resistere, resistere. Resistere fino a lunedì, il grande giorno del voto: è questo invece quanto ha ordinato a Del Pino, presidente della Lega Serie A silurato e sfiduciato dai presidenti dopo la spaccatura sul fronte dei diritti tv e sull’affondamento del progetto fondi. Già materia in puntate precedenti, c’è da accogliere con vivo compiacimento che la notizia si sia colorata di rosa ma alla quale però forse manca un collegamento.

E già perchè se Del Pino affonda con il fondo traslocando in via Allegri da vice-presidente, con il fondo potrebbe affondare pure Balata, il presidente della Lega Serie B. Il messaggio recapitato allo stesso indirizzo: via Rosellini, Milano. Dietro la controversa elezione on-line (dalla Lega Dilettanti all’Aia, dalla Legapro alle altre federazioni voti tutti in presenza) si rintraccia un filo lungo. Partito dal fondo Cvc-Advent, lega il vice-presidente della Banca Rothschild Scaroni (presidente Milan) all’amico Galliani. Il patron del Monza aveva assicurato e rassicurato tutti gli altri presidenti (ultimo a cadere pare Sebastiani del Pescara) di serie B: ci sarà una fetta anche per voi. Balata aveva incartato il piatto. E ora?

Ora, in attesa della torta, palla su un’altra casella da riempire. Quella della delega allo sport nel governo Draghi. Una velina di Palazzo assottiglia il lotto dei pretendenti. Riportiamo, senza commenti. Forza Italia e Malagò puntano su Marin, ex campione di scherma. Italia Viva e Malagò puntano sul romano Luciano Nobili, ex rutelliano. Il PD e Malagò puntano sulla romana Patrizia Prestipino, folgorata sulla strada renziana e poi tornata a casa. L’ex ministro cinquestelle Spadafora e Malagó puntano su Spadafora. Movimento Cinque Stelle senza presidente del Coni puntano sulla Dadone, ministro delle Politiche Giovanili. E’ tutto un quiz? No, solo scommesse. L’ha detto Draghi. Il capo. Che forse lascerà a Roberto Garofoli, dicono sia un amante del tennis. A lui la palla avvelenata?

(Castelli di sabbia, 21)

 

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