INDISCRETO

Figc, ombre su una nomina di Gravina al settore giovanile Liguria

Sentito il parere di Tisci, il presidente affida il ruolo di coordinatore regionale dello “scolastico” a un allenatore 9 anni fa arrestato per spaccio di droga
Vito Tisci e Gabriele Gravina
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Inattesa. E sorprendente. La si potrebbe definire quantomeno così, magari anche con altri cento, mille aggettivi. È una nomina, è la nomina ufficializzata nel comunicato numero 81/A della Figc pubblicato il 29 settembre 2021 – il giorno prima del rumoroso consiglio federale con (l’inibito o non inibito?) Claudio Lotito messo alla porta – firmata dal segretario generale Marco Brunelli e da Gabriele Gravina. È la nomina di Patrizio Bruzzo a coordinatore federale regionale della Liguria per l’attività giovanile e scolastica. Il suo nome è insieme a quello di altri dodici coordinatori regionali, tutti insieme nella delibera firmata dal presidente Gravina, sentito il presidente del Settore Giovanile e Scolastico della Figc, il pugliese Vito Tisci. Sono però il suo nome e la sua nomina (in Basilicata comunque si registrano fermento, incredulità e fibrillazioni per l’incarico affidato a Maurizio Colonnese, fratello di Ciccio, ex difensore di Inter e Napoli) quelle che più rimbalzano. Un rimbalzo potente con un bel salto all’indietro. Ben nove anni, dal settembre 2021 fino all’estate genovese del 2012. Precisamente al primo di agosto, ad articoli di quotidiani e siti web – dal Secolo XIX a Genova Today – che a tutta pagina rendevano conto di un’operazione dei carabinieri. Sul quotidiano “la Repubblica”, così (vedi qui). “L’hanno beccato mentre cedeva dosi di cocaina ad alcuni giovani, a contrattare prezzo e quantità sulla spiaggia di Priaruggia. Sotto i bagliori dei fuochi d’artificio per la festa del quartiere, i carabinieri hanno notato Patrizio Bruzzo, allenatore della scuola calcio del Genoa fino allo scorso 15 giugno, che cercava di nascondere un involucro di droga. L’uomo ha capito di essere sotto i riflettori degli uomini dell’Arma, ma non è riuscito a liberarsene. Per lui sono scattate le manette perché colto in flagranza di reato. Sottoposto poi a perquisizione, presso la sua abitazione di Priaruggia i carabinieri hanno scovato ben 324 grammi di cocaina e 40 grammi di hashish. In casa il 36enne custodiva anche 35 mila euro, buona parte provento dall’attività di spaccio. È stato lo stesso allenatore a confessare tutto al sostituto procuratore Patrizia Petruzziello, forse per alleggerire la sua situazione penale. Tant’è che ieri, prima di essere interrogato per la convalida dell’arresto, assistito dal suo avvocato Maria Riccio, ha voluto rendere dichiarazioni spontanee al gip Massimo Cusatti: «Non ho mai fatto cessione di droga ai ragazzini, tantomeno ai bambini da me allenati: i miei clienti appartengono ad ambienti estranei al Genoa»”. Arrestato per spaccio di droga l’allenatore della leva 2004 (all’epoca categoria Pulcini) del Grifone: imbarazzo, fastidio e sconcerto anche per la società di Enrico Preziosi, così tanto che il Genoa diramò subito un comunicato stampa (dunque ancora visibile, come gli articoli di cronaca del periodo) per prendere le distanze da un allenatore a cui non era stato rinnovato il contratto (“per motivi tecnici e professionali”) appena un mese prima. «La società, sottolineando che gli episodi contestati all’individuo riferiscono alla esclusiva sfera personale, augura al signor Bruzzo di dimostrare estraneità agli eventuali fatti a lui imputati e si riserva di tutelare i propri interessi e la propria reputazione, nei confronti di chi potesse screditare l’integrità, la probità e la professionalità della società stessa e del suo settore pre-agonistico».

Sono passati nove anni, da quel giorno d’estate. Nove lunghi anni e un lungo percorso: di riabilitazione e di reinserimento. Quella traccia appartiene al passato, adesso Patrizio Bruzzo può invece mettersi al petto una medaglia lucente, prestigiosa, evidentemente meritata: il presidente Gravina l’ha appena nominato coordinatore del Settore Giovanile e Scolastico della Figc in Liguria. La nomina, recita il comunicato federale 81/A, gli è stata sottoposta da Vito Tisci.

Appena la settimana scorsa i due s’erano incontrati e parlati nel corso del tour al Comitato Puglia del presidente federale che gli aveva poi donato la maglia della nazionale con tanto di nome e di numero. Il 18. Diciotto tanti quanti gli anni trascorsi da Vito Tisci con cariche federali significative, prestigiose: presidente del Settore Giovanile e Scolastico Figc dal 2014, presidente LND Puglia dal 2004, vicepresidente vicario Coni Puglia, membro del consiglio direttivo LND e del consiglio direttivo del Settore Tecnico Figc (nuovo incarico, dal 14 settembre “decide” infatti anche sugli allenatori), membro della Commissione Calcio Giovanile Uefa, direttore responsabile LND Puglia Magazine. Un elenco sterminato di cariche. Un lungo curriculum.

Ce l’ha naturalmente – e l’ha pubblicato – anche Patrizio Bruzzo, persona intelligente e di valore dicono tutti quelli che hanno avuto modo di conoscerlo e apprezzarlo: leggere il curriculum aiuta a capire come sia riuscito a risalire la china, a cancellare quella macchia, a far dimenticare quell’arresto per spaccio di cocaina e hashish del 2012, a trovare la via del riscatto. Una nuova vita. Nove anni dopo adesso è lì, a prendersi la rivincita. Coordinatore del Settore Giovanile e Scolastico Figc Liguria. Partendo proprio da quel 2012: responsabile delle squadre giovanili del Genoa (under 17, under 11, under 8) a molte esperienze straniere (responsabile tecnico della rappresentativa Scandinavia, programmi di addestramento e formazione in club tra i quali il Malmoe, il Rosenborg e il Molde), poi dal 2014 al 2016 all’Associazione Italiana Allenatori Calcio del Settore tecnico Figc a Coverciano, e ancora responsabile progetto studi e ricerca di federazioni e club professionistici stranieri. La laurea in Scienze Motorie a Genova ottenuta dopo il conseguimento del diploma di “match analyst”, diplomandosi a Coverciano nel 2014.

Al centro tecnico federale di Coverciano come fosse una seconda casa, il posto giusto dove poter cancellare il passato. Per scrivere una storia diversa. Il diploma di allenatore professionista di Seconda Categoria Uefa A conseguito nel 2012 come un primo steep: il patentino conseguito a Coverciano, nella scuola allenatori diretta da Renzo Ulivieri, presidente dell’Aiac. Poi, sei anni dopo, tra un’esperienza all’estero e qualche lezione da docente (a gettone) al corso di Laurea in Scienze Motorie a Genova, il conseguimento del diploma di allenatore professionista di Prima Categoria Uefa Pro. Conseguito al termine della stagione sportiva 2017/2018: presidente dell’Aiac (Associazione italiana allenatori calcio, lo è ancora) nonché direttore della scuola allenatori di Coverciano era (lo è ancora) Renzo Ulivieri. Inciso: da regolamento del settore tecnico (art. 8) la nomina è decisa dal presidente federale sentito il presidente del settore tecnico (all’epoca era Gianni Rivera, ora è Demetrio Albertini); il presidente del settore tecnico però viene nominato dal presidente federale sentito però il parere del presidente dell’associazione. Un bel corto circuito. Matasse difficili da sciogliere: per il Codice Etico votato tra gli altri proprio da Ulivieri in un consiglio federale del 2015, si tratterebbe di conflitto di interessi.

Tornando al 2018 e a Bruzzo, all’anno della laurea da allenatore con il massimo dei voti (110 con lode) dopo un percorso pieno di norme, regole, cavilli: per l’iscrizione era necessario ottenere il punteggio che ottemperasse ai requisiti richiesti dal bando che metteva a disposizione 25 posti (in sovrannumero), l’agognata ammissione ad un corso che ogni anno vede esclusioni eccellenti perché il punteggio necessario è dato anche dalla somma dei titoli di precedenti esperienze da calciatore e allenatore. Nel bando previste autocertificazioni e anche i motivi di esclusione: “squalifiche superiori a 90 giorni nella stagione precedente e quella corrente, squalifiche superiori ai 12 mesi nei tre anni precedenti, squalifiche superiori a 90 giorni nella stagione di frequentazione del corso”. Nel bando di ogni anno non si fa accenno ad altri inciampi né a procedimenti di giustizia civile e penale mentre è articolato l’elenco dei “requisiti, incompatibilità e gratuità” previsti dallo Statuto federale per i componenti degli organi elettivi e di nomina federale.

Il percorso di tecnico completato da Patrizio Bruzzo con le braccia al cielo: col massimo dei voti nel 2018 sarebbe così diventato allenatore di Prima Categoria Uefa Pro. Il sogno di tanti per lui era diventato realtà. Una bella soddisfazione anche per il papà, Santino Bruzzo che per anni ha ricoperto incarichi nel comitato ligure. La Liguria, la terra anche dell’avvocato Luca Perdomi, partito da Chiavari e arrivato fino alla carica di vice-presidente dell’Aiac (dopo una serie d’incisivi esposti è ora in Aiac solo come direttore generale dell’associazione ma è anche consigliere della cassaforte “Federcalcio servizi”, ligure è anche Umberto Calcagno, presidente dell’Associazione italiana calciatori mentre il fratello Alessandro è delegato di Aiac Tigullo nonchè delegato assembleare di Aiac nazionale) voluto proprio dal presidente Renzo Ulivieri, il direttore della scuola allenatori di Coverciano. Proprio Renzo Ulivieri fu il relatore (l’altro era Luigi Accame) della tesi di laurea calcistica dell’allenatore Patrizio Bruzzo: “Il sistema variabile di gioco”. Un titolo accattivante. Prestigioso è sicuramente quello appena ottenuto con la nomina del presidente federale Gravina, su proposta di Vito Tisci: coordinatore del Settore Giovanile e Scolastico della Figc. In Liguria. A Genova. Nove anni dopo, quell’infausta nottata del 28 luglio 2012 è solo un ingiallito ricordo. Anche per la Figc di Gravina.

 

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