Serie C, i teppisti di Foggia e l’invasione: torneo alla deriva. La vergogna sta nel Palazzo del pallone

Si nascondono…

In questa fotografia desolante (triste, amara eppure la più descrittiva), compaiono alcuni ragazzi che il calcio lo amano, lo praticano, lo sognano: se ne stanno accovacciati e rintanati dietro un pannello pubblicitario, si riparano mentre il prato di uno stadio si è trasformato in uno scenario di “guerra”: lancio di fumogeni, scoppio di petardi, un gruppo di teppisti (mascherati), sedicenti tifosi, ha invaso il campo. In fuga arbitro e giocatori, cercano riparo negli spogliatoi. Partita sospesa.
Mentre si scatena la furia bestiale, un gruppo di ragazzi ha trovato riparo dietro quel pannello pubblicitario. Mai spot potrebbe essere più azzeccato: scene di calcio (professionistico) italiano nell’anno di (dis)grazia 2026.
Ci sono alcuni raccattapalle (in realtà giocano nelle giovanili del Monopoli) e alcuni giocatori del Foggia: con gli occhi sbarrati e increduli, stanno assistendo alla furia di alcuni teppisti mascherati da tifosi del (povero e glorioso) Foggia, ad un passo dalla retrocessione in serie D.
Già sotto amministrazione giudiziaria (nel girone C di Lega Pro c’è anche il Crotone), ha racimolato 27 punti in 37 partite: è tecnicamente ancora in “vita” perché alle sue spalle ci sono il Siracusa e il Trapani.
Domenica prossima proprio le due siciliane si affronteranno. Il Trapani, già retrocesso, sul campo ha conquistato 48 punti: sarebbe stato ai playoff se il suo proprietario (Valerio Antonini, che intanto minaccia di ricorrere al Tar chiedendo la sospensione dei playoff) non fosse incappato in una serie (infinita) di infrazioni che hanno causato la bellezza di 25 punti di penalità (l’esclusione per recidiva sfumata solo perché la Procura federale ha “sbagliato” un deferimento e perché nel codice di giustizia sportiva – scrive il collegio del tribunale federale in una sentenza – non si è chiarito l’equivoco tra una congiunzione (e) e un alternativo (o)… ).
Anche il Siracusa ha collezionato penalità: 11 punti (altrimenti sarebbe in piena lotta salvezza), da mesi i calciatori non ricevono gli stipendi, il club ha appena scongiurato il fallimento.
È solo qualche piccolo appunto sul girone C di serie C: si potrebbe magari aggiungere che ieri la partita Sorrento-Atalanta under 23 (i club di A versano alla Lega un milione per far giocare le seconde squadre) non c’è stato nemmeno un pagante. Da anni il Sorrento è costretto ad emigrare perché il suo stadio sarebbe in ristrutturazione: da anni gioca in Basilicata…forse perché in Campania nessuno potrebbe ospitarlo. Ma alla Lega serie C, alla Figc, a tutto il calcio sta bene così.
Si potrebbe allargare il discorso agli altri gironi (vedi caso Ternana, ad esempio, si potrebbe ritornare sul Rimini, sulla Triestina), si potrebbe aggiungere che – siamo ad aprile – molti club partiranno nella prossima stagione con penalità. Qualcuno, invece, non ci sarà proprio. Qualcuno resterà nell’opacità…
Evidentemente questa situazione complessiva sta bene a tutto il palazzo del nostro calcio.
Quelli che lo abitano, quelli che lo comandano, se ne stanno riparati, nascosti. Per ignavia, per potere, per incapacità. Tengono il calcio tra le loro mani, fanno solo passerelle. Dovrebbero invece nascondersi, per la vergogna.
Mentre quegli altri – i ragazzi sul prato del Veneziani – quelli che il calcio lo amano, lo giocano, lo sognano – quegli altri che dovrebbero stare sul prato e giocare, se ne stanno invece lontani. Nascosti. Per la paura.

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