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Gravina vacilla dopo il pressing della serie A in rosso: nel nuovo manuale licenze Figc è in bilico l’indice di liquidità per le iscrizioni

In anteprima la bozza con le novità da approvare nel consiglio federale del 20 dicembre. L'indicatore previsto a pagina 2 ancora in discussione: resterebbe solo per il mercato. Nel documento solo un anticipo sui tempi di adempimenti e istanze. E una modifica delle Noif

Dopodomani il presidente federale Gabriele Gravina, scortato dai campioni del mondo Tardelli e Perrotta e da Federica Cappelletti (la vedova di Paolo Rossi diventata in estate presidente della Divisione serie A femminile), presenterà alla Luiss il bilancio integrato della Figc. Mercoledì 20 invece presenterà invece nella sala “Paolo Rossi” di via Allegri in consiglio federale il nuovo Manuale delle Licenze sportive per la stagione 2024/25, cioè la serie (e i termini) di adempimenti che i club professionistici devono osservare per ottenere l’iscrizione al campionato. Nella bozza del documento da sottoporre al voto dei consiglieri federali, a pagina 2 del capitolo dedicato ai criteri economico-finanziari, c’era una novità: l’inserimento del famigerato, temuto e discusso indice di liquidità (è il rapporto tra attività correnti e passività correnti che misura la capacità di far fronte agli impegni finanziari a breve termine di una società) come indicatore da rispettare anche per ottenere la licenza e non solo per operare sul mercato. Nella bozza si legge(va): “Entro il 30 maggio i club dovranno depositare presso la Covisoc il prospetto contenente l’indicatore di liquidità determinato sulla base delle risultanze della situazione patrimoniale intermedia al 31 marzo 2024… In caso di mancato rispetto dell’indicatore di liquidità nella misura del… ci sarà la contestazione della Covisoc entro una settimana“.

Nella bozza erano stati lasciati i puntini sospensivi che avrebbero dovuto essere sostituiti soltanto con la misura dell’indicatore. La misura doveva essere definita dopo gli incontri con le varie Leghe. Alla fine però la misura pare essersi come dissolta, evaporata, forse scomparsa: la situazione economico-finanziaria di molti club è precaria, i bilanci in rosso soprattutto dei club di serie A metterebbe a serio rischio l’iscrizione anche di società titolate, e così pare che il pressing portato soprattutto dalla Lega serie A abbia “smussato” la volontà del presidente federale anche perché in questi mesi che porteranno all’assemblea straordinaria e poi al voto per la rielezione federale la diplomazia è un’arte da utilizzare con grande attenzione e andare allo scontro non gioverebbe. Gravina ha bisogno di un campo largo, e chissà magari nella ridefinizione dello statuto alla componente Lega serie A potrebbe essere assegnato un peso maggiore dell’attuale 12%. Nel corso dei giorni e delle riunioni l’inserimento dell’indice come parametro/sbarramento alle iscrizioni è tornato ad essere una variabile. Ci sarà o non ci sarà nel giorno dell’approvazione? La misura forte, la novità più concreta, sarà catalogata ancora una volta nel calendario delle prossime e future decisioni? Una settimana e si saprà. Nel caso dovesse evaporare sarebbe un dejà vu.

Mettere in sicurezza il sistema, anticipare i termini per gli adempimenti finalizzati alla concessione della Licenza nazionale, evitare che nel corso della stagione sportiva e agonistica piombino deferimenti, processi e penalizzazioni che poi modificano (stravolgono, a volte) la classifica, evitare che club non in regola attraverso scappatoie continuino a giocare inficiando la regolarità del campionato. E poi evitare conflitti tra norme statali e norme federali, evitare quel lungo percorso – cinque gradi di giudizio – lungo il quale si annodano, irti e pungenti, ricorsi, sentenze, ingiustizie, fallimenti. Quante volte in questi quasi sei anni di presidenza federale Gabriele Gravina ha ripetuto queste parole. Sempre, ogni anno, più volte nel corso dello stesso anno.

E quante volte – praticamente da sei stagioni di fila – è andato (quasi) tutto liscio? Mai. Nemmeno una volta. Ogni anno squadre che saltano in Lega Pro, società che in B o in A non adempiono agli obblighi, che non pagano stipendi e ritenute fiscali, che non osservano (a volte aggirano) quanto prescritto dalle norme, e nell’ultima stagione persino nodi stringenti legati all’impianto sportivo hanno generato papocchi, pastrocchi, pastoie: e via giù con la giostra dei deferimenti, dei ricorsi, dei giudizi che modificano poi ogni volta le pene nel corso dei diversi e tanti gradi di giudizio. Per non parlare poi dell’inferno estivo: un girone infernale nel quale – l’esempio degli ultimi due anni è ancora sotto l’occhio – l’avvio dei campionati di B e Lega Pro sono stati bloccati, congelati, modificati, stravolti.

Un provvedimento governativo preso a giugno con decreto proposto dal solerte ministro dello Sport Andrea Abodi ha intanto stabilito che da questa stagione le penalizzazioni vengano comminate solo al termine dell’ultimo grado di giudizio, dunque praticamente dovrebbero (forse) piombare a fine stagione. La modifica nella giustizia sportiva non ha però eliminato un’abnormità: i cinque gradi di giudizio, gradi che partono dalle aule dei tribunali sportivi, passano poi per il Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni e che infine approdano nei tribunali della giustizia amministrativa, quella che cioè in questi anni ha messo sempre la parola fine (non sempre la parola più corretta) a giudizi spesso assai controversi. Controversie e frizioni negli ultimi anni, e specie negli ultimi mesi, si sono registrate tra il presidente federale, l’ufficio giuridico federale e alcuni componenti della Covisoc, la commissione che vigila sui bilanci dei club e che esprime il parere (non vincolante) sulle iscrizioni, iscrizioni sulle quali decide il consiglio federale: spesso, è successo anche quest’estate, dalla Covisoc si è arrivati sino al Consiglio di Stato per capire chi aveva diritto a iscriversi e chi no secondo quanto previsto dal manuale delle licenze sportive che viene cambiato, modificato e approvato ogni anno. Prima di mettere mano al nuovo Manuale delle Licenze sportive (per la stagione 2024/25), la Figc di Gravina un mese fa ha però “partorito” la nuova Covisoc, composta adesso da tre magistrati amministrativi e da un avvocato che lavora all’Avvocatura dello Stato nello staff del presidente del Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni (leggi qui). Nomine ratificate nel consiglio federale di metà novembre, quello nel quale Gravina aveva annunciato anche l’approvazione a dicembre (il consiglio federale è per il 20) del Manuale delle licenze sportive per la stagione 2024/25 mentre ha fissato per l’11 marzo l’assemblea straordinaria per cambiare lo Statuto Federale minacciando l’eliminazione del diritto d’intesa con lo scopo di trovare, a pochi mesi dalle elezioni federali, un motivo che lo faccia rieleggere al soglio presentando il suo pacchetto di riforme.

Il Manuale è il frutto del lavoro degli uffici della Figc e del confronto con i presidenti delle componenti federali, è una sorta di mediazione che coinvolge poi le varie leghe (serie A, B, Lega Pro), ma soprattutto si rivela un rimando di bozze, di proposte, di riunioni. Nella scorsa settimana Gravina ha visto prima Balata e poi Marani, ha risondato la serie A che resta sempre lo scoglio più grande da superare (nell’estate del 2022 Figc sonoramente sconfitta sull’indice di liquidità, bocciata persino dal Collegio di Garanzia, leggi qui) specie quando c’è da trattare su indice di liquidità e altre misure finanziarie e di controllo. La bozza (di seguito, nel corso dell’articolo, verranno trattate alcune anticipazioni) è stata più volte modificata e adesso pare pronta all’approvazione nell’ultimo consiglio federale del 2023. L’obiettivo è (era) inserire una serie d’indicatori di controllo finalizzati al contenimento e alla riduzione dell’indebitamento generale del sistema professionistico, eppure dalla lettura delle bozze emerge – al momento – solo una breve anticipazione dei termini sulla presentazione delle domande: tra l’altro molti club a metà maggio potrebbero ancora non conoscere il proprio destino sportivo. Riforme epocali, correttivi reali e interventi concreti non si intravedono. Anzi, il passaggio più importante rischia di tramutarsi solo in un vistoso dietrofront.

Perché a pagina 2 della bozza dedicata al capitolo dei Criteri legali ed economico-finanziari, si indicava l’indice di liquidità (che funziona un po’ come le targhe alterne, un anno c’è e l’anno dopo no in materia di iscrizioni, mentre invece resta per il mercato, indice che nella scorsa stagione era di 0,6 per la serie A, di 0,7 per B e C) senza però la definizione della misura precisa, lasciata con un puntino sospensivo da riempire. Come mai? Perché? Perché il pressing dei club, soprattutto quello avanzato dai club di serie A (molte società, anche e soprattutto quelle di fascia alta, sono in evidente difficoltà), sarebbe andato felicemente in porto: nella bozza definitiva da votare e approvare nel consiglio federale del 20 dicembre potrebbe non esserci più l’indice di liquidità, misura prevista come indicatore in materia di iscrizioni. Resterebbe solo per il mercato. Tra l’altro, secondo quanto detto a novembre 2022 da Gravina, la misura doveva essere uniformata per le tre leghe, alzata allo 0,7 e poi allo 0,8. Da ricordare infine che la stagione di serie A terminerà il 26 maggio, i playoff di B inizieranno il 10 maggio e quelli di Lega Pro il 5 maggio.

Proposta modifica Noif. Tra i vari temi, resta d’attualità la proposta di modificare il titolo VI delle Noif. Sugli indicatori di controllo la bozza (valida per i club di A, B e C) che circola in questi giorni indica questo (il passaggio importante è sul blocco delle operazioni di mercato, sblocco che la proprietà può ottenere ripianando con mezzi propri e non grazie a liquidità derivante da operazioni di cessione): “Lasciare inalterato l’attuale sistema relativo agli indicatori di controllo, proponendo una modifica delle sanzioni derivanti dal mancato rispetto delle misure stabilite. La proposta è la seguente: in caso di mancato rispetto della misura minima dell’indicatore di liquidità ma di rispetto dei due valori soglia riguardanti l’indicatore d’indebitamento e l’indicatore di costo del lavoro allargato, alle società verrà applicato il blocco del marcato cd. “parziale” (potranno, cioè, operare solo con saldo finanziario positivo). Le stesse potranno richiedere la revoca del provvedimento attraverso tutte le modalità di ripianamento della carenza finanziaria, consentite dall’art. 90 comma 5 delle Noif; in caso di mancato rispetto della misura minima dell’indicatore di liquidità e di contestuale superamento di anche solo uno dei due valori soglia relativi all’indicatore d’indebitamento e all’indicatore di costo del lavoro allargato, alle società verrà applicato il blocco del mercato cd. “totale” (pertanto non potranno procedere al tesseramento dei diritti pluriennali). Le stesse potranno richiedere la revoca del provvedimento dopo aver ripianato la carenza finanziaria (che sarà maggiorata del 25% o del 50%) solo attraverso l’apporto di mezzi propri (non sarà quindi consentito l’utilizzo di liquidità derivante da cessioni pro-soluto di crediti commerciali o di crediti derivanti da operazioni di trasferimento calciatori). Inoltre con riferimento alle società che comunicheranno di aver fatto ricorso agli strumenti del codice della crisi d’impresa, si propone di applicare il blocco del mercato “totale”, dal momento in cui le stesse presentano domanda di accesso agli istituti di regolazione della crisi e dell’insolvenza e fino all’eventuale provvedimento di omologa da parte della competente autorità giudiziaria, a seguito del quale il blocco del mercato diventerà “parziale” per le due successive sessioni di mercato. Infine, al fine di rendere il più possibile omogeneo l’indicatore di Costo del Lavoro Allargato all’indicatore UEFA “squad cost rule”, si propone di introdurre tra il costo del lavoro, anche i Costi per agenti sportivi, se non già direttamente imputati ai diritti pluriennali alle prestazioni dei calciatori. Per la serie B: mantenere il sistema del massimale (come comunicato dell’1 giugno 2023, che prevede il controllo in capo alla LNPB) con un’eventuale ridefinizione delle attuali soglie. Per la serie C: mantenere il sistema del massimale (comunicato dell’1 giugno 2023, che prevede il controllo in capo alla Lega Pro”.

Di modifiche proposte nel documento/bozza/proposta ve ne sono anche per il pagamento dei tesserati: “Tenuto conto delle nuove tempistiche che saranno introdotte nel Manuale delle Licenze Nazionali 2024/2025, si rappresenta la necessità di adeguare le Noif anche con riferimento ad alcune delle scadenze relative al pagamento degli emolumenti netti dovuti ai tesserati, al versamento di ritenute e contributi. Per la serie A: la scadenza del trimestre gennaio-febbraio-marzo dovrà essere anticipata al 16 maggio (in luogo del 30 maggio) e dovrà essere previsto il pagamento di aprile nel nuovo termine perentorio che sarà indicato nelle Licenze Nazionali. Per la serie B e la serie C: andrà abrogata la scadenza del 16 marzo relativa al bimestre gennaio-febbraio, posta l’oggettiva difficoltà nel renderla afflittiva nel campionato in corso, e rimodulata come segue: -trimestre novembre-dicembre-gennaio con scadenza 16 febbraio; -mensilità di febbraio con scadenza 16 aprile; -bimestre marzo-aprile nel termine delle licenze nazionali”.

 

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Le novità nella bozza del Manuale: contratti e termini. Qui di seguito si riportano solo le novità inserite nella bozza del nuovo manuale. Entro il 30 aprile le società dovranno depositare presso la Covisoc copia dei contratti relativi ad acquisizioni internazionali depositati tra l’1 gennaio e il 28 febbraio 2024 e dovranno dimostrare di non avere debiti scaduti al 28 febbraio nei confronti di società e federazioni estere; dovranno inoltre depositare copia dei contratti relativi ad acquisizioni internazionali intervenute sino al 31 gennaio 2022 per i quali risultano ancora aperte posizioni debitorie; depositare copia dei contratti relativi ad acquisizioni nazionali con rilevanza internazionale dei calciatori intervenute dall’1 gennaio al 28 febbraio 2024 e degli accordi di dilazione di pagamento e l’avvenuto pagamento dei debiti scaduti al 28 febbraio 2024; depositare copia dei contratti relativi ad acquisizioni nazionali con rilevanza internazionale dei calciatori compiute entro il 31 dicembre 2022 per i quali risultano ancora aperte situazioni debitorie; depositare in caso di contenziosi riguardanti l’assolvimento dei debiti per acquisizioni internazionali e nazionali con rilevanza internazionale dei calciatori, copia della documentazione della lite non manifestamente infondata e instaurata davanti agli organi competenti di giudizio. Da questi adempimenti sono esonerati tutti i club che hanno compiuto gli adempimenti necessari al rilascio della Licenza Uefa 2024/25.

I club devono depositare copia delle comunicazioni dei dati delle liquidazioni periodiche dell’Iva dei primi tre trimestri del 2023 e la copia degli eventuali avvenuti pagamenti. La novità introdotta sul punto: le società devono depositare questi documenti entro il 30 aprile 2024, l’inosservanza anche solo di uno di questi obblighi configura un illecito disciplinare per il quale è prevista una sanzione non inferiore a 20mila euro per i club di serie A e B e non inferiore a 10mila euro per le società di Lega Pro. Un’altra novità: il termine stabilito per ottemperare a questi adempimenti è il 20 maggio 2024. Nello specifico gli adempimenti sono diverse. Il deposito del prospetto che contiene l’indicatore di liquidità che risulta dalla situazione patrimoniale intermedia al 31 marzo 2024, l’indicatore di indebitamento e l’indicatore del costo del lavoro allargato calcolati secondo quanto previsto dall’articolo 85 delle Noif. C’era (c’è ancora?) poi il punto sull’indice di liquidità da inserire anche in materia di iscrizioni. A pagina 2 c’era scritto così: “In caso di mancato rispetto dell’indicatore di liquidità nella misura del… ci sarà la contestazione della Covisoc entro una settimana“. Nell’ultima bozza questa riga pare sia stata “sospesa”. Le voci più accreditate assicurano che l’indice di liquidità resterebbe solo per il mercato.

E ancora, leggendo nella bozza. Se l’indicatore d’indebitamento presenta un valore superiore al livello-soglia stabilito in 0,8, l’importo per ripianare la carenza finanziaria determinata dall’indice di liquidità verrà incrementato nella misura del 20%. Stesso procedimento, stesso valore soglia e stesso apporto vale anche per la voce del costo del lavoro allargato. Se i valori dell’indebitamento e del costo del lavoro allargato sono entrambi superiori al valore-soglia stabilito, la carenza finanziaria determinata dall’indice di liquidità dovrà essere ripianata con un importo superiore del 40%. L’inosservanza di questi adempimenti al 20 maggio è considerata un illecito disciplinare che verrà sanzionato con un’ammenda non inferiore ai 40mila euro per i club di A e B e non inferiore a 20mila per i club di serie C.

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L’indice di liquidità: come ripianare. Restano fermi tutti gli altri adempimenti economici, finanziari, tributari e previdenziali da osservare con deposito dei documenti, entro la data del 31 maggio 2024. Le società però dovranno – e questa è un’altra novità inserita nel Manuale delle Licenze in approvazione per la prossima stagione ma ad oggi ancora su bozza – depositare presso la Covisoc la documentazione che attesti il ripianamento dell’eventuale carenza finanziaria (contestata dalla Covisoc entro il 27 maggio in base ai documenti che i club devono presentare entro il 20 maggio) in grado di raggiungere la misura minima dell’indice di liquidità. E dovranno adempiere facendolo o 1)con versamenti in conto futuro aumento di capitale, 2) o con un aumento di capitale integralmente sottoscritto e versato e da effettuarsi esclusivamente in denaro, 3) o con versamenti in conto copertura perdite, 4) o con finanziamenti postergati ed infruttiferi dei soci, 5) o con l’utilizzo della liquidità ottenuta dalla cessione di calciatori contabilizzata nella situazione patrimoniale intermedia al 31 marzo 2024, 6) o con l’utilizzo della liquidità ottenuta dalla cessione di crediti commerciali sempre contabilizzate entro il 31 marzo 2024 7)o con l’utilizzo di importi di crediti derivanti dalla partecipazione alle competizioni europee. La domanda di ammissione al campionato di serie A deve essere depositata presso la Lega Calcio entro il 31 maggio 2024.

La finestra temporale per i playoff di serie B. Altra novità: la società vincitrice dei playoff di serie B dovrà presentare la domanda d’iscrizione alla Lega serie A entro il 4 giugno, l’istanza deve essere corredata dall’assolvimento degli impegni previsti per tutti gli altri club mentre la società che perde lo spareggio dovrà presentare domanda alla Lega serie B sempre entro il 4 giugno e sempre corredata dai documenti che attestano l’assolvimento degli obblighi previsti per gli altri club cadetti tra cui il deposito di una fideiussione di 800mila euro. Su questo obbligo è stata prevista una novità. Infatti, come alternativa al deposito della fideiussione le società cadette potranno costituire un deposito a garanzia (il cosiddetto escrow account) di 800mila euro depositando in Lega B l’originale del deposito a garanzia in favore della Lega B. L’accettazione del deposito a garanzia è subordinata all’assenza di contenziosi tra la Figc e/o le Leghe professionistiche e l’escrow agent. Il termine perentorio del 31 maggio per l’adempimento degli obblighi deve quindi essere osservato da tutti i club di B tranne che dalle due finaliste playoff. Le società di Lega Pro finaliste dei playoff entro il 4 giugno devono ottemperare agli ulteriori adempimenti fissati per i club di serie B (domanda, fideiussione, escrow account etc etc). Anche per le società di serie C è prevista la possibilità del deposito in garanzia in alternativa alla fideiussione, l’importo è però inferiore ed è fissato, come la fideiussione, a 350mila euro.

Certificazione Leghe e pagamenti mensilità maggio/giugno. La Lega serie A entro il 6 giugno deve certificare alla Covisoc il deposito delle documentazioni da parte dei club, lo stesso termine è previsto per la Lega B e per la Lega Pro. L’inosservanza del termine del 31 maggio, anche solo riferito a uno degli adempimenti previsti dal Manuale, determina la mancata concessione della licenza nazionale, e lo stesso vale per il termine dilatorio (4 giugno) concesso ai club finalisti degli spareggi promozione. Dopo la licenza, altre novità. I club di A, B e C entro l’1 luglio devono pagare gli stipendi ai tesserati, ai dipendenti e collaboratori relativi alla mensilità di maggio, devono assolvere al pagamento dei compensi, compresi gli incentivi all’esodo dovuti ai tesserati, per la mensilità di maggio 2024, devono assolvere al pagamento degli emolumenti, compresi i compensi professionali assoggettati a Iva dovuti a maggio, a una serie di figure sportive (ad esempio medico sociale, preparatori, team manager, diesse, segretario, responsabile amministrativo etc etc), assolvere al pagamento delle ritenute Irpef per il mese di aprile e dei contributi Inps di maggio 2024, assolvere al pagamento dei contributi di fin carriera relativi alla mensilità di maggio. L’inosservanza all’1 luglio di anche uno solo di questi adempimenti è illecito disciplinare sanzionato con due punti di penalizzazione in classifica da scontarsi nella stagione 2024/25. Le società che hanno fatto ricorso agli istituti di regolazione della crisi o dell’insolvenza previsti dal Dlgs 14 del 12 gennaio 2019, in assenza di provvedimenti definitivi dell’autorità giudiziaria, devono osservare gli adempimenti previsti entro l’1 luglio depositando copia delle decisioni definitive alla Covisoc. Le società di serie A devono entro il 30 settembre 2024, pagare gli emolumenti di giugno 2024, e assolvere tutti gli altri pagamenti (comprese Irpef, Inps, fondo fine carriera) a tesserati, collaboratori e dipendenti: l’inosservanza comporta due punti di penalizzazione.

Criteri infrastrutturali. Le società di serie A, serie B e serie C devono entro il 31 maggio depositare presso la Commissione Criteri infrastrutturali e quella sui Criteri sportivo-organizzativi la documentazione che comprovi la proprietà dell’impianto sportivo abituale che s’intende utilizzare, oppure il contratto, la convenzione d’uso o il documento equivalente relativo all’impianto abituale che si intende utilizzare, validi fino al termine della stagione 2024/25. È considerato abituale l’impianto ubicato nel comune in cui ha sede la società o l’impianto – per i club di A e B – ubicato nella regione del comune in cui ha sede la società oppure – ma questo vale per i club di C – nella regione confinante con la regione in cui ha sede la società a condizione che la società vi abbia però disputato abitualmente le gare di campionato almeno nelle tre precedenti stagioni sportive. I club che non dispongono temporaneamente del proprio impianto abituale perchè interessato da un progetto esecutivo approvato dalle autorità competenti per l’adeguamento ai criteri infrastrutturali richiesti o per la costruzione di un nuovo impianto, possono depositare presso la Commissione un’istanza per deroga a svolgere attività per tutta la stagione in un impianto alternativo corredata da nulla osta del Prefetto: per i club di A e B ad un impianto ubicato nel territorio nazionale, per i club di C in un impianto ubicato nella regione del comune in cui ha sede la società o nella regione confinante. Per la licenza nazionale della stagione sportiva 2026/27 non sarà consentito l’utilizzo di un impianto sportivo alternativo, tranne per quei club che hanno stadi interessati da lavori di adeguamento o costruzione ex novo. Il termine perentorio del 31 maggio non si applica ai club di serie B finalisti dei playoff e per quelli di C finalisti playoff.

Documenti e playoff. I club di B che partecipano alla fase playoff per la promozione in A devono entro il 15 maggio depositare presso la Lega serie A la documentazione che attesti il rispetto dei requisiti infrastrutturali, entro il 24 maggio la Lega A dovrà comunicare se l’impianto è adeguato. Il club promosso in A attraverso i playoff deve entro il 4 giugno mettersi in regola secondo i parametri richiesti dalla Lega serie A e lo stesso dovrà fare il club sconfitto ma naturalmente depositando la documentazione presso la Lega B. I club di serie C che partecipano ai playoff entro il 15 maggio devono depositare la documentazione sui criteri infrastrutturali presso la Lega B che dovrà rispondere entro il 22 maggio. I club di serie C finalisti playoff dovranno depositare i documenti entro il 4 giugno.

La Lega serie A entro il 6 giugno deve fornire alla Commissione criteri infrastrutturali il parere sulle istanze di deroga, lo stesso dovranno fare, e negli stessi termini e tempi, sia la Lega B che la Lega Pro. Gli adempimenti oltre i termini perentori – quelli del 31 maggio e quelli del 4 giugno per i club coinvolti nei playoff – non saranno presi in considerazione né dalla Commissione criteri infrastrutturali né dal consiglio federale. L’inosservanza del termine perentorio del 31 maggio determina la mancata concessione della licenza nazionale.

Ricorsi. La Covisoc, la Commissione criteri infrastrutturali e la Commissione criteri sportivi-organizzativi comunicheranno le decisioni entro il 7 giugno ai club, alla Figc e alle leghe di competenza. Le società non in regola possono presentare ricorso (versando una tassa di 12mila euro) entro il 10 giugno ma non possono presentare una documentazione ulteriore rispetto a quella già esaminata né possono integrare gli adempimenti. Le commissioni si esprimono l’11 giugno, l’ultima parola sulla concessione della licenza nazionale la metterà il consiglio federale del 12 giugno.

 

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