Basket, caso Trapani: Scafati chiede l’accesso agli atti a Petrucci. In Lega cade la fronda (c’era anche Milano?) anti-Gandini: sarà rieletto

Dopo il provvedimento federale, il club campano vuole vederci chiaro mentre indaga la Procura federale. Le dichiarazioni di Antonini e il malcontento strisciante dei club. Domani voto per la presidenza LBA: sì all'uscente ma non incondizionato
Umberto Gandini e Gianni Petrucci

Negli abituali monologhi (senza contraddittorio) che caratterizzano i consigli cestistici da decenni, il presidente federale Gianni Petrucci ha spesso sottolineato «come il basket sia meglio e più avanti del calcio: per le regole, per la modernità degli interventi, per l’assenza di litigiosità tra club e verso le istituzioni cestistiche, per la mancanza di veleni, per la collaborazione tra federazione, leghe e società». Seguendo questo (suo) assunto (assunto di uno che ama il calcio e che di calcio parla h24), si può solo sarcasticamente aggiungere che avesse anche i soldi e la visibilità del calcio, allora non ci sarebbe proprio partita: in Italia la palla a spicchi sgonfierebbe il famigerato e voluttuoso pallone di cuoio. Non è così però; e allora tocca attrezzarsi, magari provare a “imitare” il pallone: vuoi vedere che… Potrebbe allora ironicamente spiegarsi anche così questa fulminea accelerazione che, in pochi mesi, pare abbia allineato il pianeta cestistico a quello calcistico trascinandolo in un’altra demoniaca dimensione.

Palazzetti sempre più roventi, dubbie e sballate decisioni arbitrali, contestato il commissioner Lamonica (voluto tre anni fa da Petrucci e Ettore Messina) entrato nell’occhio del ciclone un po’ come il Rocchi calcistico e ormai disarcionato e defenestrato (che Petrucci abbia voluto ascoltare ancora i “consigli” del coach-presidente dell’Olimpia? Che abbia accontentato un po’ tutti i club che pur sempre alla fine l’hanno votato?), commissioner dicono in cerca di nuova occupazione dall’estate (anche in qualche club?). Polemiche e veleni dei coach sugli arbitri, dei dirigenti verso gli arbitri, diverbi tra coach e dirigenti avversari, designazioni messe in discussione, rilievi di ex arbitri al video-tape o via social, veleni e polemiche tra allenatori e dirigenti dello stesso club (vedi Trento, ad esempio), panchine saltate, dirigenze scoppiate (Pistoia) e nervi in frantumi un po’ ovunque.

Al quadro si sono poi aggiunte altre due vicende: attualissime, rischiano di togliere “appeal” alle imminenti semifinali scudetto che cominceranno proprio nel giorno del voto per il presidente di Lega basket (LBA). Venerdì i club a Bologna si esprimeranno sull’unica candidatura, quella cioè di Umberto Gandini che corre per il suo terzo mandato di fila. Otterrà subito la necessaria maggioranza dei 2/3 il dirigente varesino, oppure gli arriverà un “segnale” di avvertimento, meglio inquadrabile come di non elevato gradimento, rimandando così lo scontato esito a un altro turno di voto? La domanda si pone perché, nel corso di questi mesi, sottile e quasi invisibile, si è mossa una fronda interna ai club di A che puntava a far candidare, votare e poi eleggere, un altro profilo. Evidente la crepa interna tra chi difendeva a spada tratta Gandini e chi invece voleva il cambiamento. E un po’ come accadde qualche anno fa nel calcio (Gravina su altri profili mentre il duo Lotito–De Laurentiis avrebbe vinto portando Lorenzo Casini), nella partita è poi entrato decisamente e pesantemente in gioco il presidente federale Petrucci che ha sponsorizzato Gandini (che al manager lombardo abbia fatto bene anche la comparsata del 5 maggio dal ministro dello Sport Andrea Abodi per ragguagliarlo, a distanza di tre mesi, “sui risvolti sociali della partnership tra LBA e Ministro per lo sport e i giovani in occasione della  Frecciarossa Final Eight 2025 di Torino che hanno visto lo sviluppo di una serie di attività extra campo tra cui promozione della Carta Giovani Nazionale e piattaforma Giovani 2030”), Petrucci protagonista in questi giorni – ma non solo lui – anche di un’altra ben più spinosa (e a tratti ancora oscura) vicenda.

Evidentemente investito di tutti i poteri del caso (se le norme e i regolamenti dello Statuto federale lo prevedono, perché non osservarli?), dopo la segnalazione della Comtec (a sua volta avvisata dall’Agenzia delle Entrate di Trapani proprio nei giorni in cui stava scoppiando il caso Brescia nel calcio, seguito poi anche dall’auto-denuncia del Trapani calcio), ha riunito il 21 maggio un fulmineo consiglio federale straordinario per proporre, ottenendo poi il sì dei consiglieri, la punizione del Trapani Shark (semifinalista playoff e in piena corsa scudetto) infliggendo al club siciliano la penalizzazione di 4 punti in classifica (Trapani Shark accusato delle stesse violazioni contestate a Brescia e Trapani calcio), da scontarsi però nella prossima stagione e rimandando poi gli atti alla Procura federale Fip guidata dall’avvocato Marco Lucente.

Vicenda singolare e fulminea: a differenza della Figc, ad esempio, dove il riscontro dell’Agenzia delle Entrate all’organismo di controllo federale (Covisoc, la “gemella” della Comtec) aveva portato la Covisoc a segnalare il “caso Brescia” alla Procura federale che, dopo aver chiuso le indagini, ha ricevuto le memorie difensive (il Brescia non si è presentato all’audizione) e poi al deferimento coi capi di accusa che proprio oggi saranno oggetto del processo di primo grado sportivo davanti al Tribunale nazionale Federale cui toccherà infine emettere la sentenza. Nel basket tricolore è esattamente avvenuto il contrario: dalla segnalazione si è arrivati direttamente al provvedimento (senza entrare nel merito e nei dettagli: comunicato assai scarno), emesso dal consiglio federale che poi ha affidato gli atti alla Procura, senza specificarne il motivo. Del singolare procedimento (è come se il potere esecutivo si sia fatto anche potere giudiziario: il presidente Petrucci come fosse assieme presidente del Consiglio dei Ministri, ministro di Giustizia, pm e giudice) si era dettagliatamente scritto in un articolo (leggi qui). Il giorno dopo la pubblicazione, e dopo la ricostruzione, lo stupore e il livore del patron siciliano Valerio Antonini, e dopo anche il commento sarcastico del patron della Pallacanestro Brescia (avversaria di Trapani in semifinale), è arrivato come fosse un fiocco, un (nuovo) comunicato Fip.

Eccolo. “Riguardo le numerose esternazioni registrate in questi ultimi giorni circa il provvedimento assunto dal Consiglio Federale nel corso della riunione tenutasi lo scorso 21 maggio, la Federazione precisa quanto segue a beneficio di tutti gli interessati. 1)In data 16 aprile 2025, la Società Trapani Shark ha provveduto al deposito dei modelli F/24 relativi al bimestre gennaio-febbraio 2025 sul portale della Federazione Italiana Pallacanestro, in ottemperanza a quanto previsto dalla Sezione 10, comma 14, lettera D del Manuale per la Concessione delle Licenze Nazionali Professionisti per la Stagione Sportiva 2024/2025. 2)Successivamente, in data 22 aprile 2025, la Segreteria Com.Te.C. ha inoltrato una richiesta all’Agenzia delle Entrate (Settore contrasti illeciti) al fine di verificare la regolarità delle operazioni di compensazione effettuate in data 14 aprile 2025 dalla Società Trapani Shark srl. 3) In data 16 maggio 2025, la Direzione Provinciale di Trapani – Ufficio Controllo – dell’Agenzia delle Entrate ha fornito un riscontro ufficiale, trasmettendo chiarimenti scritti in merito alla compensazione per accollo di debiti fiscali operata dalla Società. 4) Infine, in data 21 maggio 2025, con verbale n. 298, la Com.Te.C. ha richiesto al Consiglio Federale l’applicazione delle sanzioni di cui alla Sezione 11, comma 5, lettera B del Manuale per la Concessione delle Licenze Nazionali Professionisti per la Stagione Sportiva 2024/2025”. E chiosa (messaggio alle istituzioni sportive superiori, Coni e Ministero?) finale: “Il Consiglio Federale e la Com.Te.C. operano nel rispetto della Legge, delle determinazioni dell’Agenzia delle Entrate nonché dei Regolamenti di settore, questi ultimi sempre condivisi con tutti gli Organi federali competenti. Le decisioni sono state assunte con tempestività e in piena trasparenza; ogni tentativo di strumentalizzazione è destituito di qualsiasi fondamento e verrà contrastato in ogni sede deputata”.

Divulgato il messaggio urbis et orbis, resterebbero però alcuni punti da chiarire. Perché la Fip di Petrucci, dopo aver emesso la sentenza, manda gli atti alla Procura federale? Ipotesi: perché bisogna ravvisare e definire le (eventuali) responsabilità dei legali rappresentanti del club che, si ricorda, sono responsabili delle violazioni in capo al club (un qualsiasi amministratore di qualsiasi società ne risponde non solo sul piano sportivo ma anche civilistico e penale: non dovrebbe agire secondo la linea della prudenza e della responsabilità nell’esercizio delle sue funzioni assumendo i rischi del caso? Antonini, così come Cellino, intanto si dice vittima di una truffa, e da “raggirato” ha annunciato denunce) ed eventualmente sanzionarli? Oppure perché (forse) ci sono da chiarire e appurare (ben) altre questioni?

Stante il silenzio di tutti, compreso quello della Lega basket, le domande deve essersele poste anche (o almeno) lo Scafati Basket (retrocesso al termine della stagione regolare) che si è mosso promuovendo una richiesta di accesso agli atti, richiesta formulata alla Fip e, per quanto di sua competenza, avanzata anche alla Lega basket (LBA). Il club di Nello Longobardi chiede “ogni comunicazione, nota, relazione, verbale o altro documento relativo all’accertamento delle presunte irregolarità amministrative che hanno determinato la sanzione irrogata con provvedimento pubblicato in data 21/5; altresì ed alla luce della rilevata anomala condotta dell’affiliata Trapani Shark, si richiede copia della documentazione depositata, dalla predetta società, ai sensi dell’art. 6 Manuale Licenze Basket serie A, con particolare evidenza relativa alla documentazione prevista ai sensi dei punti 6.2.1, 6.2.2, 6.2.4, 6.2.5 del richiamato manuale; la documentazione depositata ed afferente agli obblighi come meglio specificati agli artt. 20, 21 e 22 del titolo II (Controllo in materia economico-finanziaria) Regolamento Esecutivo Professionisti, assolti nel corso della stagione 24/25 da Trapani Shark; ogni altro atto e documento presupposto, connesso o consequenziale alla penalizzazione alla predetta società irrogata, ivi inclusi eventuali pareri, valutazioni o richieste pervenute da altri organi o soggetti”.

In attesa che Scafati ottenga la documentazione, e in attesa delle eventuali mosse della Procura Fip, da domani sarà semifinale scudetto. Su uno dei due versanti si disputa una singolare sfida tra Trapani e Brescia (città che in questi giorni condividono gioie e dolori, sportivi e giudiziari), sfida inaugurata dall’ironico commento del patron della Germani Maurizio Ferrari (per un attimo è come se si fosse andati indietro di qualche anno e sempre al calcio, quando ad esempio il proprietario della Fiorentina Rocco Commisso accusava l’Inter e le altre su plusvalenze). «A Trapani noi ci andiamo con i documenti in ordine». Una battuta che avrebbe ancor di più fatto infuriare il patron siciliano Antonini che intanto, dal suo profilo social sulla piattaforma X, si dimenava dispensando dispacci. Subito dopo la pubblicazione della (seconda) nota Fip, eccolo lanciare carezze solo al padrone del vapore (Petrucci) e al capotreno (Gandini). Il primo tweet. “Letto il comunicato appena uscito dalla Fip. È il caso di fare ordine. La mia protesta è nei confronti della gestione della Comtec sul tema, e non verso la Fip, di cui nutro da sempre grande rispetto e stima, in particolare per il presidente Gianni, come tutti sanno”. Il secondo. “Se sono parte lesa e truffata, come è oramai evidente, mi aspetto collaborazione, e non una penalizzazione oltremodo afflittiva, quando oltretutto ho ancora 21 giorni di tempo per definire con ADE la situazione. La Comtec avrebbe dovuto attendere le risultanze finali dall’ADE”. Il terzo: “Per l’elezione del presidente di Lega di venerdì, ho deciso di mantenere la posizione di non andare, ma delegherò l’amico Stefano Sardara per rappresentarmi, visto che condividiamo le decisioni da assumere. Ossia la riconferma del bravissimo Umberto Gandini”.

E qui si arriva alla conclusione di un’altra lunga e velenosa partita. Quella sulla presidenza della Lega A. Iniziata mesi fa col malcontento di alcuni club, a cominciare da Tortona col suo proprietario (il facoltoso Gavio) che male pare avesse preso anche il niet imposto dai vertici (che Petrucci lo avesse chiesto a Gandini?) alla richiesta dell’allora candidato alla presidenza federale, l’avvocato Guido Valori, di poter incontrare i club di serie A. Insieme a Tortona, si erano affiancate Trento e Reggio Emilia. Pur considerando come il lavoro di Gandini su alcuni aspetti sia stato positivo (incremento del marketing, sviluppo social, importo dei diritti tv che nell’ultimo triennio sono triplicati arrivando a 10 milioni di euro, sponsor e altro) si sottolineava – e a pensarlo c’erano, e ci sono, altri club – come le posizioni della Lega serie A siano state (e siano) totalmente mancanti sul lato dello sviluppo sportivo, e come le posizioni della Lega di Gandini siano state (e siano) totalmente appiattite (e fagocitate) dai voleri del presidente federale Petrucci. Cioè in termini di sviluppo e slancio, (quasi) lo zero assoluto.

Mentre invece di punti da mettere sul tavolo ce ne sarebbero tanti. Questioni aperte come, ma sono solo esempi, l’istituzione dei play-in sulla scorta dell’Eurolega per allagare il perimetro dei verdetti e della competizione, oppure l’eleggibilità dei giocatori, il numero di stranieri, le premialità sull’impiego degli italiani e altri aspetti delicati, e non più procrastinabili, per ridare sviluppo e vigore a un movimento cestistico sprofondato (eufemismo). Si chiedeva (e si chiede) più smalto e più slancio ai vertici della Lega, che è poi l’associazione (privata) dei club di A. Per questo, l’assemblea aveva deciso di procedere in una singolare iniziativa: ascoltare e vagliare altri possibili candidati, e proposte annesse. All’interno della Lega A era stato quindi creato un gruppo, composto da Sassari, Trento, Bologna e Milano che, nei mesi scorsi, ha esaminato altre strade, alternative alla (ri)candidatura Gandini. E non sarebbe passata inosservato nemmeno il malcontento di una big come l’Olimpia Milano, mentre intanto uno storico avversario di Gandini, l’ad di Bologna Baraldi, usciva di scena (nella precedente elezione Bologna e Milano diedero il no a Gandini). Ettore Messina è sì il coach di Milano, ma siede anche in consiglio federale in qualità di residente dell’associazione allenatori, e fa anche il dirigente (ha la carica di presidente) a tutto tondo. E, il passato insegna, quello che dice o vuole assume spesso i contorni dell’esecutività: non è certo un mistero il forte ascendente che ha nei confronti del presidente federale Petrucci. Lo stesso Petrucci che, in questi mesi, si è speso parecchio per la riconferma di Gandini, andando in deciso pressing sui club: in fondo la Lega serie A di basket non è mica come la Lega A di calcio che, almeno fino a qualche mese fa (prima di Simonelli), teneva testa al presidente federale Gravina. Qualcuno però ha sottolineato come, proprio su questo punto, ci siano state diversità di vedute tra Messina e Petrucci: il tecnico dell’Olimpia avrebbe caldeggiato e ispirato un’idea di rinnovamento che solo la Lega basket potrebbe intestarsi e che non possa, come ha fatto Gandini, appiattirsi su Petrucci. Un’idea però abortita, anche per mancanza di alternative valide a Gandini che intanto si avvia alla riconferma larga, anche se non incondizionata.

Gandini resterà in sella, anche perché le strade alternative sono via via scomparse. Detto come anche il senatore Stefano Patuanelli si fosse proposto (a fare il suo nome sarebbe stata Trieste), la commissione aveva incontrato Sergio Picarelli, già qualificato manager di Adecco e con un figlio cestita alla Dolomiti. La sua candidatura sarebbe dovuta “salire” in ticket con un esperto cestistico: era circolato il nome di Toto Bulgheroni (Varese), che però poi si sarebbe sfilato. Inoltre, da statuto di Lega, non è prevista la carica di un amministratore o general manager: c’è solo un presidente, cui viene riconosciuto un contratto di circa duecentomila euro. Picarelli però non ha superato positivamente l’audizione. Un’altra idea avrebbe portato invece a Maurizio Gherardini che, dopo le brillanti esperienze estere, sarebbe di rientro in Italia. L’ex manager di Treviso ha però poi declinato l’ipotesi perché pare preferisca lavorare in un club. Il suo nome continua a circolare per Bologna se Zanetti dovesse cedere (al momento non pare, pur se il club ha perso la pesante sponsorizzazione Segafredo) a Ghirardi, in gioventù compagno di scuola proprio di Gherardini. Il giro di orizzonte è così finito: Gandini sarà rieletto presidente (sarebbe potuto rimanere in carica anche fino a ottobre, quando sarà approvato il bilancio). Tocca solo sapere se ci riuscirà domani al primo tentativo, o se sarà necessaria un’altra votazione: da statuto, gli servirà sempre e comunque la maggioranza dei due terzi. In assemblea verranno aperte anche le buste sulle offerte televisive. Assai probabile che non ci sia alcuna aderenza alle richieste della Lega. Si andrà al ribasso, e dunque a trattativa privata. L’offerta della Rai per i diritti in chiaro è arrivata: i club potrebbero anche accettare, perché vanno in cerca di maggiore visibilità. Si annuncia battaglia invece sulla piattaforma OTT: a Dazn potrebbe essere preferita Discovery che presto lancerà Discovery Plus, mentre per il satellite Sky potrebbe riprendersi le trasmissioni delle gare.

In quanto ai segnali dallo spazio, poco futuro: la stella del basket italiano pare sempre più un meteorite, frammentato e in (rovinosa) caduta libera.

 

 

 

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