Escort e serie A: lo scandalo è l’inerzia dei “governanti” dello sport. Abodi, Buonfiglio e Gravina fermi. Chinè non interviene?

Abodi, Buonfiglio e Gravina con Mattarella in un incontro al Quirinale

Ma che bello lo sport italiano. Regala sempre titoli (ovunque, tranne che nel calcio) nel senso di vittorie, trionfi e allori, e titoloni (di cronaca giudiziaria). A questo proposito, recap solo degli ultimi giorni.

La Procura di Roma ha messo sotto inchiesta la presidente della Federdanza Laura Lunetta, un alto dirigente e due collaboratori, perché avrebbero truccato i risultati delle competizioni sportive, anche gli ultimi campionati assoluti di Riccione. Il sistema? Con arbitri designati ad hoc e il software per le votazioni manipolato. Il Coni (presidente il “vigile” Buonfiglio) spinge per le dimissioni, lei, la presidentessa, prende però tempo.

L’ombra del dossieraggio e delle intercettazioni abusive è tornato a scuotere l’atletica leggera italiana. Dopo il presunto spionaggio ai danni di Marcel Jacobs che aveva visto coinvolto il fratello di Tortu, una microspia è stata scoperta nel cuore della Fidal. Il dispositivo è stato rinvenuto nella stanza del segretario generale Alessandro Londi (da tempo in rotta col presidente federale Stefano Mei) nella sede romana di via Flaminia Nuova. A far scattare l’allarme alcuni dipendenti, insospettiti dalla presenza di un apparato di ascolto non particolarmente occultato. L’intervento della polizia ha cristallizzato una situazione di altissima tensione che dura da mesi e che, sul punto, lascia ancora interrogativi: cimice piazzata dall’autorità giudiziaria nell’ambito di accertamenti in corso, o atto di “spionaggio domestico” legato a regolamenti di conti interni. Intanto, il segretario generale Londi, dopo aver denunciato la regolarità di un progetto finanziato da Sport e Salute” è andato via dalla federazione con una buonuscita di 500mila euro.

Intanto “Milano-Cortina” ha un buco di 300 milioni di euro (chi lo riempirà?), e intanto il presidente del Coni lancia l’allarme: «Mancano ancora i contributi del Governo» (10 milioni di euro) per i Giochi Olimpici e Paralimpici. «È la prima volta che non li riceviamo per l’organizzazione della preparazione olimpica e per i premi medaglia». A Palazzo H aspettano ancora il versamento delle royalties dell’Olimpiade, il cui totale ammonta a circa 48 milioni. In fiduciosa attesa, Buonfiglio ha intanto annunciato lo slittamento al 30 giugno per l’approvazione del bilancio consuntivo 2025 e l’avvio a settembre del nuovo gioco “Win for Italia Team” promosso dall’esecutivo per finanziare i progetti olimpici.

Sono sprazzi di cronaca ripresi dai quotidiani degli ultimi giorni. Oggi invece l’en-plein è toccato al (mondo) calcio. Ovunque titoli e titoloni. In pagine di cronaca giudiziaria, però. “La Calciopoli delle escort” (La Stampa); “Tremila euro per una notte: così si divertivano i calciatori. E l’escort disse: sono incinta” (la Repubblica); “Escort, 70 calciatori di Milan, Inter e & per il gran chiavage” (Il Fatto); “Le notti con le escort dei calciatori di serie A. Sono rimasta incinta” (Corriere della Sera). “Escort e gas dello sballo. Settanta i calciatori coinvolti. I festini anche nel lockdown” (Il Giornale). Dopo la valanga di titoli, è partita (e in qualche caso è arrivata a …dama) la ricerca ai nomi dei calciatori coinvolti. Insomma, il calcio è andato a put…(ma lo si era capito da tempo).

Ribadendo che i calciatori non sono indagati, e sottolineando come qui non si voglia fare i bacchettoni, preferiamo soffermarci su quanto prescrive l’articolo 4 del codice di giustizia sportiva. È l’articolo più utilizzato per i deferimenti e per le squalifiche. In sintesi, ribadisce come tutti i tesserati debbano rispondere nei loro comportamenti ai principi etici di lealtà, probità e correttezza.

Ci chiediamo.

È conforme a questi principi quanto si legge oggi su tutti i quotidiani nazionali a proposito di un non meglio precisato numero di calciatori? Lasciamo stare gli aspetti antidoping. Discutiamo di etica.

I professionisti, diceva Gabriele Gravina, i professionisti del calcio (e dunque anche il calcio), sono diversi dai dilettanti, cioè da tutti “dilettanti” che praticano (e anche con grande successo per i colori italiani) gli altri sport: dopo il putiferio, aveva spiegato il senso delle sue parole (travisate). Sì, appunto, è vero. Ma sono diversi soltanto perché percepiscono stipendi milionari, o anche per quanto riguarda le regole nei comportamenti? Oppure e invece fuori dal campo possono fare quello che vogliono? Non ci risulta: pensiamo alla vicenda del calciatore della Reggiana, Manolo Portanova (da qualche giorno anche la Corte d’Appello di Firenze ha confermato la condanna a sei anni per violenza sessuale: la Figc che cosa farà ora?).

Il presidente del Coni Luciano Buonfiglio (ne abbiamo scritto qualche giorno fa: Buonfiglio ha come il fischietto in bocca, per controllare ed eventualmente sanzionare…leggi qui) ha confermato che sta lì, a Palazzo H, anche per vigilare su quanto accade, e sta accadendo in questi giorni, in Federcalcio. Gabriele Gravina, pure se dimissionario, è ancora il reggente della Figc (pare si stia dando da fare per convogliare i consensi sul successore più gradito, magari in cambio di benevolenza su vicende passate e di continuità in alcuni significativi uffici). Il capo dell’ufficio inquirente del pallone, il magistrato Giuseppe Chiné, ha pieni poteri come procuratore: può dunque aprire indagini, può convocare, ascoltare, intervenire, deferire. Sopra a tutti c’è il ministro dello Sport Andrea Abodi che, sempre se fosse necessario, potrebbe (anche) commissariare Buonfiglio perché, da presidente del Coni, non interviene sulla (generale) inerzia della Figc.

Invece? Invece tutto tace. O meglio prevale il “guardonismo casereccio”, il solito andazzo di voyeurismo da buco della serratura: ma chi saranno questi calciatori che andavano a put.? quante volte sarà successo? che cosa è questa pozione che libera dallo stress? come si chiama questa sostanza che non risulta al controllo antidoping ma che magari ti manda in estasi aspirando semplicemente da un palloncino? chi è il calciatore che avrebbe messo incinta una di queste escort?

In tutto questo bailamme, dove stanno i preposti allo sport tricolore? Quasi che, dopo la caporetto della nazionale (eliminata per la terza volta dalla fase finale del Mondiale), non ci fosse bisogno di un rinnovato rigore e di una nuova morale nel calcio. Gianni Rivera e Sandro Mazzola, dopo le partite che facevano? Andavano anche loro nei privè, anche loro avevamo bisogno di distrarsi con festine e signorine, anche loro dovevano aspirare sostanze? E però a quell’epoca (sono passati tanti anni) l’Italia era tra le capitali mondiali del calcio. Adesso, invece…

Sulla vicenda, almeno fino al momento, non una parola sulla vicenda è stata pronunciata neppure dai candidabili al posto di Gravina (Giovanni Malagò, Giancarlo Abete o chi sarà). Nel frattempo, però, tutti i santi giorni, i protagonisti degli sport dilettantistici (pioggia o sole non importa) ce la mettono tutta per primeggiare, e non si sognano nemmeno di rivolgersi ad agenzie per soddisfare i “bisogni comuni” della vita comune.

Stiamo a vedere che succede. Forse però non si dovrebbe attendere neppure un istante (Gravina, Chiné, Buonfiglio e in primis Abodi: che ne pensate?) per entrare a gamba tesa in quest’ultima desolante vicenda che arriva dal calcio italiano con l’obiettivo di chiedere rispetto degli italiani e dei valori morali che, come si legge in decine e centinaia di sentenze della giustizia sportiva, sono incarnati e perseguiti dalla Figc.

Non fare nulla, oppure non farlo con la massima tempestività, significa semplicemente acconsentire. Lasciar passare (ancora una volta; ricordate il caso ultimo delle scommesse che aveva coinvolto anche giocatori della Nazionale, trasformato in ludopatia?). Significa far passare il messaggio che ai signori professionisti (del nostro calcio) tutto è concesso e che quello è il modello che i nostri giovani devono perseguire.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (che lo sport lo ama, che lo sport lo segue, che gli sportivi riceve e premia) non ha (purtroppo) poteri in materia. Ma se li avesse avuti è altamente improbabile che se ne sarebbe rimasto zitto di fronte a un tale scempio dei principi fondamentali dello sport. Che il ministro Abodi, che il presidente del Coni Buonfiglio, che il reggente federale Gravina e che il procuratore capo federale Chinè abbiano almeno un sussulto di dignità e incisività? Che si lanci (almeno) un segnale, un monito, un (piccolo) punto fermo, prima che si assista all’effetto contagio. Dai milionari calciatori professionisti (e dal miliardario sistema del calcio italiano) ai dilettanti dello sport tricolore. Segnali pericolosi e inquietanti (vedi Federdanza, vedi Fidal e vedi tante altre federazioni) già arrivano. Un minimo di dignità, un attimo di sussulto: prima che proprio tutto vada a p…

© 2026 Riproduzione riservata

Correlati