La Salernitana mette i medici alla porta

Il nodo spettanze, la questione sul protocollo sanitario e una mail. Sollevati dall'incarico Leo e D'Alessandro: "Dispiaciuto per come è finita, io amo la Salernitana".
Salernitana
A sinistra Andrea D'Alessandro, medico sociale della Salernitana sollevato dall'incarico insieme ad Italo Leo: nella foto ai tempi del Parma con il dottor Del Signore

Era alla sua terza avventura nel giro di un ventennio con la Salernitana. Dall’era Aliberti a quella Lombardi, fino ai giorni nostri. Fino ad ieri, in pratica. Andrea D’Alessandro è stato esonerato dall’incarico di responsabile sanitario granata insieme al collega Italo Leo, a sua volta accanto al club di Lotito e Mezzaroma fin dagli albori della esperienza a Salerno dei due cognati. Sempre ieri, il direttore sportivo Fabiani ha colmato la lacuna con l’ingaggio del dottor Epifanio D’Arrigo, ex Avellino e Sorrento, e già da oggi operativo. Non è stato un addio consensuale per i due medici che avevano cominciato la stagione, ma è stata la società a comunicare la volontà di recedere dai rispettivi contratti. La questione della responsabilità dei medici, tanto dibattuta in questi giorni, non è stata il reale motivo del ribaltone nel comparto medico e fisioterapico voluto dalla società.

Il diesse Fabiani, a quanto pare, aveva risposto picche alle richieste avanzate dal dottor D’Alessandro che, dietro sollecitazione dello stesso dirigente romano, aveva messo su carta le condizioni per ripartire e cioè il saldo delle spettanze arretrate e maturate, ossia fino al15 marzo, e il rispetto alla lettera da parte del club del protocollo sanitario. “Mi limito ad esporre i fatti – ci ha detto al telefono D’Alessandro -. Dopo aver inoltrato questa mail in cui chiedevo il rispetto di queste condizioni, mi è stato risposto dal direttore che non era in grado di ottemperare alle mie richieste senza specificare se una delle due o entrambe fossero in qualche modo irricevibili. Avevo anche fatto presente al direttore la necessità di avviare i test sierologici e le procedure per i tamponi, contattando un centro che potesse effettuarli secondo tutti i crismi di legge affinché fossero validati dall’Asl competente, visto che tutti i test svolti fanno casistica. Il giorno dopo la mia mail e la risposta informale alla stessa, la società ha provveduto a dare informazione scritta ed ufficiale della sua volontà di sospendere il rapporto in essere”.

Il protocollo sanitario prevede test sierologici e tamponi, questi ultimi da ripetere a distanza di quattro giorni, per tutti i componenti del gruppo squadra. Non c’è mai stata tensione tra l’ormai ex responsabile sanitario ed il club in merito al discorso della responsabilità dei medici in caso di positività di un tesserato: “Non ce ne sarebbe stato motivo – assicura D’Alessandro – perché come medico avrei dovuto garantire il rispetto del protocollo. Una volta adempiuto a tutte le prescrizioni, non avrei avuto nulla da temere. Per l’amore che mi lega alla Salernitana sono molto dispiaciuto di come sia finita”. La società avrebbe motivato l’esonero col venir meno del rapporto di fiducia alla luce delle richieste avanzate dallo staff medico. Richieste oggettivamente non campate in aria, visto che le somme richieste si riferiscono al periodo in cui le prestazioni professionali sono state rese, mentre il rispetto del protocollo sanitario è una condizione che sta sicuramente a cuore non solo ai medici ed ai calciatori ma anche e soprattutto al club, ragion per cui questa non sembra poter essere motivo di contrasto tra le parti.

Per Italo Leo si chiude una esperienza che nel complesso è durata oltre dieci anni. D’Alessandro, invece, era tornato la scorsa estate, ascoltando il richiamo del cuore e declinando proposte importanti come quella della Roma e di Donadoni, che aveva provato a portarlo con sé in Cina, memore della serietà e della professionalità dimostrate dal dottor D’Alessandro ai tempi della loro conoscenza al Parma.

© 2020 RIPRODUZIONE RISERVATA

condividi l'articolo

ALTRE STORIE