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Arbitri, passa la linea Orsato-Rocchi: il voto diventa universale. Gravina porta la rivoluzione Aia in consiglio federale

L'elezione del nuovo presidente degli arbitri decisa da tutti gli iscritti e non più dai presidenti e delegati di sezione. L'adeguamento ai principi informatori del Coni e la nuova battaglia
Rocchi, Orsato e Pacifici

Era nell’aria da tempo, non è affatto una sorpresa (leggi qui, qui, qui), anche se rappresenta una svolta epocale per i fischietti italiani e il mondo del calcio. Adesso però, nell’aria di maggio, dopo un congelamento durato mesi, tra slavine e colpi di cannone da una parte e dall’altra, è arrivato anche l’imprimatur federale: il prossimo presidente dell’Aia sarà eletto a suffragio universale. Saranno i quasi trentamila fischietti maggiorenni iscritti all’associazione a eleggere il capo dell’associazione dei fischietti tricolore, sfilandolo così dalle decisioni dei presidenti di sezione e dei delegati, che fino allo scorso anno avevano l’ultima parola sul voto.

Il cambio di rotta sarà portato al vaglio del consiglio federale in programma a inizio settimana: l’occasione per il cambio epocale passerà sotto la formula dell’adeguamento dello statuto Figc ai principi informatori approvati due mesi fa dal Coni: il presidente Gravina, insieme al suo braccio destro Viglione, ha così informato i vertici dell’associazione del cambio di linea e di rotta, un modo per cambiare una navigazione diventata negli ultimi mesi sempre più pericolosa, piena di insidie, veleni e scontri all’interno del Comitato Nazionale e persino della base. Tutte le procedure elettorali erano state congelate, tutti i passaggi propedeutici al voto bloccati in attesa di questa rivoluzione che adesso verrà messa ai voti delle componenti federali per poi essere approvata dal Comitato Nazionale e inserita nel regolamento Aia.

Il suffragio universale rappresenta soprattutto la vittoria della linea Rocchi, o meglio, della linea Rocchi-Orsato, i due big che più si sono spesi per questa decisione. Da mesi si lavorava per questo passaggio. Tra frizioni e scontri, con una parte del Comitato, quello rappresentato dall’ala che si specchia nel duo TrentalangeBaglioni, a ostacolare l’ascesa dell’attuale designatore e del principe dei fischietti italiani vicino ormai all’addio sui campi di calcio, ma pronto ad assumere un incarico prestigioso all’interno dell’associazione. Nel progetto di riforma-adeguamento, cambierebbe anche il mandato del designatore: non più annuale, ma biennale.

Un modo per dare stabilità e continuità al lavoro di chi gestisce gli arbitri di serie A e B. Il suffragio universale è anche la modalità più attrattiva per consentire a un big di riscuotere il massimo dei consensi: la base elettorale, allargata a tutti i fischietti, sarebbe di certo rapita da un nome ad effetto. Una scelta che certo non farà contenta una parte dei club di serie A, almeno quelli che si riconoscono nel gruppo De LaurentiisLotito che da mesi coltiva il progetto di autonomia arbitrale, legandola però all’ombrello della Lega A, sfilando l’ombrello che da tempo la Figc ha aperto sulla categoria arbitrale.

La notizia della rivoluzione da far approvare ai consiglieri federali per poi essere “vergata” dall’Aia, è destinata a lasciare una serie di prese di posizione. Mancano meno di due mesi per la definizione dei promossi, dei dismessi e dei confermati alla Can A-B e ovviamente anche per la definizione del nuovo vertice della Can A-B: ovvero il designatore e tutto il suo staff, da riempire anche la casella del nuovo responsabile del settore tecnico (Trefoloni dato in uscita). Dopo l’adeguamento ai principi informatori (i candidati oltre il terzo mandato consecutivo dovranno ottenere voti per due terzi di quelli validamente espressi), potranno così essere bandite le procedure elettorali, il rinnovo nelle sezioni prima di andare al voto a suffragio universale per il presidente. Scindere il ruolo politico da quello tecnico: l’idea federale non è cambiata, come non sono cambiati i favoriti alle nuove cariche. Rocchi potrebbe essere il candidato presidente in un ticket con Orsato che andrebbe a occupare la casella di designatore, oppure potrebbe essere proprio lui il candidato da far votare alla base dei trentamila. Un nome prestigioso capace di raccogliere il pieno di adesioni. Sullo sfondo, restano i movimenti del “terzo polo” (leggi qui) guidato proprio da Orsato e dal suo assistente Carbone sul campo, il terzo polo all’interno del Comitato Nazionale guidato da Zappi e Affinito. Il suffragio universale taglierebbe fuori dalla corsa Zaroli e l’attuale presidente Pacifici, e metterebbe in ambasce il gruppo SenesiMazzaferroMarconiCamiciottoli che fa capo a Trentalange e che guarda(va) alla Lega serie A. L’ex capo Aia si candiderebbe? Chissà.

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